mercoledì 22 gennaio 2014

I carri armati nelle banlieues


Ha fatto molto bene Moreno Pasquinelli a prendersi la briga di leggere e esaminare il programma elettorale del Fronte Nazionale francese. Credo ci dia la possibilità di renderci conto di cosa abbiamo a che fare. In questo post avanzerò un'ipotesi su quale siano gli autentici obiettivi di questa forza politica. Come ogni congettura è chiaramente opinabile, e inviatiamo tutti a opinarla nei commenti.

Ai miei occhi è abbastanza evidente una cosa: il cuore del programma di Marine Le Pen non è l'economia, e di conseguenza non è l'euro. Questo potrà apparire piuttosto azzardato a molti lettori. Dopotutto, nel nostro angolo di blogosfera si sta sviluppando, da mesi, un acceso dibattito sull'opportunità o meno di sostenere questa forza politica. Trattandosi di un dibattito tra elettori italiani la discussione ha come oggetto, in pratica, l'espressione di un moto di simpatia (o di avversione). Nell'ambito di tale discussione, e nella stragrande maggioranza dei casi, le simpatie al FN sono determinate dalla dichiarata ostilità all'euro e alla UE tipiche di questo partito. Anche persone con un trascorso di sinistra, convinte che l'euro sia la questione essenziale e dirimente dei nostri tempi, sono ora pronti a “sostenere” (virtualmente) Le Pen in virtù delle sue posizioni economiche. Ora, la mia ipotesi parte dall'assunzione che, tra i veri elettori potenziali del FN, e cioè tra i cittadini francesi, che parlano il francese e che seguono quotidiniamente la vita politica di quel paese, non sia la posizione sull'euro quella che genera consenso, e che la stessa Marine Le Pen non si aspetti di essere votata principalmente in virtù di tale posizione. 

Facciamo per un attimo astrazione dalla questione dell'euro. L'insieme del programma economico che stiamo esaminando è correttamente inserito da Pasquinelli nel filone del keynesismo moderato. Esso non implica scelte molto rivoluzionarie, specie se teniamo presente il contesto sociale nel quale è calato: in Francia l'intervento dello Stato nell'economia è una realtà ben viva e operante, lo stato sociale francese è con tutta probabilità il più avanzato tra quelli dei grandi paesi europei, e le misure protezionistiche non sono certo un fenomeno inedito nel panorama politico d'Oltralpe (basta pensare al complesso di tutele di cui gode in Francia il settore agricolo). A colpo d'occhio, buona parte di queste misure sono attuabili già oggi, a Trattati vigenti. Nulla di sensazionale, e sopratutto nulla che possa scatenare ondate di consenso.

A mio avviso il vero fulcro della proposta politica del FN, il motivo per cui i francesi lo votano, si ritrova nella seconda parte dell'articolo di Pasquinelli, quando il nostro passa in rassegna le proposte di riforma nell'ambito del diritto penale. Mi spiego meglio.
Cio che rende popolare l'opzione FN nell'elettorato francese è il richiamo all'identità nazionale. In un mondo in cui si sono smarriti molti dei tradizionali punti di riferimento, l'Idea di Francia può rappresentare un valido “ancoraggio” per molte persone.
Come si realizza l'Idea? Con scelte concrete che riaffermino il potere dell'ente che la incarna, lo Stato. Lo Stato riafferma la sua sovranità in primo luogo mostrando la sua efficiacia punitiva. Se il tipico programma liberista consiste nel sostituire lo Stato Sociale con quello Penale, Le Pen vuole tener fermo il primo ed espandere enormemente il secondo. Non è contraddittorio: è la tradizione dei fascismi1.



