domenica 17 marzo 2013

Se il M5S si spacca le conseguenze le traggano Grillo e Casaleggio


di Fabrizio Tringali

Scrivevo lo scorso 26 febbraio, all'indomani delle elezioni politiche che hanno sancito la mancanza di una chiara maggioranza di centrosinistra al Senato: “cercheranno di imbarcare il M5S. Non tutto, ovviamente, ma proveranno a spaccarlo e a tirar dentro 20 senatori a sostegno di un governo pro-euro supino di fronte ai diktat di Bruxelles e Francoforte.

Detto e fatto. La votazione di ieri per la presidenza del Senato può essere il prologo alla formazione di un governo europeista ancora più distruttivo dell'esecutivo guidato da Monti.
Vediamo perché: per governare, il centrosinistra non ha problemi alla Camera, grazie alla colossale maggioranza regalatagli dalla legge elettorale “porcata”, ma non raggiunge la maggioranza al Senato. Per averla, occorrono circa 160 senatori, ma Bersani ne ha solo 123, ai quali può facilmente aggiungere i 19 della lista Monti, arrivando così a 142.
Ne mancano altri 15-20, appunto quelli cui facevamo riferimento nel nostro precedente articolo.
Questa era la situazione fino a ieri.

Cosa è accaduto durante il voto per la presidenza del Senato? 
E' successo che Pietro Grasso, candidato di centrosinistra, abbia vinto l'elezione ottenendo ben 12 voti in più rispetto al numero dei senatori del centrosinistra presenti in Aula. Schifani, candidato del PDL, ha preso, giusti giusti, i voti del centrodestra e della Lega, quindi i voti a Grasso sono arrivati da senatori appartenenti ai due gruppi che avevano deciso di inserire nell'urna la scheda bianca: Lista Civica di Monti e M5S.
Apparentemente il gruppo di Monti sembra più compatto, se non altro perché i suoi senatori non avevano motivi di dar “segnali” al centrosinistra, essendo già noto che sono pronti all'accordo di governo.
Diverso è il discorso sul M5S. Se alcuni senatori avevano in mente di accomodarsi in braccio a Bersani, non vi era miglior gesto da fare che votare un candidato di centrosinistra in una elezione a scrutinio segreto come quella per il presidente del Senato. 
Poiché i senatori del M5S sono 54, e le schede bianche sono state 52, almeno un paio di eletti del M5S ha fatto proprio questo, votando Grasso. Probabilmente a farlo sono stati più di due (il che la dice lunga, purtroppo, su quanto fosse effettivamente chiara la posizione di opposizione alla casta all'interno del M5S).
Grillo sta già tuonando contro di loro sul suo blog.
Ora, se i senatori del M5S pronti a cambiare casacca fossero più di dieci, essi potrebbero formare un gruppo autonomo al Senato, a sostegno del prossimo governo, con tutti i ritorni che ne conseguono in termini di incarichi, denari, spazi mediatici. 
Vi sarebbe poi un probabile effetto “trascinamento” su altri senatori M5S o PDL, e la fatidica quota di 158-160 senatori, necessaria per formare l'esecutivo, si potrebbe raggiungere facilmente.

Se uno scenario del genere dovesse concretizzarsi, i primi a trarne le conseguenze dovrebbero essere Grillo e Casaleggio. Un tale esito era infatti facilmente prevedibile, dati i punti deboli del movimento che abbiamo sempre criticato: ambiguità delle posizioni, soprattutto in materia di politica economica, e scarsa democrazia interna (senza la quale si finisce sempre per selezionare arrivisti e voltagabbana). 
Se un numero cospicuo di eletti del M5S dovesse rendere possibile la nascita di un governo del PD e dei suoi alleati, ovviamente europeista e distruttivo, si tratterebbe di qualcosa di ben diverso dal “tradimento” di uno o due singoli: si certificherebbe il fallimento del tentativo di costruire una forza davvero capace di opporsi alla casta (è infatti inutile costruire soggetti politici che di fronte alle scelte determinanti si spaccano e garantiscono la sopravvivenza di quelli che dovrebbero essere gli avversari)
In uno scenario simile, ad uscire definitivamente dal M5S dovrebbero essere sia Grillo che Casaleggio, aprendo una fase di discussione, confronto e costruzione di un soggetto politico di alternativa davvero chiaro nei contenuti e nelle proposte, e internamente organizzato in modo partecipativo, aperto, trasparente e svincolato da qualsiasi padre fondatore, padrone o nume tutelare.

