domenica 11 maggio 2014

I fascisti stanno con Mosca, non con Kiev

Io non so granché di Ucraina. Certo, so che 'Maidan' significa, in ucraino come in turco, 'Piazza', e che perciò scrivere "piazza Maidan" è come scrivere "piazza Piazza" (in realtà si chiama, guardacaso, Piazza Indipendenza); il che mi consente di capire come la maggior parte degli "analisti", i quali cominciano invariabilmente i loro pezzi citando "piazza Maidan", non siano altro che dei simpatici cialtroncelli. So che Stepan Bandera, eroe di buona parte della rivolta anti-Janukovich, non era esattamente un nazista*. So che il programma politico di Svoboda, frazione minoritaria della rivolta, è molto simile a quello di Marine Le Pen; dacché non si comprende bene come si faccia a sostenere il FN in Francia, e a mettere in guardia dal "nazismo" in Ucraina.
So che se l'autodeterminazione dei popoli vale per tutti i popoli; quindi se vale per gli abitanti della Crimea dovrebbe valere anche per quelli della Cecenia (per dire).

Altro non so, di cose ucraine. Non sono come quei geni che, con una semplice ricerca Google, riescono a risalire a tutta l'organizzazione che l'occidente avrebbe messo in piedi per sostenere la rivolta, tracciando tutti i finaziamenti, le armi, i nomi degli agenti in azione, le false flags ecc. Faccio loro i miei complimenti e li esorto a fare domanda per entrare nel SISMI. Sono sprecati, da soli davanti al PC.

Da ignorante quale sono, suggerirei maggiore prudenza  nel prendere posizione per una parte o per altra. In particolare, raccomenderei cautela nel descrivere la rivolta anti-Janukovich come un movimento egemonizzato dall'estrema destra, pena cadere in un piccolo paradosso. Per illustrare meglio il paradosso, farò finta di violare la mia stessa raccomandazione, e descriverò Piazza Maidan (!!) come un covo di disgustosi neonazisti: 100% estrema destra. Gli "antimperialisti" saranno contenti.

Ma è proprio qui che sorge il paradosso. Il fatto è che, in Europa, i fascisti stanno con Putin, non con Maidan.

 
San Pietroburgo, 1 maggio 2014: testa del corteo neo-nazista

Riepiloghiamo. Una rivolta 100% estrema destra riesce a mobilitare molte migliaia di persone, e addirittura a scalzare un governo democraticamente eletto**. Per giunta riescono a farlo a dispetto di del regime di Putin, che dovrebbe essere considerato il successore di un nemico storico della destra europea, ossia il comunismo sovietico. Una dimostrazione di forza clamorosa; un successo senza precedenti. Ci si sarebbe aspettati che le estreme destre europee esprimessero giubilo e ammirazione per i valorosi camerati ucraini.
E invece:

-Il Fronte Nazionale francese si schiera con Putin, e da Mosca Marine Le Pen accusa l'UE di voler scatenare una nuova guerra fredda.
-Jobbik, il partito neo-fascista ungherese, definisce "esemplare" il referendum che, sotto occupazione russa, ha sancito l'anschluss della Crimea a Mosca; descrive inoltre il nuovo governo di Kiev come sciovinista e illegittimo (Jobbik che accusa qualcuno di sciovinismo è un'eccezionale gesto di comicità involontaria).
-Alba Dorata grida al complotto occidentale e giudaico contro l'Ucraina ortodossa (dunque russa). I simpatici esponenti del movimento neo-nazista hanno un discreto problema di coordinamento con la tesi secondo la quale l'attuale governo di Kiev sarebbe composto da estremisti anti-semiti, ma tant'è.
-Il British National Party, formazione rispetto alla quale Nigel Farage è un moderato democristiano, si schiera apertamente con Mosca, al più ricordando ai nazionalisti ucraini che non è stata la Russia a causare disastri nel loro paese, bensì il bolscevismo.
-Anche i fascisti spagnoli si scagliano contro i nazionalisti ucraini, accusandoli di essersi resi complici di un complotto sionista (daje), e mettono in guardia contro le persecuzioni dei cittadini russi che il governo di Kiev starebbe attuando.
E potremmo andare avanti.

Interludio sui pagliacci italiani
Le principali forze neo-fasciste italiane si sono trovate, negli ultimi mesi, di fronte ad un dilemma: sostenere Putin, come facevano e fanno tutti i camerati europei, oppure mantenere ferma la collaborazione col partito di estrema destra ucraino Svoboda? Per un qualche caso della storia che non mi è chiaro, sia Forza Nuova sia Casa Pound avevano, negli anni, allacciato legami con la formazione ucraina. Purtroppo il sito di FN è inaccessibile, ma se non lo fosse potrei linkare una prima intervista al segretario di Svoboda (gennaio), la cui narrazione dei fatti era interamente sottoscritta dai neo-fascisti italiani; poi un'accorata lettera aperta di Roberto Fiore sempre al segretario di quel partito, in cui raccomandava di non farsi incantare dalle sirene di NATO e UE (febbraio) : infine un timido sostegno alle ragioni della Russia in occasione del referendum ucraino (marzo). Un simile percorso di "smarcamento" dalle originarie posizioni filo-Svoboda ha interessato anche C.P. Va detto che questa ambiguità ha contraddistinto, nell'ambito dell'estrema destra italiana, soltanto queste due formazioni; altri soggetti hanno addirittura suggerito che il nostro paese segua l'esempio della Crimea (gulp!)

Conclusione
Qui i conti non tornano. Come mai i fascisti europei non solidarizzano con quelli ucraini, nemmeno dopo che questi hanno ottenuto una vittoria che i camerati occidentali semplicemente si sognano? Perché gli estremisti di destra vanno matti per Putin?
Non basta a spiegare questo fenomeno che tra i "ribelli filo-russi" in Ucraina vi siano molti più neo-nazisti che a Maidan, o che nella Russia di oggi sia possibile assistere a scene come quella descritta dalla foto sopra. C'è in ballo qualcosa di più profondo. Ne parleremo in un prossimo post. (C.M.)




*Bandera fece un patto con i nazisti, che durò meno di due mesi (maggio-luglio 1941), dopo il quale i tedeschi lo imprigionarono in un Lager insieme alla dirigenza del suo movimento. Utilizzando lo stesso criterio allora dovremmo definire nazisti anche Stalin e i dirigenti del PCUS, i quali fecero un patto con Hitler per spartirsi l'intera europa orientale, patto che durò quasi due anni (agosto '39-giugno '41). Senza questo patto probabilmente non avremmo avuto l'invasione della Polonia, la seconda guerra mondiale, l'Olocausto e via dicendo. Va da sé che quanto detto non significa che qui qualcuno provi "simpatia" per la figura storia di Bandera; semplicemente non è corretto descriverlo, come molti fanno, come un membro onorario delle SS.

** Si fa per dire. Grazie alla più classica delle leggi truffa, nel 2012 il 30% raccolto dal Partito delle Regioni si tradusse nel 42% dei seggi. Per fare un paragone, i partiti "filo-occidentali" raccolsero il 51% dei voti popolari, ma solo il 40% dei seggi. La maggior parte dei deputati dal Partito delle Regioni volterà poi le spalle a Janukovich, destituendolo con un voto parlamentare. 

123 commenti:

  1. DISCLAIMER: qualora non fosse chiaro, questo NON è un post sull'Ucraina; è un post sulle reazioni agli eventi ucraini presso le formazioni europee di estrema destra. Qui NON si discute della dinamica degli eventi di Kiev, di quanto avvenuto a Odessa, di quanto avviene a Donetsk, ecc ecc. Gli interventi off-topic non saranno pubblicati.

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  2. Ribadisco per l'ultima volta che i commenti anonimi non sono ammessi.

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  3. epperò Claudio come può sfuggirti la chiave di lettura della faccenda? non penso ci sia bisogno di esser esperti di Ucraina per capire.

    La frattura UE-Russia che si sta creando, fortemente voluta dagli USA che difatti appoggiano gli aiuti del FMI al governo di Kiev e sono in prima linea nel contrastare - diplomaticamente e non - le mosse dell'opposizione del Donbass, è funzionale al disegno relativo al Trattato di libero scambio transatlantico.

    La dottrina Brzezinski che vuole l'Europa separata commercialmente dalla Russia ("Comprate il Gas liquefatto americano") e la NATO estesa fino ai bordi russi. infatti gli Stati Uniti hanno più volte manifestato interesse per l'adesione dell'Ucraina alla NATO, sebbene nulla sia stato ancora portato avanti in concreto.

    La nuova cortina di ferro è funzionale alla "guerra al resto del mondo" (come TU STESSO la chiami) che il blocco USA-UE (soprattutto gli USA - essendo che diversi paesi UE sono riluttanti ad andare fino in fondo aldilà delle dichiarazioni di facciata) vuole lanciare partendo dal TTIP transatlantico.

    E' dunque del tutto logico che chi si oppone al sistema UE, fascista o non fascista, nazista o liberista (Nigel Farage in UK) si schieri dalla parte di Putin o almeno sia fortemente critico sulla gestione scellerata del blocco occidentale della questione ucraina.

    PERCHE' i partiti che si oppongono alla visione del mondo unipolare-USA sono soltanto quelli di estrema destra? questa è la domanda.

    PS: immagino tu sia informato anche sugli episodi di violenza verificatisi fra Guardia nazionale ucraina e CIVILI russi disarmati nel Donbass...a Mariupol...davanti ad alcune sedi del dubbio referendum in corso ora.

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    1. Come complicate inutilmente le cose...

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    2. Credo che tutte le risposte si trovino dentro l'articolo di Bloomberg che ha postato:

      Alba dorata e' finanziata da Putin
      Jobbik definisce la Russia un partner strategico
      La Le Pen (che e' difficile da accomunare agli altri partiti, ma per amor di discussione lasciamo perdere questo punto) pure.

      Quindi ricostruiamo la situazione in maniera piu' contestualizzata, vuole?

      Ad EuroMaidan ci sono forze che appartengono al network nero europeo? Si, e' evidente dal gemellaggio tra FN, CasaPau e Pravy Sektor. Queste forze sono usate come truppe di manovra dai padroni euroamericani che hanno insediato il governo Yatseniuk (leggere intercettazioni, please), spero che di questo non si debba stare a discutere.

      Come sono messi i camerati ucraini tra i loro consimili europei? In netta minoranza, lo mostrano le reazioni degli altre formazioni e lo smarcamento di FN e CasaPau.

      Perche' sono in netta minoranza? Perche' Putin sta provvedendo ad attrarre alla Russia le formazioni "antagoniste" di destra europee. Perche' queste si fanno attrarre? Perche' la Russia e' un partner strategico per mettere fine al delirio euroatlantico. Nel caso della Le Pen, la Russia e' il partner ideale per controbilanciare la Germania, e storicamente la Francia ha sempre sviluppato le relazioni russe in quest'ottica.

      Perche' Putin sta facendo questo? Mah, forse perche' le destre piu' o meno estreme sono le uniche forze che si stanno scagliando violentemente contro il progetto euroatlantico - Ue e nato, con l'incomodo (per loro) dell'euro - il cui fine e' sgretolare la Russia (legga cosa scrive Brzezinski, la cui dottrina gli americani seguono a menadito, almeno dell'Ucraina conoscera' quel che di indispensabile c'e' da sapere). Putin sta cercando alleati dentro la Ue: questi ci sono, di disponibili.

