lunedì 14 ottobre 2013

Questo non è servizio pubblico

Chi ha ancora il coraggio di guardare la tv, e ha il fegato di frequentare Rai 3, ricorderà che circa un mese fa Riccardo Iacona, ideatore della trasmissione Presa Diretta, mise in onda una puntata di vera informazione sulla crisi dei cittadini europei, che illuminava il grande pubblico sulle autentiche responsabilità della crisi, intervistava economisti di valore come Emiliano Brancaccio e Bruno Amoroso, nonché personalità come Hans Olaf Henkel, e raccontava in maniera magistrale le lotte dei portoghesi contro la Troika. Chi scrive ammette di essere trasecolato, davanti a un simile spettacolo. E chi si aspettava di veder affiorare certi concetti su una grande rete nazionale? Chi poteva immaginare una Rai che fa informazione?

Per fortuna Milena Gabanelli ha rimesso le cose in ordine, con la puntata di Report di lunedì 14 ottobre (presto disponibile in rete: consigliata la visione). La giornalista è riuscita agevolemente ad annientare quanto di buono costruito dal suo collega un mese prima. Niente voci "critiche". Piuttosto, le opinioni rassicuranti di economisti come Boeri e Perotti. Dopo averci a lungo intrattenuto sulle inefficienze e le assurdità della Pubblica Amministrazione  e del fisco italiani (che nessuno nega, ovviamente), Report ci conduce in un'inchiesta sui motivi che spingono gli imprenditori a delocalizzare all'estero. Servizio sulla Polonia, con la voce narrante (è bene sottolinearlo) che cerca di porre in una luce favorevole i fatti narrati. Ci viene spiegato che in Polonia fare impresa è possibile, perché l'imposizione fiscale sulle imprese è inesistente, c'è la possibilità di licenziare incondizionatamente e con breve preavviso, non esiste il Trattamento di Fine Rapporto, non sanno cosa sia la tredicesima, e in generale si lavora più a lungo per meno. Stacco poi su come in Polonia i bambini vengano addestrati sin da piccoli ad acquisire la cultura imprenditoriale. Intervista alla locale Coordinatrice del Programma di Apprendimento dell'Imprenditorialità, che ci spiega che fin dalla tenera età i piccoli giocano al "Piccolo Bancomat", e che alle elementari si addestrano al gioco del "Piccolo Ministro delle Finanze", dove ai bambini è dato di decidere quali spese tagliare*.

Proseguendo, la Gabanelli individua nella carenza di produttività il vero guaio italiano, e addita chi parla di uscita dall'euro a ciarlatani che cercano di distrarre dai problemi reali. L'economista Lucrezia Reichlin ci spiega che l'idea di far acquistare i titoli del tesoro dalla propria Banca Centrale è "molto pericolosa", in quanto "toglie incentivi al risanamento dei conti". E perdere la disciplina di bilancio è ancora più pericoloso, perché "creerebbe inflazione", la quale è "una tassa occulta che distrugge i risparmi". Molto meglio, sempre per la Reichlin, che anche l'Italia accetti un piano di "aiuti" dalla BCE, con relativo commissariamento. La voce narrante conferma, e passa a intervistare un giornalista di Repubblica, il quale ci comunica che con l'uscita dall'euro i risparmi degli italiani sarebbero decurtati di un terzo. La voce narrante paragona l'uscita dall'euro a "una patrimoniale sui cittadini italiani di centinaia di miliardi"; "di gran lunga la soluzione più costosa".

Sistemati gli "uscisti", si passa alle soluzioni che si potrebbero adottare per far fronte all'innegabile crisi. La risposta non può che essere una: fare come la Germania. Vengono illustrati in maniera abbastanza chiara gli effetti delle riforme tedesche dei primi anni 2000: aumento della disoccupazione, delle disuguaglianze, perdita di redditi e diritti per i lavoratori. Ma tali scelte vengono ancora poste in una luce favorevole, sottolineando come abbiano avuto luogo in un momento di crescita dell'economia mondiale, quindi nel "tempo giusto". "A quei tempi la Germania è dimagrita, mentre noi siamo ingrassati, e adesso ci supera" dice la voce narrante, soddisfatta. 