16 commenti:

  1. ERNESTO TONANI17 marzo 2013 16:05

    La "spaccatura",per la prima volta vera,è avvenuta perche quelli della Sicilia non ritenevano possibile portare avanti l'accordo o l'inciucio se non avassere votato Grasso.
    Come evolvera' la situazione interna ai Grillini sara' da verificare ,inutile fare l'oracolo di delfi, tenga presente una cosa passata inosservata.
    La senatrice Mangili ,eletta in Lombardia con 231 preferenze pilotate nei voti,e insieme a molti altri eletta con posizioni dei candidati falsate dal cerchio magico( gli amici della prima ora) ha causato proteste e problemi all'interno del M5S in Lombardia.
    Troppo presto per dire se poi tutto sara' riasorbito.
    Avrebbero dovuto andare a un accordo sulla nuova legge elettorale e poi alla elezioni.
    Hanno voluto fare i bauscia e il PD li ha giocati.
    Il PD è diviso ,non dia gia' per scontata la posizione di Scalfari vincente( docet MONTI),alcuni vogliono andare ,ALLA LORO MANIERA,a elezioni anticipate.

    Inutile sognarsi un uscita dei due ,daltra parte Tringali se lei conoscesse le posizioni politiche di parte di loro ,senza righello e matita,ovvero senza basi culturali,POTREBBE ESSERE ANCHE PEGGIO.
    Tringali ,il problema è IL NOSTRO TRANSITARE IN UN LORO IDEOLOGICO MINORE nel quale loro hanno trionfato.
    Inutile e sterile fare Macchiavellismo.

    cordiali saluti,
    Ernesto Tonani

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  2. Scusa Fabrizio, ma non capisco. Prima dici:

    "Se un numero cospicuo di eletti del M5S dovesse rendere possibile la nascita di un governo del PD e dei suoi alleati (...) si certificherebbe il fallimento del tentativo di costruire una forza davvero capace di opporsi alla casta."
    Poi dici:
    "aprendo una fase di discussione, confronto e costruzione di un soggetto politico di alternativa davvero chiaro nei contenuti e nelle proposte"

    In pratica, una forza che ha certificato il fallimento nell'opporsi alla casta, dovrebbe poi costruire essa stessa un'alternativa? Mi pare contraddittorio...

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    1. Non vedo la contraddizione. La certificazione del fallimento riguarda lo stadio attuale, la condizione attuale del M5S: un movimento che fallirà l'obiettivo di costruire l'opposizione alla casta perché è privo di chiari contenuti (alternativi a quelli del ceto dominante) e incapace di costruire una vera democrazia interna. Una volta che questo sarà emerso con evidenza (adesso o più avanti poco importa), vi saranno le condizioni (spero) per la costruzione di un movimento di alternativa efficace. A quella costruzione potrà benissimo partecipare anche chi appartiene (o ha appartenuto) al M5S, purché vengano superati i limiti che hanno portato al suo fallimento.

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    2. ERNESTO TONANI18 marzo 2013 00:50

      Credo e lo ripeto sia una operazione a dir poco Macchiavellica.
      Una sorta di appropiazione DI UN SOGGETTO ALTRO.
      Il fatto che il soggetto altro sia volutamente indefinito pone la necessita' di riempirlo di alterita' reale e non surrettiazia,d'accordo.