      Putin sta usando a sua volta fascisti russi per fomentare la guerra asimmetrica nelle regioni orientali? Perche', che si aspettava? Che sia cosi' stupido da invadere l'Ucraina? Quando i giochi si fanno sporchi, a chi ti rivolgi se non a quelli che a menar le mani sono sempre pronti? O mandava a combattere un bel collettivo studentesco di sinistra? Crede davvero che la Russia rinuncera' all'Ucraina senza batter ciglio?

      La vera domanda e': ma perche' Putin non cerca alleanze a sinistra? Mah, potremmo fare un sacco di bei discorsi sull'ideologia di Putin (che sicuramente pesa), ma tutto si riduce ad una triste constatazione: perche' a sinistra non c'e' nessuno che metta radicalmente in dubbio quel progetto che per la Russia e' esiziale.
      Lei che ne dice? Anche Putin dovrebbe sostenere quei "castigamatti" del M5S? Gia', dimenticavo: quelli sono sostenuti da Lehman Brothers, e mi sa che Putin non ci va molto d'accordo con la finanza americana. Che ci vuole fare? Ognuno si sceglie (o e' scelto da) i suoi campioni.

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    3. I 5 stelle sono sostenuti da Lehman Brothers. Cioè da un istituto finanziario fallito sei anni fa. Applausi.

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    4. Mi perdoni, refuso da parte mia: era Goldman Sachs. Sa, stamani andavo di fretta.

      E non dimentichiamoci l'ambasciatore americano in Italia

      Ora che abbiamo messo a posto questi importantissimi dettagli, che altrimenti avrebbero mandato all'aria il core del ragionamento (sarcastic mode off), mi risponde nel merito?





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    5. Quando ho tempo e voglia, grazie.

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    6. Cioè la Goldman Sachs dice che Grillo è la cosa più pericolosa capitata in Europa subito dopo le elezioni del 2013 (se vuoi cercarlo su google vedi marzo 2013) e la finanzia pure? Cioè pure i complottisti della domenica qui?

      Goand

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    7. Le ricordo che non è Grillo il tema della discussione.

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    8. Ottimo articolo e buonissimi i vostri spunti di riflessione, ho letto questi commenti e mi sento di fare una piccola precisazione, la "BANCA" che è partner della Casaleggio Associati non è la "fallita" Lehman Brothers (nel recente film con Di Caprio viene raccontata la vera verità di come funzionano le cose tra banksters) ma la JP Morgan, per G.S. in Italia è già tutta roba sua... quindi perchè dovrebbe controllare anche una finta opposizione disorganizzata? :D

      Come è scritto nell'articolo, la realtà è che non c'è una vera opposizione "interna" negli stati NATO alla monovisione liberalliberista dei falchi di Washington e quindi chi "sta con Putin" (almeno dal mio punto di vista, filosoficamente) si attacca al primo "partito" utile per esprimere la propria azione politica.

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  4. Il programma economico (scusa se e' poco) della Le Pen e' di fatto scritto da un economista marxista.
    Dunque?

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    1. Dunque si tratta di un programma economico marxista, e ciò fa di Marine Le Pen un soggetto politico rivoluzionario e comunista. Sarebbe folle non votarla alle prossime elezioni. Ovvio.

      Grazie del contributo.

      (se d'ora in poi volessimo rimanere in topic, grazie)

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    2. Io sono stato all ' argomento, laddove tu avevi scritto che il programma di Svoboda era simile a quello Le Pen.
      Da qui il mio "dunque".

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    3. È molto simile, in effetti. Basta guardare ai suoi contenuti. Sarebbe il caso di farlo.

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  5. Credo sia necessario distinguere tra le destre e i fascismi europei.
    Sarebbe più interessante cercare di capire perché le sinistre si schierano con i golpisti di Kiev, con i governi della troika, con il capitale anziché con il lavoro.

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    1. Un altro interrogativo potrebbe essere il seguente: come mai i comunisti di tutti i paesi hanno, sulle vicende ucraine, la medesima posizione delle forze neofasciste su richiamate?

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    2. Perché siamo al livello di scapoli-ammogliati, Fantozzi docet.
      Perché non c'è nessuna capacità di analizzare la realtà, per quella che è e fuori da schemi obsoleti. Se l'Ucraina è appoggiata dagli Stati Uniti, no bbuono. Putin rappresenta la Russia, quindi il comunismo. BBuono. Idiozia allo stato puro, la dimostrazione della eutanasia di questa sorta di vetero-stalinismo idiota. Le motivazioni anti-globalizzazione e anti-euro della destra invece un senso ce l'ha. Concordo con quanto ha scritto Riccardo.

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    3. È verissimo: la destra radicale può essere presa sul serio, il neo-stalinismo "campista" no; è pura spazzatura.

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    4. Non prenderei sul serio nessun radicalismo incline alla violenza. Sappiamo che gli opposti estremismi possono essere usati.
      E gli oligarchi, anche quelli della UE, tengono i fili.

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  6. Gaetano Siciliano (nome e cognome autentico).

    Solo per dire che bisognerebbe distinguere tra le destre e i fascismi europei.
    E operare una distinzione tra gli europeisti (ed euristi) e i contrari.
    FN ad esempio in Italia sembra aver finto un antieuropeismo che è caduto con l'appoggio a Svoboda.
    Il discorso non si esaurisce con chi si solidarizza ma con cosa. Chi solidarizza con il governo golpista e criminale di Kiev (perché di questo si tratta) non solidarizza con l'autodeterminazione degli ucraini ma piuttosto anche con la UE e la troika. E questo è molto più imbarazzante per le sinistre europee la cui confusione ideologica e il suo schieramento "capitalista" è causa, a mio avviso, anche dello sviluppo di questi movimenti.

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  7. le destra neofascista italiana, e piu' in generale quella europea, ha storicamente almeno due livelli politici. Quello formale e quello materiale. A livello formale, la destra neofascista (ma sarebbe piu' corretto definirla neonazista) e' "anti-occidentale", anti-NATO, anti-statunitense ecc. E' l'unico modo in cui puo' strumentalizzare la "massa" dei propri aderenti, camerati che non faranno mai carriera all'interno dei vari movimenti, ma che sono vera e propria carne da cannone. Gente buona per i lavori sporchi, per i pogrom, per le violenze e le intimidazioni, regolarmente ordinate dall'alto all'insegna del (patetico) militarismo straccione di cui queste formazioni sono pregne. Il secondo livello invece, quello materiale, e' quello che maneggia i soldi e i rapporti con le forze di sicurezza del proprio paese. La storia della strategia della tensione ci dice esattamente questo. Quindi le contraddizioni che lei denuncia nei messaggi delle organizzazioni europee (e italiane) neonaziste sono ovvie e scontate. Quanto all'estrema destra russa, e' tema off-topic, quindi mi astengo. Mi astengo anche su Ucraina, Crimea, Russia ecc. E pure su questa grottesca ondata di russofobia che sta ricacciandoci indietro di 30'anni.

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  8. Se vuole dire qualcosa sull'estrema destra russa si accomodi.

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  9. benissimo...
    La conosco piuttosto bene, avendone intervistato a lungo i capi negli anni '90 per la mia tesi di laurea, e avendola poi seguita per via del mio lavoro.
    La destra estrema russa si divide, molto grossolanamente, in in due categorie essenziali: chi usa simboli e nomi che richiamano il nazismo (che in russo si chiama "fascismo"), e chi no. I primi sono dei marginali (come quelli della foto), albergano letteralmente nei bassifondi della societa' russa, e non hanno alcun peso politico. per il semplice fatto che mettersi (storicamente) dalla parte di chi ha invaso il paese e condotto contro di esso una guerra di sterminio all'insegna di "slavo uguale subumano", col contorno di oltre venti milioni di morti, e' ovviamente suicida. Per simile feccia vale lo stesso doppio livello del caso italiano e europeo.
    Per la cronaca, negli anni 30 e 40 e' esistito un partito fascista russo, ferocemente antisemita, attivo presso l'emigrazione russa in Manciuria, e indegnamente al servizio dei giapponesi contro il loro stesso paese. Nel 1945, tutti i fascisti russi catturati dall'Armata rossa in Manciuria sono stati portati a Mosca e impiccati come traditori.
    L'altra estrema destra russa, che e' invece estremamente influente, e' per lo piu' di matrice "eurasista", e si riallaccia al filone degli slavofili dell'Ottocento, manifestando un comprensibile fervore per zar come Nicola I e Alessandro III, e un molto meno comprensibile fervore per Stalin, che non e' mai stato tenero con questa corrente culturale e politica. Putin non e' esattamente un "eurasista". O meglio, lo definirei un eurasista riluttante: siamo noi che lo abbiamo costretto a muoversi in quella direzione, non lasciandogli altra alternativa. Quindi, sebbene la destra estrema eurasista sia attualmente influente, e' comunque solo tollerata dalle parti del Cremlino. Perche' esiste una ideologia "statista", che e' largamente basata sulla tradizione sovietica di matrice staliniana (in senso geopolitico). La quale ultima, a sua volta, si iscrive nel solco della tradizione "statista" russa fondata da Ivan IV, il Terribile.
    Spero di non essere stato troppo prolisso e noioso...

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    1. Interessante. Mi permetta di sfruttare la sua competenza.

      Per quel che vale, sono convinto che il fenomeno davvero interessante sia l'eurasiatismo, e in particolare la produzione e l'attività di Dugin. Per essere precisi, è quello che mi spaventa di più.

      Sullo specifico dei neo-nazisti: lei è sicuro che siano così marginali in Russia? Glielo chiedo perché dispongo di informazioni contraddittorie, contenute in particolare negli scritti di Guido Caldiron (autore che le è noto, immagino), le quali configurano una sorta di collaborazione materiale tra Cremlino e neonazisti (o per il tramite di Zhirinovsky, o senza). In fondo anche la foto che ho postato è significativa: non credo che in un paese come la Russia sarebbe possibile, per un movimento neonazista, organizzare una parata a Pietroburgo il 1 maggio senza il beneplacito delle autorità.

      Quanto alla "scelta suicida", ci andrei cauto. Le rappresaglie tedesche in Italia non hanno mai realmente frenato il fenomeno del neofascismo nel nostro paese. Quanto alla Russia, un noto sondaggio di qualche anno fa indicava in Adolf Hitler il personaggio storico più ammirato dai giovani russi (oltre il 25% degli intervistati). Ho l'impressione che il nazismo, in quanto fenomento irrazionale, sia in grado di andare oltre le contraddizioni della storia.

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    2. No, anzi. Hai bibliografia di qualità da indicare? Per esempio, il testo di Shenfield com'è? Grazie.