Infine, un accenno al Fiscal Compact. Iacona, giustamente, lo indicava come una sciagura. Invece, per gli "esperti" citati dalla Gabanelli, dire che il Fiscal Compact, se rispettato strangolerà l'economia italiana è,senza mezzi termini,"una cavolata"; "con un po' di inflazione e crescita economica il debito si aggiusta da solo". Come a dire, manco ce ne accorgeremo.

I nostri lettori non hanno bisogno che smonti una a una queste bufale. Né che spieghi perché è truffaldino chiamare "Unione" un'organizzazione che ha il solo fine di portare alle estreme conseguenze la concorrenza tra nazioni, cioè tra lavoratori. Sono abbastanza avvezzi al ragiomento economico e a quello politico per farlo da soli. Resta, grande, l'amarezza. Non quella che nasce dalla considerazione (qualunquista) che Gabanelli fa disinformazione a spese nostre; piuttosto, dall'idea che chi detiene un potere così formidabile come quello di dirigere importanti trasmissioni nazionali inocula, ad arte, veleno nelle menti dei cittadini. Se lo facesse da reti private non cambierebbe nulla. Esiste un etica della responsabilità, anche per i protagonisti dei Mass Media. E Gabanelli, mi si passi il francesismo, se ne fotte. (C.M.)





*Lo giuro sulla mia testa. Andate a rivedervi la puntata.

38 commenti:

  1. Un livello di informazione-spazzatura di una faziosità sorprendente persino per report. Con una chiusura surreale su Zichichi, supermondo e raggi cosmici a spese dei contribuenti. Che sia un buon segno?

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  2. Non l'ho visto, ho fatto di meglio. Ma il vostro sunto mi ha lasciato sgomento.
    Però devo dire che se non vi avessi incontrato un'anno fa, ieri sera me lo sarei bevuto come ambrosia ed oggi starei già schiumando di rabbia in ufficio contro l'inefficienza del nostro paese.
    Perciò non mi resta che dirvi ancora una volta: grazie per quello che fate.

    Michele da Bergamo

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  3. così adesso capiamo (lo avevamo già capito) perchè una trasmissione tanto """scomoda""" continui ad essere trasmessa indisturbata in prima serata da molti anni.

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    1. Be', se questo è il sunto, eviterei di guardarla. E se penso alla credibilità della beniamina di molti italiani c'è da chiedersi se valga ancora la pena di lottare. Non lo so, in questi giorni mi vengono spesso in mente quelli ebrei che fiutarono prima le intenzioni di Hitler e, per loro fortuna, scapparono dalla Germania in tempo.

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  4. Inviata e mail di protesta a report@rai.it.
    Invito tutti i lettori a fare lo stesso, come ho già fatto su CDC dal quale è stato ripreso il presente articolo

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  5. Anch'io, dalla Svizzera ho visto una trasmissione di pura disinformazione o di pura propaganda. Sono disgustato, in particolare dalla famosa triade FGF (Fazio, Gabanelli, Floris) ... Il "meglio" della RAI ...

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  6. E ricordiamo che qualcuno aveva candidato la Gabanelli al Quirinale..Si tratta di una ennesima conferma di come l'informazione "di sinistra" si collochi a guardia del più dogmatico liberismo eurista, contrario agli stessi principi di quella costituzione che spesso la stessa eroina di Rai 3 cita (più o meno a sproposito). La Gabanelli mi sembra una Talebana anti-Stato, e sono sicuro che Renzi le darà qualche incarico importante. Intanto il povero Iacona sarà stato duramente rimproverato per avere osato dare spazio a voci dissonanti e critiche.

