Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Paolo Di Remigio, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico "Delfico" di Teramo
OSSERVAZIONI SUL RAPPORTO RENZI-GIANNINI
Paolo Di Remigio
Dopo aver ammesso il «rischio che le nuove funzioni legate all'autonomia abbiano distolto l'attenzione dalla relazione con lo studente» (p. 47), il Rapporto firmato da Renzi e Giannini, La buona scuola, lungi dal ricusare o almeno ripensare l'autonomia scolastica, proclama di volerla «realizzare pienamente» (p. 62). Così suscita il dubbio che essa sia un errore tecnico intenzionale e appartenga alla serie di riforme che, ad onta dell'augurio contenuto nel nome, mirano soltanto ad «attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere …», per ripristinare il mondo di cinquanta, cento anni fa, in cui «il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l'apprendistato di mestiere, costoso investimento» (sono le parole austere dell'europeista Padoa Schioppa in un articolo sul Corriere della Sera del 26 agosto 2003).