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    3. Interessanti le tue considerazioni, Giovanni b. Potresti dilungarti ulteriormente, in particolare sulla componente "euroasista" che richiamava anche Claudio?
      Mi ricordo in passato di rapporti tra il Partito Comuniusta Russo di Zyuganov e il gruppo di estrema destra facente riferimento alla rivista Orion, qui un riferimento non so quanto corretto
      http://archiviostorico.corriere.it/1996/giugno/30/Zyuganov_gli_amici_italiani_co_0_96063012962.shtml

      comunque questo da conferma a quella distinzione dei due livelli politici "formale" e "materiale" a cui facevi riferimento. E "materiale" significa credo appoggio dei "destrorsi" a quella potenza geopolitica che assicura sostegni finanziari o di vario genere, concordi? Ci sarebbe modo di leggere la tua tesi? Grazie comunque dell'intervento molto interessante.
      Lumumba

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    4. a Claudio e Anonimo:
      puo' essere vero che il Cremlino (del filo-occidentale El'cin...) abbia usato i neonazisti come "massa" di manovra per lavori di bassa manovalanza in passato, ma non certo sulla scala allora paventata. La stessa cosa vale oggi. Mi ricordo tante anime belle, negli anni '90, terrorizzate dalla riapparizione dei centoneri, cosa che per fortuna non si e' materializzata. Putin, semplicemente, non ha affatto bisogno di simile feccia per controllare le piazze o anche solo per fare il controcanto ai "liberali".
      Il "neofascismo" italiano, credo, e' al 99% nostalgico della RSI e non del ventennio. Ergo e' tecnicamente "neonazista" piuttosto che neofascista. La RSI ha avuto una sua durata, sue istituzioni, suoi miti e una sua mistica: l'uso degli ex repubblichini da parte del Viminale e degli Usa nel dopoguerra ha "sdoganato" di fatto questo settore, strappando loro di dosso il marchio piu' infamante, che era quello di essere traditori al soldo dei tedeschi. Caduta questa accusa, e' politicamente pensabile essere neonazisti in Italia, ma resta suicida in Russia. A mio avviso, sia chiaro.
      Su Dugin ho un aneddoto: era all'interno del parlamento coi comunisti di Zjuganov nel 1993, quando il "democratico" El'cin prese l'edificio a cannonate. Zjuganov, pero', ne era uscito il giorno prima e era andato alla tv a dissociarsi dalla violenza. Perche' ragionava in termini politici e seguiva le sue idee e non quelle di Dugin che, invece, e' sostanzialmente una mosca cocchiera. Figurati come puo' essere il rapporto tra Dugin e Putin, che ha immensamente piu' potere dello Zjuganov del 1993. Putin usa quel che vuole dell'eurasismo, e tanti saluti. La stessa cosa faceva Stalin col nazionalismo granderusso: recuperava cio' che voleva, e poi impiccava i nazionalisti illusi che pensavano di averlo "conquistato alla causa".
      Se posso riassumere per sommi capi:
      - Putin e' uno statista con le idee molto chiare e una sua agenda
      - i neofascisti russi sono dei marginali che, al piu', possono costituire una minaccia relativa per l'ordine pubblico
      - i neonazisti europei sono alle prese con una dura contraddizione, perche' da un lato hanno i militanti allenati a un "anti-imperislismo" di maniera che prevederebbe il sostegno a Putin nella fattispecie ucraina, e dall'altro hanno i loro finanziatori e i loro burattinai che stanno esattamente dall'altra parte, come sempre. Tanti auguri a loro.

      Finisco con due note: la manifestazione il 1 maggio dei neonazisti a S. Pietroburgo dimostra che la Russia non e' piu' una dittatura, da un lato, e dall'altro il fatto che quella citta', purtroppo, e' notoriamente la culla e l'albergo principale dei lumpen neonazisti in Russia. In secondo luogo, Zhirinovsky e', altrettanto notoriamente, un agente dello Stato russo, il cui unico ruolo dal 1991 a oggi, e' stato quello di irretire la destra estrema e marginale per evitare che debordi e diventi una forza eversiva. Ecco perche' Zhirinovsky flirta da sempre coll'antisemitismo, ma poi vota sistematicamente col governo alla Duma.

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    5. Grazie dei tuoi interventi, Giovanni b. Rimangono sempre attuali le mie domande, comunque ti sarei grato se potessi segnalarci fonti che ritieni valide sulla estrema destra russa e più in generale sulla politica interna di Putin ed i suoi rapporti con l'eurasismo. Saluti
      Lumumba

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  10. in attesa di qualcosa di più profondo, esprimo la mia perplessità su questo post, ed è la prima volta che mi capita sui tuoi interventi di politica estera

    a me non sembra affatto strano che i nazionalisti dei vari paesi europei si stiano disponendo secondo questo allineamento

    dal mero punto di vista ideologico, c'è un nazionalismo filo-occidentale, che in questo momento è sostenuto ed utilizzato da elite filo-occidentali, secondo l'integralismo di mercato che conosciamo, ed un nazionalismo anti-occidentale, che ha trovato in questi anni un collante nell'opposizione all'Unione Europea. In nome di una critica da destra dei mercati questo nazionalismo ha trovato in Putin un riferimento, e lo stesso Putin nel suo ultimo mandato si è avvicinato molto a questa "cultura" politica e ai suoi esponenti

    visto il modo in cui l'Unione Europea è intervenuta in questa crisi, il perfetto tempismo dell'allineamento con il FMI, direi che tutto torna

    saluti
    urs

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    1. Aspetta non ci siamo capiti.

      Nemmeno io trovo nulla di strano nel fatto che i nazionalisti europei vadano matti per Putin, sia ben chiaro. Segnalo un paradosso: se è vero che la rivolta di Kiev era "gazzarra fascista", è necessario chiarire perché i fascisti europei non la sostengono e anzi la contrastano. Dunque:

      1) o la rivolta di Kiev non era affatto fascista
      2) o i nemici della rivolta di Kiev sono ideologicamente più appetibili per i fascisti europei
      3) una combinazione delle precedenti.

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    2. caro claudio,

      questo ragionamento è di un semplicismo che mi sorprende. I socialisti e i liberali, essendo teoricamente internazionalisti, hanno un obbligo di coerenza ideologica negli allineamenti internazionali. I nazionalisti, avendo una cultura particolaristica, non hanno alcun obbligo di coerenza ideologica negli allineamenti internazionali. Anzi, avendo una cultura politica particolaristica, i nazionalismi hanno dei connotati ideologici che dipendono da determinati allineamenti internazionali, e mutano con essi. Ci sono nazionalismi amici e nazionalismi nemici, è così da sempre

      Per esempio, i nazionalisti polacchi, e quelli di qualche altro paese dell'est, sono allineatissimi e in pieno coordinamento con i fascisti di Kiev. I nazionalisti ungheresi, invece, sono allineati con i russi, e questo è un caso di studio interessante per un'analisi comparata, che secondo me può trovare spiegazione nella diversa storia dei regimi comunisti dell'est europeo, e nei diversi equilibri sociali e di elite su cui si sono sostenuti

      Poi ci sono i nazionalisti e conservatori del mondo anglo-americano che sono anch'essi allineati con i nazionalisti di Kiev. Anche qui basta il mainstream per ricostruire i legami, non c'è bisogno di informazioni segrete.

      Come si sono posizionati Farage e compagni? Il nostro Evans-Pritchard, apprezzato fustigatore della EU, ha espresso posizioni russofobe che sfociano nel wishful thinking (vedi l'articolo sui rapporti Russia-Cina), inusuale per un tipo lucido come lui

      Le ambiguità del fascismo nostrano si spiegano agevolmente in questo quadro - e non rappresentano una situazione inedita, sono le classiche contraddizioni in cui si trovano le ideologie e i governi nazionalisti radicali

      Dire che siccome la rivolta di Kiev è fascista allora i fascisti europei avrebbero dovuto sostenerla è senza senso, è un verbalismo che mi lascia perplesso. Davvero, non capisco se è la voglia di polemizzare con alcuni anti-euro che ti ha portato a commettere un passo falso, oppure se hai in serbo una qualche sorpresa dialettica

      saluti,
      urs

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    3. Se ritieni che abbia fatto un passo falso non so che dirti, avrai ragione. Non mi stai fornendo valide ragioni per condividere la tua (finora isolata) opinione, purtroppo. Non è affatto vero che i fascisti ragionano in base a "posizioni particolaristiche". L'attrazione ideologica è forte anche nel loro campo, come dimostra la storia del Novecento, e come stanno lì ad affermarlo le varie internazionali di estrema destra che si sono create negli ultimi decenni. Anzi, sono convinto che sia proprio l'ideologia a spingere i fascisti a schierarsi con Putin.

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    4. una ragione ho provato a fornirla, mi pare:

      CI SONO ECCOME, nel mondo, nazionalisti, conservatori radicali e fascisti che si sono schierati con la rivolta e con i fascisti di Kiev, così come ci sono quelli che si sono schierati con nazionalisti, conservatori radicali e fascisti russi

      perché ti sei concentrato solo su quelli che confermano la tua tesi?

      saluti
      urs

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    5. Perché sono la stragrande maggioranza, perché sono tutti quelli significativi nel panorama dell'estrema destra (Alba dorata, Jobbik, FN), perché il loro è un posizionamento in (apparente) contrasto con la comune estrazione ideologica di alcune delle forze presenti in Piazza Indipendenza. Non era difficile.

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    6. avrebbe senso dire che i fascisti polacchi e i nazionalisti inglesi dovrebbero allinearsi con Putin, visto che anche Putin è un nazionalista conservatore tendente al fascismo?

      a parti inverse è quello che stai affermando tu

      saluti
      urs

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    7. I nazionalisti inglesi si sono schierati con Putin; e un fascista polacco può ben solidarizzare con una rivolta fascista, se si parte dall'assunto che quella rivolta fosse fascista.
      La logica del discorso è tanto semplice tanto difficile da stravolgere.

      In ogni caso, ti renderai conto che ci stiamo avvitando. Facciamo così, spostiamo l'attenzione sui pagliacci italiani. Come mai alcuni gruppi neonazisti prima erano entusiasti assertori del valore dell'insurrezione ucraina, e poi, a poco a poco, hanno finito per prenderne le distanze?

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    8. Direi semplicemente perché è fallito miseramente il principio ideale della lotta del popolo ucraino. Si sono resi conto che solidarizzano con balordi che prendono 1000 dollari a settimana per campare sparando, con un banchiere piazzato da Washington e niente altro. E poi hanno anche bisogno di legittimarsi per nuovi reclutamenti.

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    9. Che pulizia morale, questi fascisti! Quanta resipiscenza!

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    10. caro claudio,
      per quello che interessa me, non ci stiamo affatto avvitando. Comunque, riconosco che discutere con te mi costringe a degli sforzi non banali e a rimettere in discussione qualche presa di posizione. Così, sono andato a informarmi, e ho trovato alcune cose interessanti, sia per me che per te. Premetto che le informazioni trovate vanno verificate e che servirebbero ben più delle tre lingue straniere da me conosciute per farsi un idea precisa.

      partiamo: stanno con i nazionalisti/fascisti Ucraini, a oggi: NPD tedesca; nazionalisti/conservatori svedesi, polacchi, slovacchi, lituani, estoni e lettoni, mi pare anche sloveni e croati. Così anche i turchi. Non saprei dire nulla riguardo a cechi e albanesi, mentre mi pare che i romeni, cosi come gli ungheresi, hanno fatto prevalere una tradizione anti-ucraina già presente nella loro cultura politica.