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  7. Gabanelli, Report, Rai 3 sono lo strumento servile del Pd che non è un partito di (sinistra)

    www.progettoalternativo.com

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  8. Cazzate.
    Ho visto la puntata, e spiegava molto bene come la germania adesso è in una posizione di forza di cui sta abusando, ma è anche vero che ci è arrivata secondo le regole stabilite a suo tempo da tutti e senza chiedere niente a nessuno. La differenza tra noi e i tedeschi (non lo penso certo da ieri sera) è che hanno una classe politica che fa i loro interessi invece di una masnada di gallinacci arraffoni e burini (destra) o di relitti novecenteschi (sinistra). Iacona e Gabanelli non sono in contraddizione: se vuoi il primo ti spiega i grandi cambiamenti geopolitici che si sono verificati a nostro danno, la gaba ti spiega cosa stavano facendo politici e tronchettiprovera vari mentre ciò avveniva. In sostanza, raccoglievano i soldi da terra dopo le rapine fatte da qualcun altro, che loro avrebbero dovuto sventare.
    Lorenzo

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    1. Io scriverei cazzate? Ma come ti permetti? Vergognati della tua maleducazione.

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    2. Se lo permette perché si nasconde dietro l'anonimato. Sconvolgente trasmissione, disinformazione inaccettabile visto che pago tutti gli anni il canone. Ma soprattutto sono preoccupato perché si è creata una cerchia degli euro-scettici che non si espande ai ritmi che vorrei, sembra che ormai la gente sia lobotomizzata.
      Un saluto ed un grazie!
      p.s. io non ce l'ho fatta a finirla di vedere.

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    3. Guarda Lorenzo che la Germania è stata la prima a violare il Trattato di Maastricht nel 2003 superando il 3% deficit/Pil.

      E poi la compressione salariale e il beggar-thy-neighbor ti parono belle cose?


      Però la svalutazione "competitiva" invece è da delinquenti terroni vero?

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    4. In che senso rifiutarsi di far crescere i salari tedeschi per aiutare la ripresa in europa (Merkel) sarebbe una politica che fa gli interessi dei cittadini tedeschi?

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  9. se secondo Lucrezia Reichlin l'inflazione distrugge i risparmi in caso di acquisto del debito da parte della banca d'italia, allora è sufficiente convincere i risparmiatori ad acquistare Buoni fruttiferi o altri buoni indicizzati all'inflazione

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    1. No problem, ci pensera' il FMI con la sua odierna proposta di prelievo forzoso del 10% dai nostri c.c. per mettere in sicurezza i debiti pubblici. Cipro a confronto sembrera' un paradiso

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  10. Ne ho visto un pezzo, poi disgustato ho fatto zapping. Non credevo che anche i più sfegatati partigiani del Pude giungessero a tanto. Purtroppo, la "coraggiosa" Gabbanelli ha un'aureola di santa presso il pubblico "de sinistra" perché "subisce querele e processi". E quanti cervelli ha decotto quella puntata? Di fronte a tali trasmissioni mi viene da dire: Non ce la faremo mai.

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  11. Barnard , allontanato per "disaccordo" vi ricorda qualcosa?

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    1. http://accademiadellaliberta.blogspot.it/2013/10/em-mmt-se-per-caso-ci-fosse-ancora.html

      anche lui.................................bah................

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  12. Valerio

    Ho visto la trasmissione e mi ha, senza esagerare, sconvolto.Ho pensato a tuttele persone che non hanno alcun strumento per valutare ciò che ascoltano e che, pertanto, lo considerano vero.
    Più vado avanti e più mi rendo conto che non basta gestire un blog e dare le informazioni corrette. E non bastano neppure le striminzite apparizioni in TV che ogni tanto concedono, o le conferenze che si fanno in varie città d'Italia. Non è sufficiente neppure pubblicare ogni tanto un libro. Credo che, ci si debba organizzare in un movimento (già esistente o meno) aperto a tutti quelli che sono per l'uscita dall'euro (e possibilmente anche dall'Unione Europea) per costruire un fronte che incominci a radicarsi nei territori e a entrare in rapporto in modo critico-costruttivo con la società civile con le sue associazioni per essere portatatori di un'analisi concreta di ciò che sta accadendo. Tutto questo imparando ad affontare le contradizzioni che le persone possono avere a causa dei mass-media e della cultura dominante. E' un lavoro lungo ma che occorre fare in modo organizzato e capillare.
    Mi dispiacciono le critiche che sono state portate in modo duro a Gallino e a Rodotà.