L'espansione del penale comporta cesure veramente notevoli con la tradizione giuridica (e costituzionale) dell'Europa degli ultimi decenni. Non si tratta solo di portare alle estreme conseguenze il revanchismo penale: questo esige di rendere più duri i regimi delle pene detentive, inasprire le sanzioni, dare più poteri alla polizia e meno diritti a imputati e carcerati, e inaugurare una politica di tolleranza zero. Si parla di reintrodurre la pena di morte. Si parla di creare particolari delitti di opinione, in particolare quello di manifestazioni a sostegno dei diritti dei clandestini. E tutto quanto caratterizzato da un chiaro segno ideologico: l'espansione del dispositivo penale non è rivolta solo contro il criminale, accontentando i milioni che, come cantava Jannacci, votano Almirante perché hanno paura dei ladri; è rivolta contro il criminale, il terrorista, il sovversivo, arabo, islamico, maghrebino, straniero, di colore. Nella retorica di Le Pen le tematiche del penale e quella della lotta ai nemici culturali della Francia (bianca e cristiana) sono costantemente intrecciate. Con lo strumento penale si vogliono difendere l'identità, l'omogeneità e l'ordine dei souschien, della comunità dei francesi “autoctoni”.

Putroppo per il FN, tutti questi obiettivi sono in netto contrasto con le disposizioni (e con l'interpretazione consolidata) della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. E la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che sul rispetto di quelle norme vigila, ha in Francia un peso maggiore di quella che ha in Italia, perché di fatto svolge, in quel paese, un ruolo simile a quello qui svolto dalla Corte Costituzionale2.
Ecco la sovranità che Le Pen vuole riconquistare, mediante un vero e proprio tuffo nel passato: quella dello Stato contro i cittadini- e ovviamente contro i non cittadini, gli stranieri, da vessare e discriminare. Ed ecco perché l'Europa (meglio, la CEDU) va tolta di mezzo.
Rivelatore, in questo senso, è un altro passaggio del programma del Fronte: quello relativo alle spese militari. Nel testo si dice chiaramente che la Francia deve riarmarsi.
Che senso può avere questa posizione? La Francia dispone già di uno dei primi eserciti del mondo, nonché di un cospicuo arsenale nucleare. Perché rafforzare ulteriormente le forze armate? A chi vuole fare la guerra Marine Le Pen?
Di primo acchito si potrebbe sospettare di una qualche velleità neo-coloniale da parte della Francia frontista. Altrimenti perché rilanciare la marina militare, pur con la scusa di dover pattugliare l'immenso territorio marittimo ereditato dal passato Impero?
Tuttavia, chi ha seguito le vicende politiche concernenti il FN in questi anni sa che questo partito non ha una particolare “proiezione internazionale”. Si sarebbe tentati di definirlo isolazionista. Il FN si è opposto a tutte le avventure militari in cui la Francia è stata coinvolta o stava per essere coinvolta. È per il ritiro delle truppe in “missione di pace” (dubito che a Parigi le chiamino così). Le Pen va in brodo di giuggiole per Assad e Putin, dunque era contraria all'intervento contro il regime di Damasco. Quindi non si direbbe questo il fronte di impiego privilegiato del nuovo esercito francese. Escludendo che si vogliano rinverdire i fasti dello sciovinismo anti-tedesco, anche se magari qualcuno ci spera, la domanda sembra rimanere senza risposta.

Eppure è ovvio. Marine Le Pen vuole schierare l'esercito in Francia. Il nemico infatti non si trova all'esterno dei patri confini, ma al loro interno. All'uopo viene creato un corpo militare speciale:

Une Garde nationale de 50000 réservistes hommes et femmes sera constituée sur l’ensemble du territoire (outre-mer compris) et mobilisable dans un bref délai.

Marine Le Pen vuole i carri armati nelle banlieues. Il dispositivo militare qui delineato è, con tutta evidenza, volto rafforzare e rendere invincibile lo strumento della repressione penale interna.
Milioni e milioni di uomini, donne e bambini, provenienti da mille angoli del mondo, abitano le periferie e gli agglomerati urbani francesi, e minacciano l'ordine, la sicurezza e l'identità tradizionale della Francia. Sono una sentina di rivolte, criminalità e terrorismo. Contro di essi lo Stato, finalmente liberato dai lacci europei e dagli scrupoli degli intellettuali di sinistra, potrà e dovrà utilizzare tutti i mezzi necessari, con tutta la durezza necessaria.
Ecco il cuore della programma del FN. Ecco il motivo per cui milioni di francesi lo votano. Di fronte a tutto ciò, il programma economico è poco più di un dettaglio; ed esso è tanto meno importante quanto più si riflette sulle prospettive che l'implementazione pratiche di quel programma dischiude. Non è azzardato sostenere che quelle misure, ancor prima che a una involuzione autoritaria dello Stato francese, preludano a qualcosa di abbastanza vicino ad una guerra civile in Francia.
Questa è solo un'ipotesi, ma la giudico molto realistica. E da questa ipotesi vorrei provare a trarre una riflessione, forse persino un insegnamento.

