mercoledì 26 febbraio 2014

Ecco il vero progetto di Renzi

di Fabrizio Tringali



"Se questa sfida la perderemo, sarà solo colpa mia, non cercherò alibi".
Bisogna riconoscere che non è usuale sentire un premier incaricato pronunciare una frase del genere mentre chiede la fiducia al Senato.
Considerando poi che Renzi sa benissimo che molti fra i capibastone del PD che lo hanno spinto ad accettare l'incarico, in realtà non vedono l'ora di farlo fuori, un tale coraggio sarebbe quasi apprezzabile, se non fosse che la credibilità del neo-presidente del consiglio è pari a zero. In molti già gli rinfacciano le dichiarazioni nelle quali si impegnava a "non fare come D'Alema", cioè a non diventare premier senza passare dalla legimittazione data dalla vittoria alle elezioni.
Renzi, quindi, semplicemente sta mentendo. Sapendo di poter mentire. O almeno sperando di poterlo fare senza pagare dazio.
Quando il suo governo salterà per aria (perché salterà per aria), dirà che non cerca alibi, che la colpa è sua, e che il fallimento è dovuto al fatto che lui ha davvero cercato di "fare le riforme", cercando di piegare, senza successo, le resistenze dei palazzi della politica. E chiederà agli italiani di pronunciarsi su questo, col loro voto.
Il fatto che tutto ciò potrebbe anche determinare la disintegrazione del PD e la nascita dell'ennesimo partito personale a disposizione del leaderino fiorentino, sono dettagli.
Fantapolitica?
Può darsi. Ma tutto ciò spiegherebbe perché Renzi sembra giocarsi tutto in un progetto che non pare avere grandi possibilità di riuscita, spiegherebbe perché, in una tale situazione, vada al Senato a prendere a schiaffoni l'intera Aula (alla fine i voti in meno rispetto al governo Letta sono quattro, ma gli incazzati sono molti molti di più..).
E spiegherebbe il feeling fra Renzi e Berlusconi, e i "rumors" su un ipotetico accordo per andare a votare tra un annetto....

P.s. : se davvero Renzi ha in testa qualcosa di simile a quel che ho scritto, si terrà ben stretto l'incarico di Segretario del PD. Dato che comunque si voterà con liste bloccate...

P.s.2: per molto tempo, a causa di ragioni personali, non ho potuto scrivere sul blog. Non so da quando potrò riprendere a pubblicare con regolarità. Spero presto.

6 commenti:

  1. Sembra proprio che non voglia "mollare" la presidenza del PD. Ho letto di un gestore della segreteria. Sei meglio di Atelma!!

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  2. Bentornato Fabrizio! :)

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  3. Il progetto e sempre lo stesso, quello del pd intendo.

    Ammansire le pecore perché il lupo non debba faticare per avere il suo "fiero pasto".



    La bocca sollevò dal fiero pasto
    quel peccator, forbendola a' capelli
    del capo ch'elli avea di retro guasto.

    ....

    Inferno - Canto trentatreesimo.

    Riccardo.

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  4. Altro che fantapolitica, as simple as that!

    Non si costruisce mediaticamente, per anni, un candidato alla presidenza (?) per poi sganciarlo in bocca agli avanzi della prima repubblica e ai loro funzionari di palazzo.

    D'Alema operava in un contesto simile, ma era un apparatchik analogico, non aveva sponsor così decisivi e le rovine del palazzo non erano all'orizzonte (c'era una guerra da fare, i paesi fondatori dell'Ue stavano costruendo l'Unione Economica e Monetaria e Berlusconi attendeva col sondaggio in mano il suicidio della "sinistra di governo responsabile", tecnocratica e fieramente antisociale). Veltroni chiese il voto ma lo stesso processo di accentramento leaderistico era ancora contrastabile dal notabilato pds+margherita(=pd), e la vera crisi, così come i vincoli di spesa alle consorterie locali, doveva ancora arrivare (l'appello elettorale:"Silvio, fai questa rivoluzione liberale che l'Europa ce lo chiede, i nostri voti sono sempre a disposizione.."). Renzi eredita le rovine dei partiti, delle loro consorterie e dei tecnocrati di palazzo, e insieme al suo comitato elettorale, in larga parte esterno al partito, può gestirne a piacimento la demolizione controllata. "Non mi lasciano lavorare, datemi la forza per cambiare questo paese!". E' una questione di fiducia, già lo sentite vero? La rivoluzione liberale è nella terza via a sinistra, poi sempre dritto in fondo a destra.

    Certo, gli italiani e il voto... strumenti da sondaggio: se il cambio di regime in corsa su input esterno alle istituzioni è ormai entrato stabilmente nella dialettica politica italiana (e quindi nel discorso pubblico - si attende per il futuro un dibattito sull'opportunità della sospensione del suffragio universale... dotti opinionisti tv discetteranno), se la pratica di sovvertire i mandati elettorali diventa consuetudine sostanziale, cosa avrebbe da perdere Renzi e la sua "smisurata ambizione" dal crollo del vecchio sistema oligarchico? Non a caso "l'accordo" per la legge elettorale è stato fatto con il principale sovvertitore sostanziale dell'ordine costituzionale (Lui), mediaticamente parlando un professore della manipolazione della percezione democratica: perché giocare in difesa e attendere la pubblica apparizione di Berlusconi (consigliato dal timing dei sondaggi quotidiani) quando lo si può trascinare a piacimento nell'arena, vecchio relitto in preda al panico? Altro che Caimano, abbiamo un vero Squalo (fisiognomica animale non mente). Che per l'irresistibile richiamo del sangue numerosi predatori siano finiti ad addobbare collane è poi un altra storia...

    PS_In fondo in Ucraina (giovane democratura oligarchica) mancava un collaudato "ammortizzatore istituzionale" che assorbisse le pressioni dei creditori esteri (russi quanto europei), mentre la vitalità di un popolo manipolabile - già povero più che impoverito - portava in piazza l'insopportabilità della propria miserabile condizione di asservimento (in piazza Maidan c'è anche una bandiera italiana, nel 2008 dietro il guerrafondaio euroatlantista Saak'ashvili c'era "solo" una bandiera dell'Unione Europea... viva il softpower, democrat batte neocon 3-0). In Italia c'era e finora ha retto, quell'ammortizzatore, ma ora sta per essere sfondato: a quando una Maidan italiana?

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