    Condivido con il blog l'idea che hanno una posizione arretrata su Euro e UE ma credo fermamente che sia sbagliato adottare il metodo amico-nemico che non ci porterà molto lontano.

    Dovevo dirvelo perchè ci tengo a questo blog e al lavoro che state facendo.
    Sono un pensionato che non ha molte energie da spendere, ma quel che posso fare lo faccio.
    Grazie
    Valerio, Modena

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  13. La signora G. sa da che parte è imburrato il suo pane. Buon appetito.

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  14. Sottoscrivo in pieno l'intervento di Michele da Bergamo: senza la doverosa e fondamentale opera di divulgazione svolta da voi (ma anche da Bagnai, Borghi, Caracciolo, Brancaccio, ecc.) nessun italiano non avvezzo di economia avrebbe potuto comprendere l'entità della mistificazione portata avanti da questi sedicenti "paladini" della sinistra.

    In particolare, l'ignoranza (o peggio, la malafede) della sig.ra Gabanelli è sconvogente per entità e gravità, soprattutto perché proveniente da una giornalista del sedicente servizio pubblico.

    Verrà il giorno in cui si potrà riportare un minimo di razionalità economica nelle dure capocce di questi loschi figuri sinistroidi?

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  15. pensare che il M5S la voleva come presidente della repubblica. ma come faremo? quando avremo una forza politica che possa raccogliere il dissenso dei consapevoli?

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  16. "chi detiene un potere così formidabile come quello di dirigere importanti trasmissioni nazionali in(o)cula, ad arte, veleno nelle menti dei cittadini" scusi, ho corretto il refuso con una parentesi

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  17. Non ho visto la trasmissione, non ho abbastanza stomaco e da tempo.
    non mi ha certo sorpreso, comunque.
    Pensavate fossero un caso le puntate sugli "scandali" di Finmeccanica e Eni?

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  18. Chi è di sinistra dovrebbe ricordare che secondo Lenin, le classi dominanti sono disposte a negare persino la geometria euclidea, se va contro i loro interessi. Quindi, perché sconvolgersi per la disinformazione della signora Gabanelli? La sinistra europea ha investito tutto il suo capitale politico nell'avventura UE-euro. Simul stabunt, simul cadent. E questo vale anche per Rodotà, Gallino e compagnia cantante. Il giorno dopo l'uscita dall'euro-UE queste persone vanno in pensione, e non se le fila più nessuno (se gli va bene e non diventano il capro espiatorio di tutto, anche del diluvio universale e della caduta di Costantinopoli). Credere che siano più che felici di offrirsi in olocausto mi sembra un po' tanto.

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  19. Occupazione militare dei mezzi di informazione.
    Ho avuto la sventura di guardare la puntata di Report. Credo che i bocconiani siano più moderati della Gabanelli, estremista del pensiero unico. Corbellerie a fiumi. La spiegazione del Fiscal Compact non so se fosse comica o tragica. Capisce anche un liceale medio che se diminuisce il debito ma il PIL diminuisce di più, il rapporto non migliora. Un liceale sì, la Gabanelli e quegli pseudo economisti che ha intervistato, che non conoscono i principi minimi della ragioneria, quelli no.
    C'è da chiedersi cosa fare. E' una vera e propria occupazione militare. Credo che quella esposta dalla Gabanelli sia la linea ufficiale del PD. Regime.

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    1. Non è che "non capiscono", capiscono benissimo. Guarda che queste persone mentono. Al massimo, se proprio vuoi dargli il massimo beneficio d'inventario, mentono per quel che ritengono un fine buono e superiore. Però mentono.