      Invece, sono (per me) inaspettatamente critici, e tendenti verso la Russia, i nazionalisti danesi (a quanto pare) e finlandesi, mentre i norvegesi, pur condannando l'annessione della Crimea, invitano alla cautela, un po' come ha fatto l'olandese Wilders

      Casi per te interessanti potrebbero essere quello del FPO austriaco e del Vlaams Belang, che avevano stretti legami con Svoboda, ma si sono man mano spostati verso la Russia, anche se, mi pare di capire, dentro i partiti c'è dissenso (alcuni dirigenti hanno rifiutato l'invito russo a fare da osservatori per il referendum in Crimea). Insomma, qui qualcosa è in fermento

      questo ricorda il caso italiano da te menzionato, ma mi porta anche a fare un'osservazione: chi dobbiamo ritenere significativo? c'è dissenso, c'è discussione, c'è disagio tra i fasci - e non c'è solo casapound (questo vale anche per gli altri paesi)

      ad esempio, la fiamma tricolore mantiene il sostegno a svoboda, ma riconosce l'annessione della Crimea in nome "dell'autodeterminazione", invitando i fasci ucraini a non farsi strumentalizzare dall'imperialismo

      questo è il punto, per me: non è affatto strano, né inedito, che nazionalisti/fascisti si trovino in questa situazione quando c'è uno scontro internazionale tra fascisti, e gli allineamenti tendono a riflettere le ambiguità i pragmatismi e i paraculismi di ciascuno, come sempre accaduto in passato. La cosa importante, però, è che non è possibile dedurre dall'allineamento internazionale quale sia il "vero" fascismo, quello più "autentico", "significativo", derubricando l'altro a falso o non significativo

      i fascisti stanno con Mosca E CON KIEV. Non è possibile dedurre che la rivolta di Kiev non è fascista dal fatto che i fascisti che tu ritieni significativi stanno con Mosca. Il punto è: perché li ritieni significativi? Perché qui c'entra la critica alla UE, sennò tutta questa polemica non si spiega

      io avevo ipotizzato che si allineassero a Mosca soprattutto i perdenti dell'attuale assetto EU, o coloro che non si ritrovano nel blocco tedesco. La cosa ha delle smentite, ma è comunque da approfondire

      bene, riconosco che la mia ipotesi "storico-strategica" pura non tiene, contano anche le ideologie, a quanto pare, e c'è qualcosa in fermento, questo è chiaro. Apprezzerei di più il tuo tentativo di analisi se fosse depurato da provocazioni e polemiche a fini interni. Mi pare che la crisi ucraina non sia il caso migliore su cui fondare le tue argomentazioni

      saluti
      urs

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    11. "Apprezzerei di più il tuo tentativo di analisi se fosse depurato da provocazioni e polemiche a fini interni. Mi pare che la crisi ucraina non sia il caso migliore su cui fondare le tue argomentazioni"

      Qui francamente non ho affatto capito cosa intendi dire.

      Comunque, ti ringrazio per il censimento che hai effettuato, e che verificherò nei prossimi giorni (non perché non mi fidi, sono solo curioso).

      Mi chiedi perché io ritenga certi fascisti (o nazionalisti, così non scandalizziamo nessuno) più significativi di altri, La risposta è semplicissima: metti a confronto il peso elettorale di FN, FPO, democratici svedesi, Vlaams Belang, Alba dorata, Veri finlandesi, Jobbik, partito della libertà di Wilders, bulgari di Ataka, Grande Romania, BNP, con quello della NPD tedesca, della Fiamma Tricolore, e delle forze fasciste (attenzione, non conservatrici: fasciste) svedesi, polacche, slovacche, turche, lituane, estoni e lettoni. Non ho messo tra i primi forze timidamente pro-Putin come UKIP e AfD, proprio per il loro carattere non estremistico, né i falangisti spagnolo, per il loro scarso peso. Ebbene, le forze del primo gruppo raccoglieranno una messe di voti alle europee; le seconde gli zero virgola. È semplice.

      Infine: non ho detto che dal fatto che il 90% dei fascisti stia con Putin (perché così è) derivi necessariamente il carattere non-fascista della rivolta di Kiev. Ho detto che le possibilità erano tre, vai a rileggere. Personalmente sono indeciso tra la 2 e la 3.

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    12. Alcuni rilievi critici, secondo metodologia scientifica:

      1) distinzione fascisti, nazionalisti, conservatori radicali molto controversa e problematica.
      1a) non è univocamente fondata la sua rilevanza e non è chiara la sua incidenza rispetto al problema di studio, ovvero l’emergere di posizioni di destra estrema in Europa, i suoi connotati ideologici, le sue affiliazioni internazionali, le sue posizioni di politica estera, e rapporto tra questi fattori;
      1b) nella scienza politica non c’è consenso diffuso sui criteri di distinzione e classificazione (cioè su una delle poche cose che ci si aspetterebbe dalla scienza politica) dei vari movimenti genericamente di destra, in quale categoria includere quale movimento, etc. Proprio la figura di Putin, e la sua involuzione nell'ultimo mandato, stanno a dimostrare la rilevanza di questo problema. Non basta nemmeno affidarsi all’autodefinizione, dal momento che alcuni rifiutano di chiamarsi fascisti, etc. La distinzione, allo stato attuale, è ancora questione di senso comune, non analiticamente fondata rispetto alla soluzione di specifici problemi di studio;
      1c) anche se avessimo un criterio di classificazione, in astratto, non è automatico stabilire che sarebbe quello rilevante nel nostro caso, cioè un caso di studio comparato sui rapporti tra connotati ideologici, affiliazioni internazionali, posizioni di politica estera e successo crescente (vedi 1a). Quindi, per risolvere questo problema, dovremmo avere a monte non solo una definizione e una classificazione, ma anche una certa teoria dei rapporti tra nazionalismo, fascismo, conservatorismo etc. (e ovviamente ce l’abbiamo, anche se a livello implicito e di senso comune, ma a questo livello non basta, vedi sopra)

      [segue]
      urs

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    13. 2) chiariamoci, non voglio fare processi alle intenzioni, quindi accetto il tuo criterio di selezione, peso elettorale crescente. Il criterio è debole, volatile, spurio (e quindi rimanda continuamente ad altre questioni).
      2a) come collegare questo criterio di selezione con i punti che definiscono il problema (1a)? pura casualità? Ovvero: ci sono movimenti pro Putin, e per puro caso vediamo che stanno anche crescendo? Certo sarebbe già interessante così, ma è evidente che la cosa ci interessa, a livello di senso comune, perché crediamo che nel contesto politico attuale gli aspetti ideologici, quelli di politica estera, gli allineamenti internazionali, e i loro effetti sull’ascesa di un certo movimento sono collegati. Ebbene, come li colleghiamo?
      2b) questo, come detto, rimanda ad altri problemi. È evidente che la questione del successo di questi movimenti si impone al senso comune nel quadro della situazione dell’Unione Europea. Visto che il caso di studio ha a che fare con problemi ideologici, di politica estera e di allineamento internazionale nello scontro tra fasci sull’Ucraina, e visto il ruolo della UE nella crisi come attore, la questione si complica. Non è chiaro cosa determina cosa
      2c) il criterio del successo elettorale non è uniforme per tutti gli attori rilevanti. Prendi il caso italiano, elettoralmente casapound non esiste. Però c’è la Lega questo ci riporta ai punti 1a e 1b. E se è fondato il punto 2b, ci dovremmo mettere anche il M5S. Forse il FN è da solo il caso che si trascina dietro tutti gli altri, sennò parleremmo dell’Ungheria come di una strana particolarità. E i fascisti spagnoli, che percentuali hanno? Quelli belgi? Come facciamo a definire qual è il risultato da considerare come successo elettorale, analiticamente? Questo vale per Alba Dorata. L’olandese Wilders, che sembra in crescita, non mi sembra comunque un filo-Putin, direi che è critico del ruolo europeo nella crisi, ma non ideologicamente filo Putin (considera la questione dell’omosessualità!). Se non ci fossero, appunto, le elezioni europee, non avremmo un comune quadro di riferimento per farci parlare di un fenomeno generale, stando solo al peso elettorale. E questo ci riporta ai punti 2b e 2a. Stiamo parlando di “un’impressione”, e non di un criterio analiticamente fondato

      [segue]
      urs

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    14. Concludo. Sulla base di quanto detto, rifiuto non solo la tua ipotesi 1, ma anche la 2 e la 3. La 3 perché rimanda alla 1. La 2 perché la crisi ucraina non aggiunge nulla all’appetibilità ideologica di Putin per le destre, che pure esiste ed è da studiare. O meglio, non aggiungerebbe nulla se non ci fosse implicata la UE, che è il vero fondamento dell’impressione d’insieme che riesci a dare del fenomeno delle destre in ascesa, e sulla base di questo emerge l’illusione ottica di un legame speciale e univoco (o quasi) tra Putin e il fascismo europeo. Invece, non sappiamo come e perché i fasci dovrebbero allinearsi e prendere posizione nelle crisi internazionali. Ciò può derivare da una complessa combinazione di fattori, che abbiamo menzionato e che può essere allargata, e può essere molto volatile e dipendere sempre da nuovi sviluppi. Questo intendevo dicendo che le tue argomentazioni sull’appetibilità ideologica di Putin, che è un problema molto rilevante, sarebbero studiate meglio fuori dal caso della crisi ucraina, che invece contribuisce a intorbidare le acque, anche se rende il tutto più “spicy”.

      Mi scuso per la prolissità, ma visto l’approfondimento della discussione valeva secondo me la pena di essere precisi

      C’est tout
      urs

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    15. Forse ho individuato la radice dell'incomprensione. Non è che le (estreme) destre amano Putin per come si è comportato nella crisi Ucraina; siccome lo amano, per ragioni tutte da discutere, lodano ogni sua iniziativa in qualsiasi campo, compreso quello ucraino (che è quello più clamoroso). Ecco il punto. È vero che le connessioni tra Putin e l'internazionale nera potrebbero essere studiate a prescidere dalla crisi ucraina; ma è anche vero che la crisi ucraina è un ottimo e concreto esempio della convergenza, ormai strutturale, tra l'internazionale nera e Putin.

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  11. Azzardo la mia ipotesi.

    Putin, semplificandola, è di destra. Va detto che la concezione della democrazia russa è più di tipo consociativo. Non si può di certo dire che Zjuganov sia temerario, in fin dei conti è come rc da noi. Opposizione molto prona ai vincitori, si segue il capo che media tra i vari interessi oligarchici e non, di qui forse anche l'atteggiamento dei partiti comunisti ucraini.

    I fascisti nostrani avranno voluto scegliere fra chi interpreteva i propri ideali e aveva la forza per propagandarli nel mondo. La Russia putiniana è di certo più forte dell'Ucraina e potenzialmente un buon alleato.

    La vera domanda è perchè gli USA stanno a guardare? Danno spazio a Putin per non farlo scivolare verso la Cina? O forse più semplicemente non hanno ancora deciso che strategia percorrere (anche se mi suona strano, dopo la Siria un qualche tipo di analisi l'avranno dovuta pur fare).

    Riccardo.

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    1. Ottimo commento, grazie.

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    2. Peraltro sei l'unico che sembra essersi accortoche gli USA stanno a guardare, complottismi a parte. Non voglio aprire un dibattito su questo, ma due mesi fa twittai: Putin farà quello che vuole in Ucraina, e l'occidente non alzerà un dito per fermarlo. Appunto.

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    3. Gli USA stanno a guardare?

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    4. Mind my lips:

      "Non voglio aprire un dibattito su questo".

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  12. Solo adesso ho letto i post di giovanni b. che è sicuramente è più edotto di noi sulla Russia. Posso chiedergli se ci può dare qualche fonte non inquinata ideologicamente per capire meglio la russia, io le idee che mi sono fatto derivano forse da fonti di parte che con cui è difficile separare il grano da loglio. Grazie. Ottimo post di Claudio anche se non lo condivido in alcune parti.

    Riccardo.