Noi parliamo troppo di economia. Gli economisti, come una volta ha affermato Emiliano Brancaccio, hanno un peso eccessivo nel dibattito pubblico. Ma le grandi scelte politiche, quelle che capaci di coinvolgere le passioni (o le paure, o i cattivi sentimenti) di milioni di persone, sono quelle che riguardano altre sfere della vita sociale. Senza voler fare riferimento ai temi della pace e della guerra, sempre latenti ma in qualche modo lontani dall'attualità in questi tempi senza conflitti armati (almeno in Europa), si può dire che ciò che “scalda” le masse sono le grandi questioni attinenti all'identità: chi siamo, qual è il nome della nostra comunità, chi ha diritto di prendere le decisioni, quale punizione è la più opportuna per chi infrange le regole della comunità... Tutte le forze politiche che, negli ultimi anni, a livello europeo, hanno registrato un fortissimo aumento dei consensi e dell'influenza politica, sapevano essere padrone delle questioni legate all'identità3. Quelle forze che invece hanno messo al centro le questioni economiche sono, in genere, naufragate miseramente4.
Ciò dovrebbe metterci in guardia dal giudicare un movimento politico solo in base a (ma anche a partire da) le sue posizioni in materia economica. Come spero di aver dimostrato, tale criterio si rivela foriero di gravissimi errori. La vera cartina di tornasole sono le posizioni “identitarie”, che poi sono quelle che incidono sui diritti, sui doveri, sulle libertà. Chi comanda, cosa è vietato e cosa è obbligatorio, quali sono le condizioni alle quali la comunità può sopprimere i diritti del singolo: tutte queste sono questioni più importanti e decisive delle tecniche di controllo della massa monetaria o del corso dei cambi; e l'economia, con tutte le sue tecnicalità, assume rilevanza politica solo in quanto influisce sulle questioni sopra menzionate. Altrimenti, è roba da bloggers. (C.M.)





1 Non voglio entrare nell'inutilissima questione se il FN sia qualificabile o meno come partito fascista. Scegliendo un approccio “letteralista”, patrimonio tipico dei simpatizzanti di Le Pen, il FN non è un partito fascista perché non è una formazione politica identica a quelle tedesche e italiane degli anni 30, e non opera in un contesto paragonabile. Ma questa considerazione, indiscutibilmente corretta, non sposta un'acca nel giudizio che possiamo avere di questa forza politica. Di sicuro il FN ha molti punti in comune con la tradizione dei fascismi e delle estreme destre europee, ed è tra l'altro l'unico partito europeo ad aver attuato una successione dinastica nella propria posizione di comando. E questi non sono assunti che una qualsiasi persona ragionevole si sentirebbe mai di smentire.

2Solo di recente la Francia ha inaugurato un sistema di controllo giudiziale (successivo) di costituzionalità delle leggi, e ancor oggi il Consiglio Costituzionale ha poteri limitati rispetto alle omologhe corti tedesche, italiane e spagnole. Dunque per anni il controllo sul rispetto dei diritti fondamentali, da parte del legislatore francese, lo ha svolto soltanto la CEDU.
 
3Vengono alla mente, oltre al FN, anche Alba Dorata e il Movimento Cinque Stelle. Ovviamente questi movimenti hanno usato il tema dell'identità in maniera molto diversa. Per AD l'identità è quella greca etnica, minacciata dagli immigrati, che perciò vanno sterminati e scacciati. Per il M5S l'identità è quella dei cittadini italiani comuni, espropriati dal un ceto politico oligarchico e anti-democratico: il cuore del programma è dunque la riconquista della democrazia. Per quanto riguarda le forze politiche che, almeno in Italia, hanno costruito le loro (effimere) fortune sulla questione del penale, possiamo ricordare la Lega Nord e l'Italia dei Valori. 
 
4I primi esempi che vengono alla mente sono, in Italia, Scelta Civica e Fermare il Declino; in Germania Alternative fur Deutschland. A ben guardare il puntare moltissimo sull'economia potrebbe essere considerato una tara propria anche dei partiti della sinistra radicale.