      Al di la 'degli eventuali equivoci logico semantici,colgo appieno i dubbi di DEBORA B.
      Sarebbero solo ,nel divenire ,o un gruppo di pecore controllate dal PD, o la ditta di Grillo Casaleggio con i suoi fedellissimi.
      L'unica reale battaglia ,nell'ideologico minore dei sopracitati, è quello di intervenire sulla base elettorale ,ma è un percorso accidentato dal fatto che rappresentano anchessi "l'uomo a una dimensione di Marcuse" ed è sicuramente un percorso di lungo periodo storico.
      Ernesto Tonani

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  3. puo' essere interessante guardare questo video http://www.youtube.com/watch?v=-8Im93SA4a8&feature=youtu.be&a

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  4. a me pare che le idee più chiare in questa fase le abbiano gli economisti (quelli veri e non gli €conommisti) e sarebbe magari il caso che si facessero avanti. c'è un vuoto enorme politico di gente che non ha votato e che è probabilmente convogliabile in un contenitore politico che sia possibilmente completo prima di tutto nei contenuti ma che sia chiaro e netto riguardo la politica europea, sull' euro, sulla dettagliata gestione economica dopo l'uscita (e d'uscita) e che non produca falsi bersagli...

    a mio modo di vedere, molto poco ideologico e alquanto pratico, pare molto complicato che nasca un ulteriore proposta completamente dal basso, specie se i 5 stelle dovessero fallire. Porterebbe grande scoraggiamento. Ci vuole una sorta di costituente (non certo il grillo di turno ma parlo di un collettivo) per un soggetto politico che formuli la proposta alternativa al quale far convergere tutta quella parte di popolazione che non si è sentita rappresentata e che sarà probabilmente delusa da partiti tradizionali (5 stelle compresi)

    a me pare che molta di quella gente che si è ritrovata il primo dicembre all'università di pescara a parlare di euro abbia le potenzialità per far parte di tale gruppo costituente con qualche aggiunta, e che inoltre poi possa contare sul supporto della rete. Purtroppo il cittadino medio ma anche quello sopra la media (a me no che non sia un esperto di economia o anche giurisprudenza, o al più abbia una profonda esperienza) non è adatto in genere alla politica, puo solo svolgere un ruolo di supporto e divulgazione.

    Non mi aspetto certo di vedere uscire dal nulla il nuovo obama che informandosi dalle varie parti alla fine sfoggerà tutto il suo carisma e guiderà il popolo alla riscossa. e non vedo nemmeno la possibilità di una mobilitazione completamente dal basso appunto come dicevo. e i 5 stelle mi sembrano un po troppo intellettualmente corrotti dall' idea che la crisi si colpa del debito publico e soprattutto la maggior parte della base ha indubbie tendenze europeiste. lo si vede in effetti quanto ambigui siano, hanno solo fatto una campagna elettorale allo scopo di mettere in parlamento quanta più gente possibile senza sbilanciarsi su nessun tema anzi essendo ambigui su piu fronti per recuperare voti a destra e sinistra e convogliare la protesta. Ah quanto mi piacerebbe poter credere che il voto sia stato una bocciatura delle politiche UE. La misura di quella è solo data dal ridimensionamento del voto a monti... qualche punto percentuale..

    daniele

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  5. A corollario noto un problema di fondo : M5S non dovrebbe essere nè destra nè sinistra nè centro... l'impressione che ho invece è che militanti ed eletti mi sembra che maggioritariamente siano abbastanza PDini o comunque subiscano fortemente l'influenza della cultura massmediatica dominante italiana che sostanzialmente è al servizio sia del PUDE ma anche del PDinismo genericamente inteso...

