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lunedì 14 marzo 2022
domenica 11 maggio 2014
I fascisti stanno con Mosca, non con Kiev
Io non so granché di Ucraina. Certo, so che 'Maidan' significa, in ucraino come in turco, 'Piazza', e che perciò scrivere "piazza Maidan" è come scrivere "piazza Piazza" (in realtà si chiama, guardacaso, Piazza Indipendenza); il che mi consente di capire come la maggior parte degli "analisti", i quali cominciano invariabilmente i loro pezzi citando "piazza Maidan", non siano altro che dei simpatici cialtroncelli. So che Stepan Bandera, eroe di buona parte della rivolta anti-Janukovich, non era esattamente un nazista*. So che il programma politico di Svoboda, frazione minoritaria della rivolta, è molto simile a quello di Marine Le Pen; dacché non si comprende bene come si faccia a sostenere il FN in Francia, e a mettere in guardia dal "nazismo" in Ucraina.
So che se l'autodeterminazione dei popoli vale per tutti i popoli; quindi se vale per gli abitanti della Crimea dovrebbe valere anche per quelli della Cecenia (per dire).
Altro non so, di cose ucraine. Non sono come quei geni che, con una semplice ricerca Google, riescono a risalire a tutta l'organizzazione che l'occidente avrebbe messo in piedi per sostenere la rivolta, tracciando tutti i finaziamenti, le armi, i nomi degli agenti in azione, le false flags ecc. Faccio loro i miei complimenti e li esorto a fare domanda per entrare nel SISMI. Sono sprecati, da soli davanti al PC.
Da ignorante quale sono, suggerirei maggiore prudenza nel prendere posizione per una parte o per altra. In particolare, raccomenderei cautela nel descrivere la rivolta anti-Janukovich come un movimento egemonizzato dall'estrema destra, pena cadere in un piccolo paradosso. Per illustrare meglio il paradosso, farò finta di violare la mia stessa raccomandazione, e descriverò Piazza Maidan (!!) come un covo di disgustosi neonazisti: 100% estrema destra. Gli "antimperialisti" saranno contenti.
Ma è proprio qui che sorge il paradosso. Il fatto è che, in Europa, i fascisti stanno con Putin, non con Maidan.

Riepiloghiamo. Una rivolta 100% estrema destra riesce a mobilitare molte migliaia di persone, e addirittura a scalzare un governo democraticamente eletto**. Per giunta riescono a farlo a dispetto di del regime di Putin, che dovrebbe essere considerato il successore di un nemico storico della destra europea, ossia il comunismo sovietico. Una dimostrazione di forza clamorosa; un successo senza precedenti. Ci si sarebbe aspettati che le estreme destre europee esprimessero giubilo e ammirazione per i valorosi camerati ucraini.
E invece:
-Il Fronte Nazionale francese si schiera con Putin, e da Mosca Marine Le Pen accusa l'UE di voler scatenare una nuova guerra fredda.
-Jobbik, il partito neo-fascista ungherese, definisce "esemplare" il referendum che, sotto occupazione russa, ha sancito l'anschluss della Crimea a Mosca; descrive inoltre il nuovo governo di Kiev come sciovinista e illegittimo (Jobbik che accusa qualcuno di sciovinismo è un'eccezionale gesto di comicità involontaria).
-Alba Dorata grida al complotto occidentale e giudaico contro l'Ucraina ortodossa (dunque russa). I simpatici esponenti del movimento neo-nazista hanno un discreto problema di coordinamento con la tesi secondo la quale l'attuale governo di Kiev sarebbe composto da estremisti anti-semiti, ma tant'è.
-Il British National Party, formazione rispetto alla quale Nigel Farage è un moderato democristiano, si schiera apertamente con Mosca, al più ricordando ai nazionalisti ucraini che non è stata la Russia a causare disastri nel loro paese, bensì il bolscevismo.
-Anche i fascisti spagnoli si scagliano contro i nazionalisti ucraini, accusandoli di essersi resi complici di un complotto sionista (daje), e mettono in guardia contro le persecuzioni dei cittadini russi che il governo di Kiev starebbe attuando.
E potremmo andare avanti.