25 commenti:

  1. Non so quanto si possa dire che l'exploit del FN possa essere determinato in questo particolare momento dalle sue posizioni penali e posizioni securitarie contro gli immigrati ecc. "le ha sempre avute", la questione economica oggi è preponderante perché ci troviamo nel bel mezzo della più grande crisi economica da ottant'anni a questa parte (scusate se è poco).

    Comunque elettoralmente parlando il FN ha oscillato da che mi ricordo tra il 15/20 %, vedremo alle europee quanto questa percentuale andrà su, se confermerà i pronostici o li sorpasserà magari avviandosi ad essere il primo partito cioè con voti tra il 30/40% se non di più.

    Per il resto anche io credo che non si debba avere solo un tema da proporre alla gente ma una rosa di argomenti che si inseriscono nella vita di ogni giorno della popolazione, questa è politica.

    Per quanto riguarda certe politiche (tiro un sasso in uno stagno a caso: l'aborto) la Spagna ci ha dimostrato che nemmeno all'interno di un partito franchista come il PP hanno vita facile, vedi i mal di pancia di tanti suoi esponenti alla forzatura di Rajoy, mentre nella popolazione il sentimento è nettamente contrario a ritornare indietro a posizioni vecchie di trent'anni, se sommiamo questo alla crisi economica non è che il Pp navighi in placide acque.

    Per tornare al FN, in politica economica dovrà fare qualcosa di più che semplice propaganda antieurista di facciata inserita nel contesto francese se vorrà, una volta assunto il potere (se ci arriverà, e se sarà da solo al comando o in coalizione) mantenerlo.

    Lo si è visto con Hollande che ha vinto pur essendo una persona insignificante perché oltre a scalzare Sarkozy (altro individuo dalle manie securitarie che a quanto pare non gli hanno giovato) aveva promesso qualche cosa di socialista in economia (che naturalmente non abbiamo visto).

    Riccardo.

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  2. Spesso si tende ad adottare la logica secondo cui "il nemico del mio nemico è mio amico". Lo fecero anche gli austroungarici durante la grande guerra, agevolando il rientro di Lenin in patria per danneggiare lo Zar, ma persero ugualmente. Certamente per un antifascista al prospettiva di una vittoria del FN in Francia è allarmante, tuttavia può rivelarsi oggettivamente utile alla dissoluzione dell'euro. Non so se far prevalere la mia avversione all'euro, augurandomi la vittoria indistinta di tutti i partiti euro-scettici, o se provare pena per i cugini francesi, ridottisi a Hollande e Le Pen.

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  3. io aggiungerei solo che non c'è da stupirsi della prevalenza dell'economia.

    perchè la politica ha volutamente abdicato a suo favore.

    l'istanza politica ha ad oggi, all'interno del sistema venutosi a creare in europa (specialmente in Italia), una ragione nettamente subordinata a quella economica.

    Questo fra i nostri governanti. per il popolo in effetti la tua chiosa finale può essere azzeccata. anche se sono convinto che l'odio verso il diverso può germogliare molto più facilmente in una società forzata alla povertà (dall'istanza economica appunto).

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  4. ecco mi piace molto questo commento al pezzo da voi citato...lo riporto qui:

    "Tutto vero, ma bisognerebbe fare un passettino in più e domandarsi come mai la Le Pen possa raccogliere qualche strizzatina d'occhio anche in chi si è sempre considerato di sinistra e la risposta sta semplicemente nella disperazione di tanti compagni ai quali da anni viene negato il diritto di avere un proprio partito, costretti alla scelta forzata del meno peggio o del più utile al momento.
    Perché , cosa è stato votare M5S ? Non è stata forse la speranza di "mettere una zeppa" nell'asse neoliberista PD-PDL ?
    O forse vogliamo convincerci che votare Grillo è stato un voto di sinistra ?
    Quindi fate/facciamo subito una lista anti-UE e anticapitalista, e smettiamola con le stupide divisioni tra movimentini microscopici altrimenti non stupiamoci se l'unica speranza per i popoli europei diventa la figlia di uno xenofobo d'oltralpe."

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  5. Sono pienamente d'accordo con le tue conclusioni...