    Ora a me dei partiti italiani non interessa nulla : è abbastanza evidente che nel post '92 post comunisti e berlsuconiani si siano
    messi d'accordo per la spartizione del potere dello stato e degli interessi privati dei rispettivi gruppi di potere (e la resposabilita' degli ex comunisti nella svendita delle aziende statali nelle privatizzazioni nell'adesione al progetto 'euro'
    sono probabilmente maggiori ,notiamo come i maggiori beneficiari
    siano tutti vicini e contigui al centro sinistra piu' a berlusconi)

    Questa equidistanza dai partiti italiani (che mi posso permette per mio percorso personale) non la riscontro nella maggior parte dei 'grillini' in cui prevale un forte pregiudizio contro la figura di berlusconi ('...') e una fortissima impronta giustizialista alla
    travaglio/dipietro (rafforzata dalle uscite di grillo o dei suoi ghost writer)
    Ora se il problema è comunuque berlusconi che deve andare in carcere
    perchè ha pagato ruby!(ed è spiacevolissimo dire che ha ragione sgarbi quando dice e gli altri 300clienti di ruby di cui avevano numerodi telefono perchè non sono stati perseguiti?) è evidente che bersani sia percepito dai grillino come meno nemico dei berluscones...
    e quindi male minore e quindi insomma l'unico alleato possibile...

    Purtroppo qui emerge l'insufficienza del pensiero politico di grillo
    che non sembra andare molto oltre un personaggio come dipietro
    Se il problema è DAVVERO la castacriccacorruzionebrutta di cui Craxi sarebbe l'epitome ...bè allora è evitente che un governo dei MAGISTRATI (grasso un altro come lui) in un certo senso è quello che ci vuole no?

    Purtroppo nè Grillo nè la maggior parte degli eletti e dei militanti ortotteri ha davvero approfondito le cause profonde della crisi italiana (che sappiamo vengono la lontano...dal '78 ...dal divorzio tesoro BC) non solo non hanno digerito l'enciclopedia bagnai...ma neppure byoblu mi sembra...
    Certo Grillo ci ha preso ha intuito i problemi di fondo qualcosa gli è arrivato ma da quello che capisco non ha STUDIATO nè approfondito a suffizienza...e se non studi e non approfondisci la tua sintesi e il tuo disegno politico si arenera' in uno sterile giustizialismo alla dipietro...

    ps:per quanto possa essere bizzarro e magari sgradevole per la maggior parte di voi sia berlusconi che tremonti che brunetta che la santachè & briatore (LOL) hanno approfondito i reali problemi economici molto piu' di quanto abbia fatto grillo&grillini ed è probabile che abbiano una strategia di uscita dall'euro e per evitare
    il disastro (o il perpetuarsi del disastro) piu' credibile di quanto
    possa proporre oggi M5s.



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  6. Però scusate: a me pare chiaro che a favorire queste "spaccature" contribuisca notevolmente la rigidità assunta dai vertici del movimento (se non altro per la nota legge secondo cui le strutture più rigide sono più esposte a rotture). Se ci fosse una linea più "tranquilla", almeno sulle questioni politicamente meno rilevanti, il movimento ne uscirebbe con meno danni sia in termini di consenso che nella coesione interna. Il PD ha saputo mettere subito in crisi il movimento proprio grazie alla sua capacità di adattare la strategia al contesto senza irrigidirsi su posizioni precostituite. Poteva fare lo stesso il M5S: poteva avanzare proposte "borderline" al PD che lo mettessero in difficoltà con i suoi elettori facendo emergere le contraddizioni (ad esempio poteva dire "per appoggiare un governo richiediamo un impegno a disapplicare e rifiutare i trattati ratificati"). Invece succede il contrario: è il PD che sta facendo il figurone perchè ha proposto i presidenti di "alto profilo" e il M5S è in difficoltà con gli elettori sia se li vota che se non li vota.

