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giovedì 20 dicembre 2012

Per un nuovo internazionalismo



è meglio che i nostri soldi rimangano alla nostra gente! Quindi: più FPO! (Manifesto propagandistico dell'estrema destra austriaca)

Claudio Martini 
Qualcuno si ricorda dello sciopero europeo? Ha avuto luogo poco più di un mese fa , e da noi ha fatto notizia principalmente per alcuni tafferugli tra polizia e studenti (con questi ultimi che venivano percossi con inusuale violenza). L'impatto dell'agitazione è stato pressoché nullo, e non ha aiutato il fatto che allo sciopero, pur qualificato come Europeo, hanno partecipato i lavoratori di soli 3 paesi su 28. E dove si è effettivamente scioperato o risultati sono stati modesti: nemmeno la rabbia degli studenti è riuscita a scacciare l'impressione diffusa che l'evento non costituisse un'occasione di lotta, bensì una stanca manifestazione delle consorterie sindacali (da noi CGIL).
E in effetti si è trattato proprio di questo: un modo per i dirigenti sindacali di ritagliarsi uno spazio politico con i soldi dei lavoratori (scioperare costa!). Questo spazio politico si riconduce necessariamente al "Più Europa". Noncuranti dell'assoluta indifferenza dimostrata dai lavoratori e dai cittadini di paesi come Germania e Olanda, i dirigenti sindacali hanno voluto qualificare lo sciopero come "europeo", per dare l'idea che solo a livello continentale, o meglio a livello delle istituzioni comunitarie, si può innescare un efficace contrasto alle politiche di austerità. Perciò ci vogliono gli euro-bond, ci vuole la BCEcomelaFED, ci vuole un presidente della commissione europea che ci porti l'agognata crescita...

Il difetto, però, è proprio nel manico. Con queste iniziative i sindacati non solo dimostrano di voler continuare ad essere, come da decenni, le sponde sociali delle socialdemocrazie europee, le quali a loro volta si sono trasformate nelle sponde politiche delle aristocrazie finanziarie; dimostrano anche di essere degli inguaribili provinciali, se non peggio.