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    1. Mi unisco ai complimenti e alle richieste a giovanni b.

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  13. Quello che è successo ad Odessa sarebbe opera di russi quindi?

    http://www.aldogiannuli.it/2014/05/merkel-e-hollande-complici-pogrom-di-odessa/

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    1. Gaetano, io ho aperto la discussione con queste parole:

      "qualora non fosse chiaro, questo NON è un post sull'Ucraina; è un post sulle reazioni agli eventi ucraini presso le formazioni europee di estrema destra. Qui NON si discute della dinamica degli eventi di Kiev, di quanto avvenuto a Odessa, di quanto avviene a Donetsk, ecc ecc"

      Io questo suo commento glielo passo, poi stop (e vale per tutti). Aprire un dibattito su queste cose, qui, non avrebbe alcun senso.

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    2. ha ragione,non avevo fatto attenzione

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  14. Mi verrebbe tanta voglia di rispondere con una domanda: perchè aspettarsi dai fascisti che assumano posizioni organicamente ed unitariamente coerenti?

    Dove sono speculano sulle contraddizioni del luogo per capitalizzare un consenso, e poi normalmente si impantanano sulle proprie false spiegazioni signoraggiste e complottiste domoplutogiudaico massoniche, proprio perchè nel merito dei rapporti di produzione nhon son capaci e non sono interessati ad entrare.
    Si dicono antimperialisti, solo quando si tratta di condannare l'imperialismo che non è italiano ( quindi il problema non è quel che i francesi vanno a fare in Libia, ma il fatto che Elf e Total possano sottrarre un buon affare ad Eni quando ancora non era di proprietà russa ).
    Mentre a sinistra un certo principio vale sempre, a destra non è detto.

    Partiti molto simili come FN in francia e FPÖ in Austria hanno opinioni diverse.
    FPÖ critica l'euro, ma alla fine i suoi leader non dicono di voler traghettare il paese fuori dall'unione monetaria.
    Perchè due partiti decisamente di destra e con programmi e culture di riferimento circa sovrapponibili dicono cose diverse su un tema cruciale?
    Perchè nell'euro l'Austria è un paese core, la Francia un paese che sta rapidamente degradando alla condizione di paese periferico.

    Dunque, tornando a bomba, nella nostra parte d'Europa i fascisti ora, in larga maggioranza, capitalizzano consenso demonizzando l'UE, magari accusandola ( altro esempio di comicità involontaria ) di essere strutturalmente fascista.
    Il che sarebbe magari anche vero, ma diventa ridicolo se lo dicono loro.
    Altrove non è detto che sia così, si capitalizzano le contraddizioni che ogni luogo presenta, senza nessuna pretesa di organicità e coerenza internazionale.

    Tanto l'elemento unificante per loro non è avere una idea condivisa di politica economica, e nemmno di parte che si vuol essere nel conflitto di classe, ma il complotto demoplutogiudaicomassonico.

    Per chi spiega la realtà a complotti, in primis a sé stesso, credo sia normale non avere una lucida coerenza di azione.

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  15. Ostinarsi ad osservare gli eventi del nuovo millennio attraverso le lenti delle categorie politiche che si usavano nel secolo scorso, può dare una percezione distorta della realtà. Come la società, anche la filosofia, la sociologia e la politica si evolvono con essa. Il pensiero degli uomini cambia e le antiche categorie devono essere riadattate alla nuova realtà. Continuare a voler inquadrare atti e pensieri degli uomini all’interno degli antichi recinti della Destra e della Sinistra, non consente di distinguere i nuovi processi in atto nella società, che di fatto tali recinti hanno già scavalcato, dando luogo a nuove forme di pensiero politico, che sono frutto dell’ovvia evoluzione delle vicende umane, ovvero della Storia.

    Destra e Sinistra hanno rappresentato pensieri ed ideali di uomini abbastanza diversi da noi, all’interno di società enormemente mutate nel corso del secolo scorso. Riconoscendosi in tali categorie, gli uomini del passato recente si sono impegnati e battuti, anche con le armi, al pari di altri uomini appartenuti ad un passato più remoto che a lungo si divisero tra Guelfi e Ghibellini.

    Certo, Karl Marx ci spiega che la Storia è l’eterno conflitto tra classi dominanti e classi subalterne, e la Sinistra è a favore delle classi subalterne. Ma nella Storia accade anche che le classi si scambino i ruoli, o che le classi subordinate preferiscano obbedire alla classe dominante nazionale, piuttosto che allearsi con le classi subordinate dei paesi stranieri, massacrandosi a vicenda.

    Nella complessa società attuale, poi, è diventato estremamente difficile identificare la classe dominante. Chi domina veramente? L’un per cento più ricco del pianeta? Le grandi banche e i loro top manager? Le varie caste politiche? L’apparato militare e industriale degli eserciti? Le corporation multinazionali? I mass-media pervasivi? Le burocrazie e le tecnocrazie statali?

    Molto più facile identificare le classi subalterne, nei diversi strati della piramide sociale, a partire da quelli più in basso occupati dagli ultimi della terra, coloro che in ogni angolo del mondo hanno solo gli occhi per piangere e le braccia per faticare.

    Purtroppo, Destra e Sinistra vengono ormai sfruttate in termini di consenso elettorale, in quanto simboli emotivi d’appartenenza, al pari dei gonfaloni cittadini o dei colori delle squadre di calcio, indipendentemente dalle posizioni concretamente a favore delle classi dominanti piuttosto che di quelle subordinate.

    Ecco dunque il paradosso di formazioni politiche etichettate di destra che fanno propri temi e lotte dismessi dalla sinistra, ma ancora percepiti come importanti in vasti strati popolari. Forse dovremmo tutti ricordare quella massima di Confucio, resa celebre da Mao: “Non importa di che colore sia il gatto. Importante è che prenda il topo”.

    Se c’è una lezione che dovremmo trarre dalla fine delle ideologie, grazie all'affermazione globale dell’economia (che è l’ideologia dietro al denaro), è quella di essere pragmatici e giudicare leader, partiti e movimenti esclusivamente dai fatti concreti, piuttosto che dalle parole e dalle bandiere.

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    1. Questa è una lezione che, a mio modesto avviso, le formazioni di estrema destra hanno ben appreso.

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    2. Posso dire che non sono per niente d'accordo con questa analisi? Spero di non offendere Bruno. La nazionalizzazione delle masse è un fenomeno ricorrente. "Il rinnegato Kautsky" è l'invettiva di Lenin del 1918. L'accusa era proprio che la classe operaia si alleasse con la borghesia tedesca per spartirsi i vantaggi dell'imperialismo. Voglio dire, sono fenomeni ricorrenti. Forse in Germania, oggi, sta accadendo qualcosa di simile, almeno tra i lavoratori garantiti, non certo quelli dei mini-job. Ma poi, il processo di accumulazione capitalistico ha assunto forme differenti? Non credo proprio. Se si analizzano bene le cose, si vede che la Finanza (cattiva...) e il Capitale Produttivo (bbuono...) funzionano perfettamente in sincronia. Anzi, una è funzione dell'altra. Sarebbe troppo lungo da spiegare, magari un'altra volta. La retorica dell'1%, dal mio punto di vista, è quanto di più dannoso sia stato prodotto recentemente. Il capitalismo è sempre capitalismo. Solo che, come ci aveva spiegato Marx, si deve espandere, deve superare i vincoli regionali e nazionali. Il meccanismo di estrazione del valore è sempre quello però, anche se magari si succhia il sangue di più ad un indiano che a un francese. Per ora.

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  16. http://www.casapounditalia.org/2014/02/ucraina-casapound-sovranita.html

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    1. Grazie della segnalazione. Ecco la posizione di Casapau a febbraio; si stava già affacciando una certa timidezza.

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  17. Salve, a me sembra che la contraddizione non sia così significativa: le forze citate sono tutte selvaggiamente antieuropee, quindi mi pare credibile che le basi della loro posizione siano non le identità politiche delle forze in campo ma della "mano" che le muove, in specie UE/NATO/USA.

    In linea generale ho sempre trovato strano che i nazionalismi possano collaborare anziché farsi guerra permanente perché è nel loro dna l'istanza suprematista che è inconciliabile con quella altrui, quindi se "litigano" fra loro mi pare alla fine nell'ordine delle cose!

    Valmor

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    1. Al di là della considerazione che la rivolta di Kiev sia eterodiretta da Washington, che equivale a dire che il popolo di Kiev non ha nessun ruolo nella vicenza, essendo al più burattino; le faccio una domanda: perché i nazionalisti europei (chiamiamoli così) preferiscono Putin all'egemonia dell'Occidente (chiamiamola così)?
      Naturalmente la domanda è rivolta a chiunque voglia rispondere.

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    2. Che siano solo i nazionalisti a preferire Putin non lo credo chiedere in Italia a ENI, Finmeccanica e compagnia mentre fuori ai vari settori strategici tedeschi o francesi. In realtà il gioco è facile, l'Europa e gli stati europei non vogliono nessuna egemonia ''occidentale'' cioè americana per il semplice fatto che qualsiasi potere politico minimamente sano non tollera nessuno sopra di se. E mi pare che gli americani dentro alla amatissima alleanza atlantica non è che abbiano solo un primato d'onore, hanno il totale controllo.
      Che questo fatto sia inaccettabile penso che sia condiviso dentro a qualsiasi schieramento politico europeo da sud a nord, da est a ovest e da destra a sinistra.
      Poi qualcuno lo esplicita addirittura nel suo programma politico (destre nazionaliste) altri lo sibilano soltanto, altri ancora potrebbero anche negarlo (vedi pd). Ma nella sostanza escludendo le rimostranze di facciata che qualcuno deve pur fare al Padrone tutti in fondo desiderano che la Russia rientri nel gioco in modo che le povere colonie americane d'Europa respirino un pò di libertà in mezzo ai due tonti di nuovo in equilibrio. Visto poi che in Russia non sono neanche più mostri/bolscevichi ma normali persone, di cosa l' Europa dovrebbe temere dalla Russia che non sia già stata realizzata dagli USA?
      MARCO

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    3. Giusto. Però perché non temono l'egemonia russa?

      Adesso prescindiamo da qualsiasi calcolo strategico: un calcolo di quel genere porterebbe alla conclusione che un consolidarsi delle stretta russa in europa orientale avrebbe come conseguenza un rinnovarsi della stretta USA su quella occidentale, esattamente come avvenne durante la guerra fredda.

      Facciamo finta che quanto ora detto non valga. Perché le destre europee preferiscono l'imperialismo russo a quello USA? Cos'è che lo rende più attraente?

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    4. Per ciò che riguarda l'eventuale consolidamento delle rispettive strette, si può prendere il caso dell'Italia e chiedersi se avesse più spazio di manovra durante la guerra fredda o nei vent' anni successivi alla caduta dell'URSS. Per me ne aveva molto di più allora che oggi. Tra l'altro a naso la polarizzazione estrema che ci fu durante la guerrafredda non è più proponibile oggi.

      Sulle destre
      A rigore simpatizzano per Putin perchè la russia è rimasta sostanzialmente antiliberista, antiglobalista come fu e in oltre ha assunto una linea di pensiero diciamo 'Tradizionale' . Gli Usa invece sono rimasti gli stessi di sempre per cui nella guerra fredda le destre si schierarono con gli usa perchè lo consideravano il male minore ora che la Russia è cambiata gli usa sono rimasti il 'male' non più 'minore'.
      MARCO

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    5. È vero, il caso dell'Italia dimostra l'opposto di quanto ho detto; in effetti quando scrivevo avevo in mente la Germania.