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  7. vorrei far notare che non è stato tanto il PD a mettere in crisi i 5 stelle ma bensi il PDL ripresentando uno come schifani improponobile per i grillini che alla fine sono stati stanati. sono stati messi in condizione di non avere vita facile. Strategia perfetta e vincente del pdl che avrebbe vinto comunque. Se i grillini avessero mantenuto la loro linea rigida magari si sarebbero ritrovati con schifani presidente (alla faccia del cambiamento promesso!). Cosi come è andata invece hanno vinto lo stesso (pdl) perchè hanno creato spaccatture nei 5 stelle che non se la sono sentita di rischiare di rivedersi schifani presidente e che ora a gran parte dell'elettorato che proveniva da destra comincia a far venire mal di pancia e probabilmente non voterà più.

    P.S. sul fatto che nei confronti di berlusconi si possano avere pregiudizzi dopo ventanni di politica mi pare impossibile, sono giudizzi. punto. basta vedere l'ungheria dopo che gran parte delle riforme che voleva fare berlusconi qui sono passate e che meraviglia che si ritrovano adesso. Per altro questa storia che in europa e nell'euro ci ha portato il Pd da solo è una bufala. Intanto quando c'era da firmare maastricht l'opposizione dov'era? non mi pare si sia aperto un dibattito sull'euro all'epoca. la destra non era certo contro. E poi ricordiamo che il trattato di lisbona è stato ratificato in senato da berlusconi e frattini. forse gia ci si è dimenticati di berlusconi che faceva lo splendido in europa quando l'italia aveva la presidenza di turno per cercare di chiudere con la costituzione europea cosi da prendersi i meriti e finire nei libri di storia?

    daniele

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  9. Secondo Messora i senatori M5S che hanno votato Grasso sono stati 15. Mi sembra un numero credibile. Ricordo che alla Camera sono mancati alla Boldrini (almeno) 15 voti. Penso che qualche voto Pd/Sel sia mancato a Grasso al Senato, più che compensato dai 15 M5S e da qualche montiano. Direi che, in termini numerici, manca veramente pochissimo per la costituzione di un governo SuperPud€, completamente prono ai diktat Draghi / Bundesbank, ma portatore di una politica fortemente populista su alcuni temi di "facciata" (voto favorevole alla ineleggibilità di Berlusconi, con suo successivo arresto, abbattimento - simbolico, ca va sans dir - dei "costi della politica", leggi apparentemente draconiane contro la corruzione), magari con l'idea di raccogliere i frutti nel 2014, accorpando elezioni europee ed elezioni nazionali.

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  11. L'hanno chiamata libertà di scelta.
    Se il M5S è coerente con quanto promesso e secondo i propri principi ecco che si tratta di arroganza del capo e non di coerenza. Come ha scritto Rita Pani e ripetuto la Berlinguer su rai tre. La Berlinguer ha letto i commenti dal blog di Grillo che ovviamente erano a favore del voto, ecco hanno accontentato le Viola Tesi e gli estensori dell'intellighenzia che voleva il 5S come supporto al Pd.

    Se il pdl va a caccia di voti dei senatori è mercato delle vacche, se lo fa il Pd, tramite scouting è senso di responsabilità.
    Due pesi e due misure, come sempre da parte dell'Italia giusta.
    Il rispetto nei confronti dell'elettore? Un diktat arrogante. E sono gli stessi che cianciano di cambiamento. Che pena.
    La coerenza diventa un diktat. Il mercato delle vacche, se lo fa il PD diventa senso di responsabilità.
    Ecco i principi dell'Italia che cambia. I grillini siciliani mandano a monte tutto il lavoro degli altri cittadini e rappresentanti e di Grillo.
    Basta chiamarlo voto di coscienza. Encomiabile. Dalla terra del Gattopardo, dovevamo aspettarcelo. I volti dello status quo
    http://dadietroilsipario.blogspot.it/2013/03/i-volti-dello-status-quo.html

    Beppe Grillo voleva vedere il Pd in GALERA e dice che è uguale al PDL
    Crimi VUOLE VEDERE IL PD ALL'OPERA
    il pd questo sconosciuto vero Crimi?

    non c'è giustificazione alcuna e per qualcosa di più serio che faranno?
    schifani non rischiava di essere eletto, suona molto come un pizzino. E' il colmo, in nome dell'antimafia si vota in stile clientelare con la scusa del meno peggio. Ma non era la vecchia politica quella che appunto il 5S avrebbe dovuto sbaragliare?

    era difficile rispettare la scelta della scheda bianca? Eppure i montiani l'han fatto.