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    2. Sono perfettamente d'accordo, mentono e lo fanno ad arte: il servizio di Report è stato studiato con cura non è nato così perchè hanno sentito una sola campana. Le hanno sentite perfettamente entrambe, ma hanno selezionato con estremo zelo quello che doveva passare. Se non altro Report ha avuto il merito di averci chiarito le ideee!

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    3. Sospetto che voi abbiate ragione...

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  20. Segnalo questo articolo agghiacciante ma purtroppo realistico di Roberto Orsi (London School of Economics): The Demise of Italy and the Rise of Chaos
    http://blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/2013/10/08/the-demise-of-italy-and-the-rise-of-chaos/
    Traduzione parziale qui: http://www.investireoggi.it/forum/roberto-orsi-london-school-economics-non-rimarra-nulla-dell-italia-vt79298.html

    Estratto:

    "A recent study indicates that 15% of Italy’s manufacturing industry, which before the crisis was the largest in Europe after Germany’s, has been destroyed, and about 32,000 companies have disappeared. This data alone shows the immense amount of essentially irreparable damage which the country is undergoing. In the author’s view, this situation has its roots in the immensely degraded political culture of the country’s elite, which, in the last few decades, has negotiated and signed countless international agreements and treaties without ever considering the real economic interest of the country and without any meaningful planning of the nation’s future. Italy could not have entered the last wave of globalisation under worse conditions. The country’s leadership never recognised that indiscriminate opening to Asia’s light industrial products would destroy Italy’s once leading industries in the same sectors. They signed the euro treaties promising to the European partners reforms which have never been implemented, but fully committing themselves to austerity policies. They signed the Dublin Regulation on EU borders knowing perfectly well that Italy is not even remotely able (as shown by the continuous influx of illegal migrants in Lampedusa and the inevitable deadly incidents) to patrol and protect its borders. Consequently, Italy has found itself locked up in a web of legal structures which are making the complete demise of the nation practically certain".

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    1. Qui la traduzione completa.

      Buffagni lei mi sta diventando grillino, sono preoccupato... (si scherza eh).

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    2. Stia tranquillo, l'unico Grillo che mi piace è quello di Pinocchio. Grazie della traduzione completa. Per quanto di utile lettura, l'articolo di Orsi non dice tutto, né attribuisce correttamente le responsabilità. E' anche il pdv di un espatriato che si congratula con se stesso per essersela scampata (interessante leggere anche i commenti dei tanti italiani in fuga).
      L'unico fatto veramente positivo di questo nostro otto settembre al rallentatore è che sono riuscito a capire sul serio, de visu e sulla mia personale pelle, come mai il Regno delle Due Sicilie si è disgregato come una meringa di fronte all'invasione di mille ragazzi con lo schioppo. Quando leggevo che il conte di Siracusa, fratello del re, aveva dato un pranzo per Garibaldi dopo il suo ingresso a Palermo, stentavo a figurarmi l'atmosfera. Ecco, è questa. (N.B.: a scanso di equivoci, secondo me Risorgimento e unificazione furono, con tutti i loro limiti, un'ottima cosa; e tra Nord e Sud riuscì, all'interno dello Stato italiano, una riconciliazione degli interessi e degli animi che mai e poi mai riuscirà in questa parodia di Stato che è la UE, che ti toglie i poteri e non se ne assume mai le relative responsabilità).