      "Tra l'altro a naso la polarizzazione estrema che ci fu durante la guerrafredda non è più proponibile oggi."

      Non ha torto. Tuttavia, non sottovaluterei il "clima" che si può creare nelle relazioni internazionali Est-Ovest. La crisi Ucraina ha sortito l'effetto, paradossale, di regalare una seconda giovinezza alla NATO. Fino a ieri non era impensabile che questa organizzazione lentamente si svuotasse, o semplicemente evolvesse: oggi invece è diventata l'assicurazione sulla vita di alcuni paesi dell'Est (Polonia, Lituania).

      "A rigore simpatizzano per Putin perchè la russia è rimasta sostanzialmente antiliberista, antiglobalista come fu e in oltre ha assunto una linea di pensiero diciamo 'Tradizionale' ."

      Su questo sono pienamento d'accordo. E quella T maiuscola ci sta proprio bene.

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    6. ''Fino a ieri non era impensabile che questa organizzazione lentamente si svuotasse, o semplicemente evolvesse: oggi invece è diventata l'assicurazione sulla vita di alcuni paesi dell'Est (Polonia, Lituania)''

      Questo è vero, ma riguarda solo i paesi che ha citato che oltre alla 'assicurazione' debbono anche la loro nascita ed esistenza agli usa.
      Eppure per una contrapposizione simmetrica forte è necessario ben altro,
      una contrapposizione ideologica capace di mobilitare classi dirigenti e masse sarebbe basilare. Il che oltre che inesistente è anche impensabile sopratutto da parte americana che pure ci tenta ma spinge su argomenti socialmente e filosoficamente irrilevanti, capaci solo di giustificare contrapposizioni estemporanee.
      MARCO

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    7. Non esageriamo: Polonia e stati baltici non devono la loro esistenza a nessuno, tantomeno agli USA. Comunque il mio timore, sinceramente, è che quel che vale per loro ormai valga anche per noi dell'europa occidentale.

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    8. Vuole dire che anche per noi esista il pericolo russo?

      MARCO

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    9. No; voglio dire che sarà facilissimo affermare che ci sia da parte del ceto politico.

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  18. Grazie del post, ottima dimostrazione che ragionando con il criterio fascismo/antifascismo si capisce l'otto per il diciotto, si prendono lucciole per lanterne, fischi per fiaschi...[continua]

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    Risposte
    1. Di nulla, intelligentone. Se avessi apprezzato, allora sì che avrei cominciato a preoccuparmi.

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  19. Poveri PD euristi, fate spavento e vergogna.

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    Risposte
    1. Questo lo tengo per dare un'idea del materiale umano con cui abbiamo a che fare.

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  20. http://www.formiche.net/2014/03/05/usa-russia-guerra-economica-sanzioni-gas/

    L'articolo è comunque vecchio di 2 mesi.
    Questo articolo intervista fatto a Germano Dottori spiega alcune cose, anche se ritiene che Yulia Timoshenko sia in effetti pedina USA, ho riletto alcuni articoli di Dottori ed è abbastanza sulla vostra linea tipo Siria Iran per intenderci.
    Dottori scrive su Limes ed è docente di Sicurezza Internazionale.

    Riccardo.

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    1. Grazie, ma è off-topic.

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    2. Ok, era solo per far capire che cerco di variare le fonti per avere un quadro più completo.

      Mi sono però chiesto ripensando al tuo post sui fascisti pro putin se c'è ancora un collegamento con i servizi dei vari paesi perchè ad esempio Fiore di fn è una figura "discussa" vista la sua storia, e in Germania tanto per cambiare qualche tempo fa c'è stato l'arresto di parecchi neonazisti infiltrati dai servizi tedeschi per omicidi di stranieri, in Grecia il capo di Alba Dorata ha una storia di delazione. Non vorrei essere complottista ma... non penso che certi legami si cancellano poi così facilmente. E' un bel casino.
      Comunque non farti problemi a cancellare gli off topic capisco benissimo.
      Era solo per capire che è ben dura racapezzarcisi in questi gineprai.
      Comunque Dottori ha fatto anche buone analis su europa euro ue germania italia e monti. E' secondo me una buona fonte.

      Riccardo.

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  21. Trovo interessante l'articolo reperibile a con questo link:www.internazionale.it/superblog/andrea-pipino/2014/04/22/il-camerata-putin-e-lestrema-destra-europea/
    Zqualcuno in rete definiva Putin faro dell'Europa identitaria. Urile leggere Giannulli sulla globalizzazione. Recente articolo sul suo blog

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    1. Grazie molte. Ha spoilerato il prossimo post!

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    2. Quindi mi pare di aver capito che siamo tra l'incudine ed il martello.
      Venti di guerra?

      Tiziano (BS)

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  22. Non mi è garbato un granchè il ragionamento alla base di questo post ma ne condivido il monito a evitare prese di posizioni così nette.
    Il ragionamento secondo cui "se i fascisti stanno con Mosca allora i fascisti stanno lì e non con Settore destro" è ingiusto, assomiglia al noto "i fascisti sono contro l'euro allora l'euro è un bene" e non aiuta secondo me ad approfondire.
    Come già sottolineato da molti, ci sono molti motivi per cui molti di queste destre tendono a schierarsi con Putin, e onestamente pensare che questo sia dovuto a un puro sentimento di amore ideologico mi sembra solo un complimento alle nostre fascisterie.
    La realtà è che ideologicamente sarebbero cascati in piedi qualsiasi posizione avessero preso, in quanto sia gli usa che la russia fanno probabilmente leva tra chi è di natura incline allo scontro nazionalista. Probabilmente si sono trovati a scegliere con logica di interesse, prendendo posizione contraria ai rispettivi governi.

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    1. Non ho capito quale sarebbe il ragionamento. I fascisti stanno con Putin, e credo di averlo dimostrato; non stanno con Pravy Sektor, che pure è una formazione di hooligans nazistoidi, né con Svoboda, che è un partito nazional-radicale tipo Front National. E questo è quanto.

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  23. http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=21437:dimmi-con-chi-stai-e-ti-diro-chi-sei&catid=14:note&Itemid=18

    Segnalo che Gabriele Adinolfi, fondatore di Terza Posizione, uomo di grande coerenza e valore, è Guardia d'Onore Benito Mussolini.

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  24. Chiedo scusa se intervengo ancora a colpi di link, ma faccio tutto molto al volo. http://www.opinione.it/esteri/2013/11/27/magni_esteri-27-11.aspx

    http://www.istitutodipolitica.it/wordpress/2014/03/17/putin-crisi-ucraina-metamorfosi-ideologiche-destra-europea/

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    1. Però ne è valsa la pena: sono link utili.

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  25. È un vero peccato che certi soggetti, che pure sono capaci di vergare commenti di straordinario valore artistico e (involontariamente) satirico, poi si scordino di apporvi una firma, anche fittizia, onde il moderatore è costretto a cancellarli. Privano tutti voi dei prodotto della loro fantasia. Io me li gusto da solo, ma bello sarebbe condividerli...

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  26. @ Roberto Buffagni

    Mio caro, chissà cosa avrò voluto dire quando ho definito quelli di Pravy Sektor come "hooligans nazistoidi". Probabilmente che erano dei sinceri democratici... che un nazista italiano solidarizzi con degli "hooligans nazistoidi" non è sorprendente, non trovi? Sono sorprendenti i nazisti europei che NON lo fanno.

    Tuttavia, hai menzionato solo una parte della verità; quella che ti fa più comodo. Adinolfi è uno che scrive parecchio. La sua posizione è assai articolata. Consiglio di partire da qui:

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=5&ved=0CD0QFjAE&url=http%3A%2F%2Fwww.gabrieleadinolfi.it%2Farticoli%2Fnr512.putin.docx&ei=0xhyU-2HFYeh7AaX8ICYDQ&usg=AFQjCNEHuA0QbLRxq1XAVcnDIDaOkEdAHQ&sig2=Mpoy80PlvWW-C84Bru2tsA&bvm=bv.66330100,d.ZGU

    Dove vediamo l'uomo di grande coerenza e valore, nonché Guardia d'Onore Benito Mussolini, prodursi in una lode sperticata di Putin. E lo non-attenzione!- per ragioni banalmente geopolitiche, come è solito per i neostalinisti italiani ed europei; Adinolfi arriva a definire "comprensibile" la scelta di Putin di richiedere, per bne due volte, di essere accettato come membro NATO. Lo fa per ragioni più profonde, ideologiche.

    Per tenere insiem la capra russa e i cavoli ucraini Adinolfi propone un Gentlemen's (and Fascists') Agreement tra Kiev e Mosca. Lo fa ancor più diffusamente qui:

    http://www.ilprimatonazionale.it/2014/02/23/ucraina-lo-strettissimo-sentiero-per-una-terza-via/

    Gli osservatori più attenti noteranno che questa è quasi esattamente la posizione di Dugin:

    http://openrevolt.info/2014/03/07/alexander-dugin-crimea/

    I due fascisti, quello italiano e quello russo, convengono sul fatto che Putin e Svoboda possano intendersi, dando vita a un patto nel segno della Reazione.
    Quello di cui non tengono minamente conto, ovviamente, è l'aspirazione degli ucrainia all'unità, all'indipendenza e alla democrazia.

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    1. Conosco le posizioni di Adinolfi, e conosco anche lui personalmente. Da quando aveva 17 anni cerca una "Terza posizione" tra i due blocchi (allora NATO e URSS). L'errore di Adinolfi è credere che sia possibile passare tra Scilla e Cariddi senza andare a sbattere (e gliel'ho anche detto più di una volta, cortesemente e con rispetto perchè lo merita).
      Non solo Adinolfi appoggia Pravy Sektor, ma purtroppo diversi fascisti italiani sono andati in Ucraina a combattere con loro. Ci vanno perchè pensano possibile innescare una rivoluzione fascista a partire dall'Ucraina. Sbagliano, ma è così.
      Ci sono anche diversi fascisti italiani che appoggiano Putin in funzione anti NATO, anti USA, antiliberale; non mi risulta che qualcunio di loro sia andato a combattere in Ucraina, ma chissà. Fascisti ce ne sono, insomma, di qua e di là: la maggior parte, per ragioni identitarie, dalla parte di Pravy Sektor, come la maggior parte dei comunisti, per le stesse ragioni identitarie, sta con i russofoni ucraini.
      La mia personale posizione di non fascista e non comunista è la seguente: che l'aspirazione degli ucraini all'unità, all'indipendenza e alla democrazia sarebbe una gran bella cosa, se ci fosse. Purtroppo non c'è, perchè l'Ucraina è, da moltissimo tempo, una nazione profondamente divisa sul piano culturale, religioso, etnico, politico, e sta insieme con lo sputo. Ci sono anche, recenti, i due pesanti conti in sospeso reciproci dell'Holodomor e dell'appoggio a Hitler di Bandera. Qualcuno che vuole indipendenza, unità e democrazia ci sarà di sicuro, e magari sono anche numericamente molti, ma sono politicamente inesistenti, perchè appena è partita la rivoluzione di piazza Maidan, è partita anche (già da prima) la destabilizzazione USA+UE che si è servita di forze locali, ben radicate, che tutto vogliono tranne la democrazia e la pacifica convivenza degli ucraini: vogliono un'Ucraina occidentalizzata nella quale i russofoni siano o espulsi o ridotti a cittadini di serie Z. Per contraccolpo, è partita anche la controffensiva russa, inevitabile visto che un'Ucraina nella NATO per la Russia è una minaccia esistenziale inaccettabile.
      Risultato, in Ucraina chiunque agisca polticamente è costretto a schierarsi o dalla parte della NATO, o dalla parte della Russia. Chi non vuole nè l'una nè l'altra cosa ferma il vento con le mani.
      Se va molto bene, USA e UE accetteranno il dialogo, e si formerà un'Ucraina federale, uno stato provvisorio tenuto insieme dalla pressione e dalla sorveglianza di NATO e Russia. Se va molto male, gli USA danno ordine di far scoppiare la guerra civile, i russi si vedono costretti a intervenire, e si rischia uno scontro diretto NATO - Russia.
      Che cavolo c'entri tutto ciò con il fascismo e l'antifascismo, io non lo so. Discutetene voi fascisti e antifascisti.