    ... ed è per questo motivo che la sinistra più "irriducibile", al di là della critica ad un'europa priva di slancio ideale (... e di qualche tatticismo), fatica a vedere nell'uscita dall'euro la sua priorità assoluta.

    Su questo yema, anche Brancaccio nei suoi interventi sembra un pò "in mezzo al guado" ...

    http://marionetteallariscossa.blogspot.it/2014/01/caro-brancaccio-siamo-in-crisi-anche-di.html

    Un cordiale saluto.
    Emilio L.

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  6. un paese con un welfare invidiato attira molti immigrati e clandestini, sbagliano a pensare che invece deve essere rivolto solo a chi si identifica nella loro nazione e ha versato contributi per esso proporzionalmente alle proprie possibilità , ripristinando delle frontiere e controlli adeguati impossibili in UE?
    comunque i francesi hanno una costituzione con dei diritti che valgono anche per chi abita nelle banlieu, e nella civilissima UE con la bellissima Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo è stata istituita una forza di polizia EUROGENDFOR che di democratico ha ben poco.

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    1. L'inserire una discriminante etnica nell'erogazione delle prestazioni sociali è una politica razzista e regressiva. Proprio per questi caratteri molti francesi scelgono FN. Se lei condivide questa politica fa bene a simpatizzare per Le Pen.
      I diritti che la costituzione francese garantisce ai banlieusards, poi, sono lì pronti per essere sospesi; e il consiglio di stato francese potrebbe ben poco, visto le sue limitate prerogative. La CEDU è un osso ben più duro.

      Infine, una domanda: lei è certo di sapere cosa sia Eurogendfor? Cosa dovrebbe aver a che fare con la democrazia un corpo militare di 700 soggetti che pattugliano qualche strada in Bosnia o in Afghanistan?

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  7. Una precisazione soltanto: vero che il FN propugnipoliiche repressive della criminalità e identitarie, non è vero che il FN voglia i carri armati nelle banlieues. Si può pensare il peggio del FN e del suo ceto dirigente, ma sconsiglio di credere che siano così stupidi. Nelle banlieues i carri armati servono zero.
    Il FN vuole rafforzare l'esercito, e soprattutto la Marina (che per reprimere le banlieues non serve a niente, se non si crede che Marine Le Pen voglia cannoneggiare Marsiglia) perché vuole che la Francia si svincoli dalla sudditanza USA, combatta il mondialismo, e promuova una politica estera multipolare, nell'ambito della quale i principali avversari sono proprio gli USA. Suggerisco di leggere le posizioni di Aymeric Chauprade, un importante studioso di geopolitica, consigliere di Marine Le Pen e testa di lista del FN alle prossime europee (un paio di link in calce).
    La valutazioni sul FN e sulla sua strategia politica possono essere, naturalmente, le più varie. Meglio però formularle sulla realtà.

    http://www.egaliteetreconciliation.fr/Intervention-d-Aymeric-Chauprade-a-l-universite-d-ete-du-Front-national-20209.html

    http://blog.realpolitik.tv/2013/12/entretien-accorde-a-boulevard-voltaire-22/#more-413

    http://www.youtube.com/watch?v=yInobTqiLXg

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    1. È proprio quello che credo di aver fatto. E i carri armati sono evidentemente una metonimia: la parte per il tutto, e cioè il complesso del dispositivo militare che Le Pen vuole schierare, dichiaratamente, IN FRANCIA. (Poi, sullo specifico tecnico, credo che nelle balieues schiereranno i droni, come da insegnamento israeliano)