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    3. Approfitto per segnalare un tic linguistico inconfondibile dei bugiardi:
      "QUESTO PAESE".
      Quelli che riferendosi all'Italia dicono o scrivono "questo paese" sono bugiardi certificati.
      La lingua, che la sa più lunga di loro, con il pronome dimostrativo "questo", esprime la posizione di chi parla, e che considera dunque l'Italia come un oggetto che gli sta (purtroppo) vicino, ma ben distinto dal soggetto (lui), che naturalmente non ne fa parte.
      Rifletteteci un attimo: quando di una persona diciamo "questo qui" che atteggiamento assumiamo nei suoi confronti? Partecipe? Rispettoso? Benevolmente interessato? Non direi.
      Notare che al posto di "questo paese" si può tranquillamente dire "l'Italia", "il Paese", "il nostro Paese", tutte formule che implicano la partecipazione del parlante alla sorte dell'Italia (dire "la nazione" fa fascista, e quindi non lo elenco fra i possibili sostituti, ma per i più spavaldi ci sarebbe anche questa formula).
      Quindi: quando sentite uno che dice "questo paese", sappiate che da quel momento in poi è garantito l'arrivo delle delle bugie, il diluvio delle critiche distruttive, la lista dei peccati irredimibili, tutti da appioppare ad altri: gli evasori, Berlusconi, la classe politica, i dipendenti pubblici, i fannulloni, gli euroscettici, i nazisti, i provinciali, gli italioti, i leghisti, i razzisti, e chi più ne ha più ne metta.

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    4. Visto che abbiamo parlato di fatti storici, vi parlo di Luciano Canfora. Sono rimasto molto impressionato dalla sua ricostruzione delle vicende dell'antica Atene. Per sconfiggere la democrazia e trasformarla in oligarchia, riuscirono ad allearsi col nemico, con Sparta. Teramene fu il personaggio che fece distruggere le famose mura del Pireo, storica difesa della città, fatte costruire da Pericle. Una metafora inquietante.

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    5. @Francesco
      Non ho letto Canfora e pertanto le seguenti precisazioni sono al tuo testo.
      La storia è un poco diversa: alla fine della guerra del Peloponneso vinta da Sparta, il trattato di pace "accettato" da Atene e cioè impostole da Sparta ordinava: 1) l'instaurazione di una oligarchia in Atene stessa, costituita da trenta uomini - di cui, se non vado errata, uno era lo zio del futuro filosofo Platone -, per questo detti i Trenta o i Trenta Tiranni nella storiografia dell'epoca; 2) la distruzione della flotta eccetto dodici navi, cioè la distruzione economica della città; 3) la distruzione delle Lunghe Mura, dal Pireo alla città. Fonte: Tucidide, lo storico della guerra del Peloponneso.
      Certo che anche in Atene l'oligarchia c'era e faceva il suo gioco, ma la situazione che fai presente, più le altre due, si creò non dall'alleanza etc etc, ma dal trattato di pace imposto da Sparta a un' Atene stremata.
      Poco durò il regime, tremendo, dei Trenta, abbattuto da ateniesi che ripristinarono la democrazia.

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  21. Ho visto tutta la puntata: sembrava un director's cut di Ballarò. La favoletta animata sul fiscal compact poi... era talmente "avanti" da legittimare persino la truffa dell'austerità espansiva, roba che oggi neanche Monti, Letta o Alesina avrebbero il coraggio di sostenere. Se avessero citato l'ipocrita mea culpa dell'Fmi (avessi detto il Fai!) per aver sottostimato la portata dei moltiplicatori negativi del Pil causati dagli "aggiustamenti strutturali" (grandinata di tagli e tasse) magari la gente capiva. O magari no: "visto che l'Fmi è di destra (ma è giusto farci commissariare dalla troika così smettiamo di agonizzare...) e Report è di sinistra, allora c'ha torto l'Fmi!"

    Consapevole o meno, rimane propaganda.

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  22. Io ho da tempo una mia idea su Report e la Gabanelli, purtroppo non suffragabile da prove concrete: nel tempo Gabanelli ha probabilmente fatto diversi patti faustiani pur di salvare Report e se stessa, e i patti vanno onorati. Scusate se mi dilungherò nel ragionamento ma non vorrei passare per complottista.