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    2. Qualche tempo fa lessi l'articolo di un intellettuale ucraino. Diceva che l'origine del problema stava nell'incapacità delle élite russe di accettare che un'identità nazionale ucraina, nonostante tutto, esisteva. Questa incapacità è diffusa che tra i sostenitori non russi di Putin, come il tuo intervento conferma.
      La soluzione federale è quella coerente con questo schema. Il fine sta nello spappolare lo stato ucraino, e consegnare tutto il potere agli oligarchi dell'est, quasi tutti legati a doppio filo a Mosca. E se a raggiungere lo scopo non serviranno i referendum farsa, interverrà direttamente l'armata russa, con un intervento che già fij d'ora ti sei preoccupato di giustificare ("...i russi si vedono COSTRETTI a intervenire").
      Vorrei solo rassicurarti su un punto Lo scontro diretto NATO-Russia non ci sarà mai. Gli USA lasceranno fare a Putin ciò che vuole. È la terza facile previsione che facciamo, dopo Iran e Siria. Avremo ragione anche stavolta.

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    3. Guarda che io non sono un "sostenitore di Putin". Non sono un patriota delle patrie altrui, mi basta la mia. Quando dico che i russi possono essere "costretti" a intervenire, ricordo solo che Mosca dista 460 km di pianura sarmatica dalla frontiera ucraina, e che dunque la Russia non può accettare una Ucraina nella NATO più di quanto gli USA non potessero accettare i missili a Cuba. E' una logica di potenza elementare, che con le ideologie c'entra zero. Quanto allo scontro diretto NATO-Russia, non lo vuole nessuno, ma non sempre non volere basta: ci sono anche gli errori e i calcoli sbagliati (non sarebbe la prima volta).
      Se ne hai voglia, guardati questo dibattito fra due accademici USA, S. Cohen (un liberal) e J. Mearsheimer (un conservatore). Dicono cose intelligenti ed quilibrate.

      http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=FmYrKnw-7W0

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    4. Cohen, pff... i più gentili lo definiscono un pappagallo del FSB...

      comunque ora basta, ché siamo finiti abbondantemente off topic.

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    5. Ma che sciocchezze dici? Cohen un pappagallo del FSB? Ma se è uno dei maggiori storici della Russia al mondo, ma dai, su...e Orlando Figes, di Oxford, che sostiene esattamente le stesse cose, un altro agente FSB?

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    6. http://www.thedailybeast.com/articles/2014/03/16/meet-stephen-f-cohen-vladimir-putin-s-best-friend-in-the-american-media.html

      Qui le sciocchezze le dici solo tu, "patriota". E ora basta. Non mi ripeto più.

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  27. Martini è un esempio caratteristico di sinistrorso che analizza la politica internazionale alla luce della dicotomia escatologica fra destra e sinistra, umanismo e antiumanismo, bene e male suggeritagli dal suo credo secolarizzato. E ne trae configurazioni in gran parte immaginarie.

    Ciò che Martini dovrebbe anzitutto comprendere è che le idee pratiche – politiche, morali e giuridiche – raramente giocano un ruolo importante nella politica internazionale, mossa da concreti interessi di potenza e pronta a mettersi in tasca gli steccati ideologici ogni qual volta la cosa proimetta vantaggi tangibili (stile l’alleanza fra Cina e Stati Uniti in funzione antisovietica nel corso degli anni Settanta).

    L’esatta natura ideologica delle forze che stanno dietro il colpo di stato ucraino, o che vengono mosse da Putin per rafforzare la resistenza filorussa, interessa poco a tutti, partiti di estrema destra compresi. In Ucraina si consuma una partita importante nello scontro che oppone l’espansionismo imperiale a una delle due Potenze ancora in grado di opporglisi, appunto la Russia. Le posizioni che le forze politiche assumono su questo scontro discendono dai rapporti che intrattengono con l’impero mondiale statunitense.

    Prendiamo la Le Pen. L’aumento delle spese militari da lei patrocinato non è finalizzato a schierare i carrarmati nelle banlieus, come vorrebbe Martini, ma è uno dei due presupposti per consumare lo strappo con gli USA e con la NATO senza esserne immediatamente strangolati. Ciò è ovvio a chiunque meno che ai sinistrorsi persi nelle loro fantasie irenistiche, portati a vagolare l’idea di seppellire l’egemonia statunitense senza andare incontro a un ventennio di guerre civili, meno civili e mondiali.

    L’altro presupposto è costituito dall’alleanza strategica con la Russia, tradizionale punto di forza della diplomazia francese da riorentare in chiave anglosassone. Anche perché le flotte statunitensi sono in grado di bloccare qualsiasi velleità di accesso al petrolio mediorientale da parte di un singolo stato europeo. Senza le fonti energetiche russe la sottomissione alla plutocrazia transoceanica è priva di alternative credibili.

    Dove poi stiano i fascisti, se ce ne siano di più fra i filoucraini o i filorussi, è cosa che – stante la tabuizzazione dell’esperienza nazionalsocialista operata dai media di regime nell’arco dell’ultimo cinquantennio – attiene alla propaganda di massa finalizzata a coinvolgere il gregge nelle scelte di politica estera, più che alle scelte in sé.

    Concludo dicendo che, stante i rapporti secolari di vicinato e il settantennio di dominazione sovietica, è ovvio che fra ucraini DOC e russi che vivono in Ucraina esistano forti sentimenti di rivalità nazionalistica. Ed è quindi naturale che, allo scoppio di una guerra civile fra le due etnie, i gruppi nazionalisti (quindi anche fascisti) siano fra i primi a lanciarsi nello scontro da una parte e dell’altra. Da cui la possibilità di sterili misurazioni col bilancino per appurare le percentuali di operatività dei servitori del male di tra le due fazioni. La cosa al massimo potrà interessare quanti ritengano che fra le religioni dell’umanità, della razza e del comunismo ci sia qualche differenza.

    Buona metratura :o)

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    1. Guardi, ha ragione lei. Qualcunque cosa abbia scritto. Uno che produce un testo così lungo (quanto ci ha messo?) non può aver torto.

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  28. Articolo a dir poco vergognoso. Sembra che si voglia porgere un supporto alla triade del male usa-nato-ue e ai suoi mercenari, nella fattispecie ucraini. Un tentativo di legittimarli, scagionandoli dalle accuse di neonazismo, e di deligittimare i resistenti russi nell'Ucraina sud-orientale.
    Chiaro che tutti coloro che avversano la traide del male usa-nato-ue e questa liberaldemocrazia succube dei mercati finanziari stanno con la Federazione Russa.
    Se poi la sinistra serva del grande capitale finanziario, convertitasi al neoliberismo più selvaggio e allo sfruttamento dei popoli, sta dall'altra parte, tanto meglio. Così le cose ci appaiono più chiare.

    Eugenio Orso

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    1. "la triade del male". Bello. Meno male che c'è l'Arcangelo Putin a proteggerci, insieme ai compagni antifascisti (???) dell'Ucraina sud-orientale.

      Ecco il genere di commenti che preferisco: breve e stupido. Tra l'altro non è nemmeno off-topic: illustra meglio di mille analisi ciò che spinge il militante di estrema destra medio a schierarsi con Zar Putin, e cioè che questi combatte la liberaldemocrazia succube dei mercati finanziari (e degli ebrei no?).

      Eugenio Orso, se bastano due-tre link messi in fila per "delegittimare" i suoi paladini dovrà ben rendersi conto che questi ultimi sono assai fragili. L'esposizione dei fatti può risultare una provocazione solo a chi è in malafede.

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    2. Bè... quelli brevi e stupidi non le piacciono, quelli lunghi e intelligenti nemmeno. Sarà mica che le piacciono solo quelli che le danno (qualche) ragione?

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    3. Ovvio, no? Comunque quelli lunghi e stupidi sono di gran lunga i peggiori.

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  29. Mah...
    I comunisti ucraini che dicono.
    Che dicono, sono curioso.

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    1. Hanno un ottimo sito in inglese che viene costantemente aggiornato. Per avere un'idea, basta consultare questo sito:

      www.marx21.it/

      Puro stalinismo. Se ha seguito il dibattito abbiamo parlato anche del loro amore verso Putin, che li accomuna ai neofascisti. Nulla di nuovo sotto il sole.

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    2. Ah,ecco.
      I comunisti son fascisti....
      Interessante ipotesi.

      Sara' mica che questi cattivi comunisti e "fascisti " sono uniti dalla lotta contro il grande capitale imperialista occidentale (oltre che da una specie di " progrom " verificatosi ad Odessa)?

      Sara' mica che le manovre per "dare" aiuti da parte del FMI cominciano ad essere sospette agli occhi dei popoli (siano questi "aiuti" sponsorizzati da governi piu' o meno golpisti piu' o meno "de destra" o "de sinistra"?)

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    3. Grazie della segnalazione.
      Accidenti, vi legge addirittura un articolo di quel vetero staliista e estremista (fascista o comunista?) Di Vladimiro Giacche'...

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    4. Che i comunisti siano fascisti lo dice lei, non io. Io ho detto che sono stalinisti, definizione che mi pare assolutamente ineccepebile (e che loro confermerebbero). Dopodiché, non è certo la prima volta che si creano convergenze nazional-bolsceviche o rossobrune. Anzi, ritengo che saranno sempre più frequenti in futuro.

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    5. Giacché fa proprio parte del comitato scientifico della rivista/sito.

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    6. E Giacche' sarebbe un pericoloso estremista?
      Di destra o di sinistra?

      O DEL BUON SENSO (ipotesi per la quale propendo, data la mia stima per il Giacche')??

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    7. Ecco, forse la dicotomia politica sta tra identitarismo e internazionalismo (OVVIAMENTE CAPITALISTICO, e della peggior specie), oggi.
      Lei da che parte sta?

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    8. Dalla parte della libertà degli individui e dei popoli, contro gli autocrati e soprattutto contro gli imbecilli.

      'Notte

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    9. Gentile Claudio, ho letto tutto il dibattito e devo complimentarmi per la quantità di interventi eterogenei, intelligenti e documentati che è riuscito ad attrarre.

      Intervengo perché non mi è chiara la sua posizione: la libertà di popoli ed individui mi pare patrimonio valoriale di tutti gli interventori: ma di quali popoli stiamo parlando?

      Nella nazione Ucraina ci sono almeno due popoli che potrebbero aspirare ad autodeterminarsi e che hanno diritto alla propria affermazione identitaria, in qualsiasi forma statuale ritenuta opportuna dagli stessi: ucraini e russofoni.