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  8. Nelle banlieues schiereranno la polizia e la gendarmeria, non i droni, perché le banlieues non sono la striscia di Gaza, sono parte integrante del territorio francese nel quale abitano soprattutto cittadini francesi. Per schierare i droni nelle banlieues, il governo francese dovrebbe dichiarare lo stato d'assedio.
    La differenza principale rispetto all'attuale politica francese, se il FN va al governo, sarà il contingentamento dell'immigrazione, direttive che daranno maggiori poteri alle polizie e incoraggeranno i pubblici ministeri (che dipendono dall'esecutivo) a usare la mano più pesante, l'inasprimento delle pene (eventualmente, anche la reintroduzione della pena di morte, alla quale Marine Le Pen è favorevole, e che ha detto di voler sottoporre a referendum popolare).
    Il rafforzamento del dispositivo militare non ha niente a che fare con la repressione della criminalità e il controllo dei clandestini, ed è invece rivolto a un mutamento di politica estera.
    Per usare efficacemente l'esercito nella repressione della criminalità, bisogna dichiarare lo stato d'assedio e sospendere le garanzie giuridiche alla persona, altrimenti i soldati fanno solo i piantoni e i vigili urbani, come quando il governo italiano li manda in Sicilia.
    Niente autorizza a pensare che il FN abbia intenzione di andare al governo per dichiarare lo stato d'assedio, e che sia dunque una forza apertamente eversiva e golpista.
    Il FN è, semmai, una forza politica che ha un programma "legge & ordine".
    Si può dissentire anche aspramente, ma non inventarsi le posizioni dell'avversario.

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    1. Non mi sono inventato nulla, tranquillo. È tutto nero su bianco. Le mie non sono invenzioni, ma congetture. Prendo atto che, secondo la tua congettura, Marine Le Pen dice di voler schierare l'esercito sul territorio nazionale per ragioni di politica estera.

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  9. Scusa, Claudio, ma ci sei o ci fai? L'esercito francese è già schierato, come tutti gli eserciti, sul territorio nazionale francese, dove vuoi che lo schierino, in Italia?
    E' invece falso che il FN abbia dichiarato di voler usare l'esercito per garantire l'ordine pubblico. Ti segnalo di nuovo che la legge francese non lo consente, come non lo consente la legge italiana, a meno che non si dichiari lo stato d'assedio. Ti ricordo che neanche Hitler, Mussolini o Stalin si sono serviti dell'esercito per garantire l'ordine pubblico sul territorio nazionale, in tempo di pace.
    Se gentilmente mi trovi dove il FN ha dichiarato di voler usare l'esercito per garantire l'ordine pubblico in Francia, ne riparliamo, altrimenti la finiamo qui.

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    1. Confermi di essere il solito provocatore.

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  10. Mi scusi Buffagni, ma iniziare una risposta a Claudio dicendo " ci sei o ci fai?", quando da parte di Claudio non era venuta nessuna frase irrispettosa nei suoi confronti, mi sembra un modo per far degenerare la discussione. Abbiamo commesso l'errore di non bloccare il suo commento. Adesso mi sembra il caso di troncare questa discussione per evitare che degeneri.

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  11. MI scusi lei, Badiale, ho avuto torto. Le mie scuse anche a Claudio.

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    1. ha avuto torto sulla questione che sia scritto nel programma del FN che si intende usare l'esercito francese per motivi di ordine pubblico?

      per curiosità assolutamente non per fomentare l'animosità....mi interessa capire di più sulla questione nel caso.

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    2. No, ho avuto torto ad apostrofare Claudio in modo poco cortese.
      Nel merito della questione, confermo quanto scritto: nel programma del FN nulla consente di pensare che una volta al governo, userebbe l'esercito per garantire l'ordine pubblico.
      L'impiego delle FFAA per garantire l'ordine pubblico è una misura che si può legalmente prendere solo se si dichiara lo stato di emergenza nazionale, comunque sia denominato nelle varie legislazioni; veda anche, proprio in questi giorni, quanto avviene in Ucraina, dove nonostante i violenti e diffusi scontri di piazza e l'altissima posta politica in gioco, il governo non impiega (ancora) le FFAA per sedarle.
      Inoltre, è una misura eccezionale che ha conseguenze politiche e sociali molto gravi ei difficili da prevedere, per tacere delle ripercussioni sul morale delle truppe e della possibilità, concreta, che esse si ribellino all'autorità costituita.
      Se il FN scrivesse nel suo programma qualcosa del genere si qualificherebbe immediatamente come una forza politica a) golpista b) diretta da minus habentes votati alla sconfitta elettorale: e infatti non lo scrive.
      Non risponde dunque al vero quanto scritto, impressionisticamente, da Claudio.
      Se il FN andrà al governo, non è vero che si vedranno carri armati o droni nelle banlieues francesi.
      E' certamente vero, invece, che il FN si propone di rafforzare i ranghi e l'azione delle polizie francesi, di introdurre pene più severe, di espellere i clandestini, e di contingentare rigidamente l'immigrazione: e infatti lo scrive e lo dice apertamente, per esempio qui: http://www.marinelepen.fr/le-projet-de-marine-le-pen/autorite-de-letat/securite/
      Segnalo, inoltre, che l'esperienza storica insegna come si possa benissimo creare uno Stato di polizia senza far scendere un plotone per la strada a garantire l'ordine pubblico.
      Chi elegge il FN come proprio avversario o addirittura nemico politico a causa delle sue posizioni politiche in merito alla sicurezza, all'immigrazione, etc., ne ha tutto il diritto, e ha parecchi argomenti da portare a sostegno delle sue tesi.
      Se invece l'avversario del FN adduce a sostegno delle sue tesi argomenti privi di fondamento, quali il babau "se il FN va al governo vedremo i carri armati e i droni nelle banlieues", fa, consapevolmente o meno, semplice propaganda menzognera, e scredita, anzitutto, le proprie posizioni.