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    1. quoto completamente il suo post. i senatori del M5S che hanno votao, hanno tradito

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  12. Il punto centrale non mi pare sia costituito dalla spaccatura del M5S, ma su che cosa si è spaccato e per quale ragione alcuni di loro hanno ritenuto di votare per Grasso invece di astenersi.
    Si tratta di un grave errore politico perchè sposa la logica del meno peggio quella che il PD ha impersonato alla perferzione per venti anni, pretendendo non di essere giudicato per ciò che effettivamente rappresenta, ma rifugiandosi sempre nel fatto che l'avversario che aveva davanti (che potremmo dire si era scelto) era peggio di lui, non voto Grasso perchè lo ritengo una novità positiva, ma soltanto per evitare che Schifani, che è peggio, venga eletto. Così, si diventa succubi del ricatto classico della politica italiana.
    Non capisco quindi il titolo e la logica del post, c'è stato un comportamento politicamente gravemente errato di alcuni senatori del M5S, e non capisco che conclusione dovrebbero trarre Grillo e Casalegno.
    Io non ho condiviso le loro scelte per una serie di motivazioni su cui probabilmente potrei trovarmi in perfetto accordo con Tringali, e difatti non ho neanche votato per il M5S, ma sono consapevole, ed anche Tringali lo dovrebbe essere, che tutto si tiene, che lo stravolgente successo del M5S è anche dovuto a questi elementi di ambiguità, di uno statuto e di una prassi a dir poco discutibile che porta poi a questi contraccolpi, ma senza questo modo discutibile di procedere, semplicemente non ci sarebbe stato il M5S, non è che adesso mi metto a dare i voti a Grillo pretendendo di mettermi io alla guida del M5S per farlo diventare un vero movimento di opposizione, non mi pare che si possano vedere le cose da questa prospettiva.
    Insomma, o si è osservatori, come faccio io, ed osservo pregi e difetti del M5S così com'è, oppure, se intendo essere parte attiva del movimento per dirigerlo verso altri lidi più consoni alle mie opinioni politiche, allora il modo di ottenere questo effetto non è quello di denunciare la dirigenza perchè c'è stata divisione, ma concretamente di assumere ruoli egemonici al loro interno con modalità che almeno al momento non posssono che essere coerenti con la prassi esistente nel movimento, non credo che Grillo ababndoni la guida del M5S solo perchè Tringali o altri scrivono che dovrebbe trarne le conseguenze.

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  13. Rodolfo Monacelli18 marzo 2013 15:44

    Non penso che la scelta di Grasso sia dovuta a questi calcoli. Ritengo sia dovuta a ingenuità e "paura". Paura dei siciliani di favorire l'elezione di Schifani. Ma, a parte questo, il discorso di Fabrizio non cambia. A me dalle ultime dichiarazioni mi pare evidente quale sia il livello della classe dirigente del M5S. Ma non è un caso, è il frutto naturale di tutti i movimenti leaderistici che naturalmente selezionano solo gli yes-man e gli opportunisti. E senza alcuna preparazione e competenza è ancora meglio perché, in questo modo, non fanno domande.

    Penso, invece, che sia veramente il momento di aprire una "una fase di discussione, confronto e costruzione di un soggetto politico di alternativa davvero chiaro nei contenuti e nelle proposte, e internamente organizzato in modo partecipativo, aperto, trasparente e svincolato da qualsiasi padre fondatore, padrone o nume tutelare".

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