Occorre
dire con chiarezza che uno dei motivi della decadenza del nostro
paese è il crollo degli intellettuali, la loro rinuncia alla
comprensione e alla critica del reale. Abbiamo già parlato in vari
modi di questi temi, ma occorrerà tornarci ancora. Un'occasione è l'intervista di Michela Marzano apparsa sul Fatto quotidiano del 27
dicembre. Michela Marzano è una giovane studiosa di filosofia,
piuttosto nota, che insegna in Francia ed è deputata PD al
Parlamento italiano. Non ho avuto occasione di leggere i suoi libri,
ma sono convinto che essa sia nel suo campo una valida studiosa.
Appunto per questo è interessante notare come la sua intervista
riveli una totale incomprensione della realtà. Michela Marzano ha
infatti scoperto da deputata che “anche
il Pd era intriso dei vecchi meccanismi della politica”, e che “la
scelta di candidare persone nuove, provenienti dalla società civile,
a partire da me, dipendeva più dalla voglia di portare delle
figurine, che da una reale volontà di cambiamento”. E tutto questo
per lei “è stato uno choc”. Benvenuta nella realtà, verrebbe da
dire. Ma a che serve fare dell'ironia? È più interessante notare
che Marzano è passata a Renzi con la motivazione che “noi dobbiamo
portare in Italia giustizia sociale”. Che è un po' come De Gregori
che vota Monti per tutelare le fasce sociali più deboli. Di fronte a
simili esempi di totale inintelligenza della realtà, verrebbe davvero
da dire che, se questa è la cultura, è meglio lasciar
perdere e occuparsi del calciomercato. Per ragioni di serietà
intellettuale, preciso.
Ma
lasciamo perdere le battute e passiamo alle cose fondamentali.
Un'intervista come questa ci dice che Michela Marzano non ha capito
nulla, ma proprio nulla, delle fondamentali dinamiche economiche,
sociali e politiche che negli ultimi trent'anni hanno radicalmente
mutato la realtà dei paesi avanzati. E poiché Michela Marzano non è né stupida né ignorante, questo è un sintomo di qualcosa di importante. E cioè del fatto che il ceto intellettuale di sinistra ha
totalmente abdicato alla propria funzione, quella appunto di
stimolare la comprensione critica del reale. Non possiamo più
aspettarci nulla, ma proprio nulla, da intellettuali come Michela
Marzano. Non abbiamo nulla a che spartire col ceto intellettuale di sinistra. Dobbiamo fare da soli. Dobbiamo andarcene. Per citare le
parole scritte trent'anni fa da un intellettuale vero, dobbiamo
lavorare ad “una congiura in piena luce”:
“Che
i giovani si separino, invece. Li invito ad una dissidenza meno
teatrale e vistosa di quella del '68 ma più spietata e
intransigente. A una clandestinità; che nulla abbia di quella
terroristica. A una segretezza; che nulla abbia della P2. Una
congiura in piena luce che non perdoni nessuno e non renda facondo il
disprezzo; e che, con tenacia da formica, ripensi e rifondi le
ragioni di una democrazia, proponendosi un “fino in fondo” che
implica la più radicale condanna, quella dell'oblio, per chi li avrà
ingannati” (F.Fortini, da “L'ospite ingrato”, Marietti 1985,
pag.171)
(M.B.)