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    3. Claudio il menzognero risponde.
      Cominciamo ad elencare quel che sappiamo per certo.

      1) Marine Le Pen regna su un partito che ha fortissimi connotati xenofobi e anti-musulmani.

      2) Questi connotati sono quelli che fanno la fortuna del FN. Questo partito non ha mica dovuto aspettare la crisi dell'euro per raggiungere la doppia cifra (do you remember 2002?).

      3) Il FN propone un inasprimento del penale francese senza precedenti dalla fine del gaullismo.

      4) Il FN propone una serie di misure che, nel complesso, ben meritano l'appellativo di "stato di polizia" (e del resto loro parlano di "tolleranza zero" e di "ristabilire l'autorità dello Stato").

      5) Il FN propone un deciso aumento delle spese militari. Da notare che questo avviene in un paese che è già una potenza nucleare e che già spende più 40 miliardi di dollari nel comparto difesa.

      6) il FN propone di istituire un corpo militare speciale da schierare su tutto il territorio nazionale francese.

      7) La popolazione di origine straniera, in Francia, è numericamente molto più consistente che da noi, e vive perlopiù in condizioni di marginalità economica e sociale nei sobborghi.

      8) Tali sobborghi sono già stati teatro di sommosse e disordini, domati a fatica dalla polizia. (disordini più o meno simili hanno peraltro avuto luogo a Londra e Stoccolma)

      9) l'insofferenza contro questo stato di cose è la fonte principale dei consensi al FN.

      10) buona parte delle misure che il FN potrebbe prendere sono come minimo ostacolate dall'adesione della Francia alla CEDU.

      Questi sono gli elementi che abbiamo sotto gli occhi, e che non sono seriamente discutibili. A partire da questi, ciascuno prepara le proprie congetture. Io la mia l'ho già espressa.

      Una sola postilla, che non vuole e non deve aprire un dibattito: per fare le cose che Le pen vuole non c'è affatto bisogno di dichiarare un fantomatico "stato d'assedio". È tipico dei non giuristi attaccarsi alle forme e alle procedure per cercare di analizzare (e di predire) gli eventi storici. Ma se anche ci fosse davvero bisogno dello stato d'eccezione, nelle sue varie forme, esso può essere dichiarato dal presidente della repubblica (art 16 Cost francese) e dal Governo (art 36). Esattamente gli organi politici che Marine Le Pen andrebbe a occupare, se solo vincesse le elezioni presidenziali. Quindi non si capisce cosa dovrebbe mai dimostrare l'invocazione continua dello stato d'assedio.

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  12. Tutti i governi hanno il potere di impiegare le truppe contro la loro popolazione decretando lo stato d'emergenza. Lo fanno molto di rado, per varie e serie ragioni. se vuoi dire che M. Le Pen POTREBBE impiegare le FFAA per sedare rivolte nelle banlieues, dillo, e saremo tutti d'accordo: lo potrebbe fare qualsiasi governo francese.
    Tu però hai detto che il FN SI PROPONE di impiegare le FFAA per garantire l'ordine pubblico, e questo è falso.
    Per l'ennesima volta: critica finchè vuoi il FN, ragioni per farlo ce ne sono eccome; ma non ti inventare posizioni che non sostiene, sennò, invece di analizzare, fai propaganda al livello dei "comunisti che mangiano i bambini".