    Innanzitutto va ricordato che Report non esisterebbe senza la Gabanelli, lei è una figura aziendalista, la promanazione di Report presso la cerchia PD di RAI3 (dirigenti e sottopancia) da cui dipende l'esistenza del programma, che a loro volta devono contrattare con gli alti burocrati della tv di Stato. I giornalisti-collaboratori che lavorano alle inchieste dipendono interamente dalle sue rassicurazioni, e non aspettatevi chissà quali emolumenti o tutele legali: sono carne da cannone pagata uno schifo e se per sopravvivere là dentro devono sottostare ai diktat della Gabanelli si piegano senza fiatare. Non vuole essere una giustificazione, tant'è.

    Detto questo nel 2009 Report rischiava seriamente di chiudere, schiacciato com'era da anni di cause civili (problema annoso per la libertà di informazione in Italia, e diffuso ben oltre Report); subito dopo le nomine dirigenziali era stata fatta circolare la notizia (poi confermata dal dg Masi) che per via delle suddette cause intentate, la RAI avrebbe tolto la tutela legale a Report. Ovvero, questa volta, ANCHE alla Gabanelli. Per far cambiare idea alla direzione bastò una sua semplice lettera al Corriere della Sera, in cui paventava l'intenzione di proseguire anche senza la copertura dell'azienda. Lì per lì non parve una gran cosa, almeno non sufficiente a rinviare il promesso repulisti in RAI. Alcune voci dall'azienda parlarono di una intercessione da parte del direttore di Rai3 Ruffini: Report e Gabanelli si sarebbero salvati ma in cambio di cosa? Forse dello svilimento di un programma di giornalismo d'inchiesta ridotta a merce di scambio politico e poi strumento di pressione.

    Penso fu un avvertimento: i poteri forti segnalarano che l'esistenza di certi programmi era affidata alla loro pazienza. Tradotto in mafiese: "Sei già piena di cause, statti tranquilla per un po' e pensa a difenderti che ti aiutiamo noi ma parla d'altro, adeguati alla corrente. Se vuoi parla di energie rinnovabili, sindacati, pesca illegale, sprechi della politica. Alla prossima che fai potresti essere sola a difenderti." Questo era sei anni fa, quando il piccolo regime berlusconiano era all'apice del suo potere; Gabanelli si è infilata sotto l'ala protettiva di Rcs (che gli avrebbe in seguito trasmesso Report anche in streaming sul CdS, una partnership evidente) e il resto è storia. Alla progressiva perdita di autonomia giornalistica dal PUDE è coinciso il depotenziamento del programma, gli obiettivi delle inchieste si sono spesso ridimensionati e le cause civili ridotte di numero.

    Voi direte: ma questo che c'entra con il fare corretta informazione sull'euro, mica si rischiano cause civili! No infatti. Oggi, a monarchia restaurata, sotto il regime di Francoforte con i suoi utili idioti pronti a (farci) morire per Maastricht, senza le spalle coperte si rischia molto di più. Chi più ha da perdere meno rischia.

    PS_Qualcuno, non ricordo più chi, una volta disse che avremmo saputo della caduta di Berlusconi dagli schermi di Bruno Vespa. Parafrasandolo si potrebbe dire che il regime eurista sarà davvero sul punto di cadere quando Gabanelli (ma anche Floris, Santoro...) ne darà il "triste" annuncio dagli schermi di Report.

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  23. Ma come e' possibile che ogni tot tempo la "Sinistra" vomita un nuovo supereroe che per almeno 10 anni e' intoccabile, incriticabile, santo per forza. Salvo vedere, ma solo dopo 10 anni, che e' l'ennesimo truffatore (truffatrice). Ma tanto in quel lasso hanno creato il nuovo supereroe.
    E NOI VERAMENTE IMBECILLI A PARLARE DI QUESTI PERSONAGGI INVECE CHE DELLA TRAMA...
    Finche' funzionera', lo faranno. E direi che continua a funzionare.
    NON HO MAI LETTO CRITICHE STRUTTURATE ALLA STRATEGIA PROPAGANDISTICA CHE LA SINISTRA MANTIENE DA DECENNI E DECENNI.
    Bo...
    Si' ok scusate il maiuscolo, ennesima str... il MAIUSCOLO e' piu' leggibile, altro che "urlato".

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