      La Luxemburg capiva, dopo un'attenta analisi economica, come l'aspirazione polacca all'Europa franco-tedesca era incompatibile con l'integrazione economica che aveva con la Russia. Questo potrebbe essere ancora affermato per ciò che riguarda l'Ucraina orientale? Esiste un conflitto tra affermazioni identitariste e geografia economica?

      Dal mio punto di vista, da puro socialdemocratico, il conflitto di classe che si palesa è tra mondialismo apolide del capitale, antisociale e antidemocratico, e internazionalismo degli stati nazionali sovrani che si fondano sul lavoro, democratici e socialisti, rispettosi dell'identitarismo così come sancito nella Dichiarazione Universale dei diritti dei Popoli.

      L'analisi di giovanni b. conferma che i fascismi di cui si dibatte sono in realtà fascismi (e socialismi) formali: destra e sinistra si distinguono materialmente per il loro rapporto con capitale e lavoro.

      Il fatto che il FN abbia un programma economica di "sinistra" è molto importante: i diritti di terza o quarta specie si acquisiscono materialmente tramite i diritti sociali che possono essere diffusi solo tramite un programma economico di tipo socialista.

      Infatti il benessere e l'equità socialdemocratica è stata possibile proprio perché abbiamo vissuto un periodo di pace in un mondo bipolare, in uno stallo che ha lasciato sufficiente sovranità ai Paesi del blocco occcidentale per poter portar avanti i programmi costituzionali delle carte antifasciste e socialiste.

      Quindi la discussione sui "fascismi" la trovo fuorviante, trovo più interessante la posizione di chi vede la Russia in grado di arrestare la corsa alla mondializzazione antidemocratica e antiumana del grande capitale che finanzia l'imperialismo NATO.

      Non, quindi, per sostituire un imperialismo con un altro, ma per trovare una forma di stallo, di equilibrio che ci permetta di riconquistare i diritti sociali perduti.

      Di questo stesso mio avviso, un altro intellettuale socialdemocratico come Gunnar Myrdal che appunto analizzava la “circular causation with cumulative effects”: https://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=4278944

      Complimenti ancora per il dibattito.

      Enrico G.

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    10. La ringrazio per i complimenti. In effetti il dibattito è stato interessante, e si è sviluppato lungo binari di civiltà. Altre volte avevo provato ad organizzare qualcosa di simile, ma avevo miseramente fallito. Stavolta è andata bene.

      Devo dirle che la mia posizione è molto, molto distante dalla sua. Allarghiamo il discorso a temi off topic, ma forse non è inutile.
      La mia opinione è che il "mondialismo apolide del capitale" semplicemente non esista. Le segnalo, per inciso, che il termine "mondialismo" ha una genuina caratura neofascista. Non la sto accusando di nulla, è solo accuratezza etmilogica.
      Negli ambienti di sinistra, si parla di "globalizzazione". Alla fine si tratta di etichette per designare la medesima cosa: il processo di svuotamento della sovranità degli stati. Processo che, a mio avviso, non si sta verificando, e non si è mai verificato.
      Non esiste alcun predominio dell'economia sulla politica. La politica regola l'economia, come e più che negli anni '60. Il mercato dei subprime è esistito grazie alle regole federali che lo hanno consentito. La tendenza naturale della speculazione a estinguere il mercato (crisi 2007-2008) è stata superata dalla controtendenza statale, attraverso la modifica delle regole di trading, l'imponente ciclo di nazionalizzazioni bancarie, gli interventi delle banche centrali.
      Fuori dall'ambito prettamente economico, le grandi potenze si sfidano dall'alto dei loro eserciti, dividendo il mondo in sfere di influenza.
      All'interno di quasi tutti gli stati del mondo, diventa sempre più stringente il controllo degli apparati repressivi statali sulle popolazioni.
      Chi, in uno scenario del genere, chiede più sovranità per gli stati, non si rende conto che gli stati, in quanto poteri pubblici organizzati, non sono mai stati forti come adesso; chi chiede di dare ancora più potere a questi apparati chiede, forse inavvertitamente, che il dominio degli stati sui cittadini divenga sempre più oppressivo.
      Non esiste alcun mondialismo, caro Enrico G. Esiste l'arena internazionale delgi stati sovrani, che competono tra di loro in un processo di continuo rafforzamento del proprio capitale NAZIONALE.

      La sinistra credeva di potere rovesciare/ridimensionare/controllare il capitale attraverso lo stato. La storia ha fatto giustizia sommaria di questi tentativi. Oggi sappiamo che lo stato nazionale, da sempre, è il motore dell'espansione capitalistica. E dovremmo arrivare alla conclusione che la lotta dell'emancipazione umana dovrà passare attraverso la lotta al capitale E ALLO STATO. Del resto nessuno è in grado di affermare con sicurezza dove inizia l'uno e finisce l'altro.

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    11. Effettivamente una prospettiva a me piuttosto "spiazzante": molto, molto interessante. Non ho timidezza nell'ammettere che il "disorientamento" che mi fa provare questo punto di vista trovi causa nella mia mancanza di adeguata conoscenza della cultura di riferimento. (Riferimento che credo trovi una genesi marxiana ma di cui non saprei identificarne con chiarezza gli sviluppi nel pensiero politico ed economico nell'ultimo secolo).

      Come accennavo nel precedente intervento, sono piuttosto ancorato a quel pensiero politico socialdemocratico che dalla Luxemburg trova effettività in un socialismo democratico di tipo "programmatico", come quello del nostro PSIUP e in buona parte in quello "scandinavo" del sopracitato Myrdal.

      Sarei curioso di conoscere in quale contesto culturale nasce questa analisi, se ci sono particolari intellettuali di riferimento.

      Inutile aggiungere che questo approfondimento sarebbe interessante svilupparlo considerata la dialettica che è apparsa in questa contrapposizione sulla concezione del ruolo dello Stato nazionale e vederla sviluppata, se si ritenesse opportuno, in un nuovo post... così da comprendere meglio, alla luce di questo chiarimento, la differente sensibilità sulla contingente situazione ucraina. Ancora più stimolante se si ricostruisse in brevissimo le relazioni tra mondialismo, globalizzazione, cosmopolitismo e internazionalismo...

      Sarebbe veramente, veramente interessante.

      Grazie mille per il cortese riscontro e buona giornata.

      Enrico G.

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    12. "Ancora più stimolante se si ricostruisse in brevissimo le relazioni tra mondialismo, globalizzazione, cosmopolitismo e internazionalismo... "

      Eh, mica facile! ;)

      Vedremo di fare qualcosa del genere nel prossimo futuro. Le posso dire che la mia estrazione culturale è più o meno riferibile al marxismo "libertario", tradizione alla quale mi sembra di poter ricondurre, in parte, anche il pensiero di Luxemburg (ma consideri che io non sono un marxologo).

      La ringrazio a mia volta dell'attenzione. Arrivederci su queste pagine.

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    13. non vorrei allargarmi, ma ho letto la discussione e sono saltato sulla sedia

      "non esiste alcun predominio dell'economia sulla politica" "esiste l'arena internazionale degli stati sovrani"

      e le classi? I rapporti di produzione? come si fa a parlare degli "Stati" senza parlare dei rapporti di produzione? Come si fa a prendere le distanze dalla destra con questa visione basata sulla centralità "oggettiva" dello Stato? (in ottica marxista e di sinistra, si intende).

      Sulla base di che cosa si potrebbe lottare contro il capitale E contro lo Stato? "La liberta degli individui"? Contrapporre lo stato agli individui non è poi molto marxista (e neanche marxista-libertario); "gli stati sovrani che competono per il rafforzamento del capitale nazionale" è proprio quello che dicono i "rossobruni" o gli stalinisti

      Ho scoperchiato il vaso di Pandora. Guarda, lo dico con spirito costruttivo: proprio perché la destra ha vinto e sta vincendo la battaglia ideologica (bisogna ammetterlo, c'è poco da fare) il concetto di classe è l'unica cosa che ci resta

      ed è uno strumento comunicativo vincente, bisogna parlarne sempre di più

      saluti
      urs

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    14. Hai profondamente equivocato il senso del mio commento. Non sto dicendo che le sovrastrutture politiche non si fondino, in ultima istanza, sul modo di produzione; ma è proprio il modo di produzione "imperialista" ad assegnare a quelle sovrastrutture il compito di plasmare l'organizzazione economica della società. La mia concezione dello stato nasce proprio da un'analisi di classe.

      Per quanto riguarda il "contrapporre lo stato agli individui" fa parte del programma originario marxista, che contemplava, appunto, l'abolizione dello stato. E il fatto che gli stati competano tra di loro sull'agone internazionale è un dato di fatto, non un'enunciazione ideologica.

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  30. Siamo sicuri di non stare ritornando a quando negli anni '70 quelli di sinistra c'avevano l'eskimo e quelli di destra il giubbotto di pelle nera?

    Carmine Nobile

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    1. Non saprei. Di sicuro io non ho né l'uno, nè l'altro.

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    2. Io invece, non scherzo, ho tutti e due.
      Posso essere tacciato di rossobrunismo?

      Carmine Nobile

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    3. Be' ma non credo che lei li indosserebbe tutti e due contemporaneamente!

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  31. Ci sarebbe da sottolineare la funzione che hanno i partiti e i movimenti di opinione. Tutti moderati o estremisti, servono a captare il consenso necessario ad avere un qualche peso politico sul campo, indipendentemente da come questo stesso peso sia utilizzato. Si può notare come tra teoria e prassi di qualsiasi partito ci sia sempre una grossa differenza, ma il motivo e che i due non hanno nessuna relazione funzionale in quanto la teoria serve appunto a convincere all'appartenenza mentre la prassi è il modo di agire sul campo, essa è predeterminata dall'elite che ha organizzato il movimento e dai suoi obbiettivi e può essere anche agli antipodi dei principi determinanti il consenso.
    Da ciò si possono trarre almeno due considerazioni interessanti una positiva l'altra negativa:
    1. Qualsiasi azione politica ha bisogno di consenso, cioè il popolo ( o il gruppo sociale) è veramente sovrano, ma voglio dire sovrano per natura non per legge.

    2.Il popolo (o il gruppo sociale) è una bestia ormai sradicata da qualsiasi contatto con la realtà per questo una buona retorica che conosca i suoi polli è sufficiente a convincere qualsiasi mente sradicata. Per radicamento intendo la coscienza della propria identità e del proprio interesse, esso non dipende ne dal redditto né dal livello d'istruzione.

    La propaganda occidentale non è una serie di enunciati ripetuti e non contestabili legalmente, come poteva essere in altri tempi. Ma un continuo attacco mirato a confondere,stordire e allontanare gli individui e i popoli dal loro interesse/identità.

    Sotto questa luce cadono, penso, tutte le incomprensioni riguardo lo schieramento di alcuni gruppi all'attenzione dell'articolo.

    MARCO

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  32. “Io non so granché di Ucraina”

    Si vede: ha scritto un mucchio di inesattezze.
    Comunque se vuole saperne di più può dare un'occhiata qui; qui; qui; qui; qui; qui; qui; qui e altri.

    Vedrà che le si schiariscono le idee.

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    1. Può darsi. Del resto io di idee ne ho, a differenza dei pappagallini della propaganda di Mosca.
      Addio.

      (anche questo lo tengo per dare un'idea del materiale umano...)

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