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    1. Mi sembra che a questo punto le posizioni siano chiare e i lettori possano farsi una propria opinione. A mio modesto avviso, questa discussione fra Claudio e Roberto Buffagni potrebbe anche chiudersi.

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    2. Certo. Quel che avevo da dire, l'ho detto. Cordiali saluti.

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  13. cmq Le Pen ha appena fatto dichiarazioni d'apprezzamento vago per Renzi. Il che è strano.

    A sto punto, parere mio, vista la propensione al remare contro gli interessi del proprio paese del toscanaccio, Le Pen potrebbe puntare nel prossimo futuro post-euro a creare lo stesso rapporto di sudditanza nel sud europa che ora c'è verso il nord....facendo della francia la nuova germania del mediterraneo.

    Le Pen senza dubbio è bene al corrente delle posizioni di Renzi (ovvero opposte alle proprie ma sempre prone agli interessi del capitalismo estero), per cui....

    e la cosa farebbe forse anche il paio con il riarmo della marina. ritorno a un ruolo di potenza nel mediterraneo.

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  14. ho trovato questo articolo uno dei più toccanti, mirati e analitici che ho letto ultimamente in internet&co. Complimenti. La prospettiva è da cecchino e come tutte le prospettive 'indovinate' ti permette di vedere la stessa realtà da un'angolazione che te la rende più chiara.
    Per quanto riguarda il dibattito, più specificamente le opinioni di Roberto, credo che, se si dimentica l'accanimento della ragione per il dettaglio, aggiunga solamente e nulla tolga: un'impostazione nazionalistica che veda una politica estera militarmente aggressiva è esattamente nello stesso quadro d'insieme che traccia l'articolo, ed è un ulteriore dettaglio che rende più chiare le finalità di questo partito che, per gente come me che l'ha conosciuto attraverso J.Sapir, rappresentava una speranza per un'Europa dei popoli liberi, libera e solidale.
    Non voglio scadere nell'aneddotica ma delle persone che conosco 0 dico 0 sono interessate al discorso politico sulla moneta unica, comprese le persone impegnate politicamente o attive nel sociale.
    Mi sembra evidente così che Claudio non può che aver ragione nello spostare il focus dall'economia all'identità, ma soprattutto sull'ordine sociale che alla fine sull'economia influisce. So che adesso tanti 'bloggers' (come li hai identificati bene!) diranno che non è la politica che comanda l'economia ma l'esatto opposto. E che ci sono le prove. Ma alle persone questo non interessa, e direi che è B E N E. Il perchè è semplice:
    Finche ci crederemo depositari di istanze democratiche, SAREMO democratici. Idealista? neanche per sogno, realismo purissimo. Se la gente sapesse come l'euro e in genere l'indipendenza dell'economia dagli stati costringesse senza alternativa a scelte politiche anti-sociali e anti-solidali, voterebbe subito una riforma dello stato, e questa non potrebbe essere negata dalle istituzioni a meno che non si proclamassero dittatoriali. Non essendo questo plausibile è ovvio che l'attenzione si sposta sull'informazione/formazione pubblica. Su questioni ideologiche propagandistiche e infine identitarie. Cioè il campo di battaglia diventa meno il campo economico e più il campo dei diritti che formano una società, e se non possiamo pensare di vincere la lotta contro la disinformazione economica (che pure è giusta ma necessariamente elitaria) possiamo pensare di vincere sul piano identitario.
    Magari fondando l'idea d'italiano sul rinascimento, il risorgimento, la scienza, la musica, la produzione e la sensibilità artistica, l'altruismo, la forte tendenza socializzante, la nascita della democrazia, la lotta all'ineguaglianza, la lotta antifascista (ma qua già si entra su un terreno anti-x e di natura scivoloso), più che l'epoca coloniale e la differenza razziale.
    Insomma per quanto l'economia ci possa dare gli strumenti per poter analizzare il mondo per come-effettivamente-funziona non possiamo pensare che ci dia anche gli strumenti per risolvere le situazioni in cui ci siamo cacciati.

    Grazie per lo splendido articolo.

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    1. La ringrazio molto per gli apprezzamenti, che sono fondamentalmente immeritati ;)

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