So che se l'autodeterminazione dei popoli vale per tutti i popoli; quindi se vale per gli abitanti della Crimea dovrebbe valere anche per quelli della Cecenia (per dire).
Altro non so, di cose ucraine. Non sono come quei geni che, con una semplice ricerca Google, riescono a risalire a tutta l'organizzazione che l'occidente avrebbe messo in piedi per sostenere la rivolta, tracciando tutti i finaziamenti, le armi, i nomi degli agenti in azione, le false flags ecc. Faccio loro i miei complimenti e li esorto a fare domanda per entrare nel SISMI. Sono sprecati, da soli davanti al PC.
Da ignorante quale sono, suggerirei maggiore prudenza nel prendere posizione per una parte o per altra. In particolare, raccomenderei cautela nel descrivere la rivolta anti-Janukovich come un movimento egemonizzato dall'estrema destra, pena cadere in un piccolo paradosso. Per illustrare meglio il paradosso, farò finta di violare la mia stessa raccomandazione, e descriverò Piazza Maidan (!!) come un covo di disgustosi neonazisti: 100% estrema destra. Gli "antimperialisti" saranno contenti.
Ma è proprio qui che sorge il paradosso. Il fatto è che, in Europa, i fascisti stanno con Putin, non con Maidan.

San Pietroburgo, 1 maggio 2014: testa del corteo neo-nazista
Riepiloghiamo. Una rivolta 100% estrema destra riesce a mobilitare molte migliaia di persone, e addirittura a scalzare un governo democraticamente eletto**. Per giunta riescono a farlo a dispetto di del regime di Putin, che dovrebbe essere considerato il successore di un nemico storico della destra europea, ossia il comunismo sovietico. Una dimostrazione di forza clamorosa; un successo senza precedenti. Ci si sarebbe aspettati che le estreme destre europee esprimessero giubilo e ammirazione per i valorosi camerati ucraini.
E invece:
-Il Fronte Nazionale francese si schiera con Putin, e da Mosca Marine Le Pen accusa l'UE di voler scatenare una nuova guerra fredda.
-Jobbik, il partito neo-fascista ungherese, definisce "esemplare" il referendum che, sotto occupazione russa, ha sancito l'anschluss della Crimea a Mosca; descrive inoltre il nuovo governo di Kiev come sciovinista e illegittimo (Jobbik che accusa qualcuno di sciovinismo è un'eccezionale gesto di comicità involontaria).
-Alba Dorata grida al complotto occidentale e giudaico contro l'Ucraina ortodossa (dunque russa). I simpatici esponenti del movimento neo-nazista hanno un discreto problema di coordinamento con la tesi secondo la quale l'attuale governo di Kiev sarebbe composto da estremisti anti-semiti, ma tant'è.
-Il British National Party, formazione rispetto alla quale Nigel Farage è un moderato democristiano, si schiera apertamente con Mosca, al più ricordando ai nazionalisti ucraini che non è stata la Russia a causare disastri nel loro paese, bensì il bolscevismo.
-Anche i fascisti spagnoli si scagliano contro i nazionalisti ucraini, accusandoli di essersi resi complici di un complotto sionista (daje), e mettono in guardia contro le persecuzioni dei cittadini russi che il governo di Kiev starebbe attuando.
E potremmo andare avanti.
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giovedì 28 novembre 2013
L'Unione Europea ha esaurito la sua spinta propulsiva
Chi sfogli un qualunque manuale di diritto dell'UE troverà, espresso in un modo o nell'altro, l'argomento secondo il quale una delle dimostrazioni più evidenti della forza e della vitalità della UE è la capacità di quest'ultima di espandersi, attraendo e inglobando sempre nuovi Stati. In effetti la storia dell'UE (e delle Comunità prima di essa) è una storia di numerosi successivi allargamenti, verso tutti i punti cardinali. Negli ultimi anni il punto cardinale più fecondo è stato quello orientale. È di pochi mesi fa l'ingresso della Croazia in qualità di 28esimo Stato membro.
Oggi, tuttavia, ha avuto luogo un episodio di una certa importanza. L'Ucraina ha scelto di non associarsi all'UE. Non si discuteva dell'adesione di questo paese all'Unione, ma solo di una partnership bilaterale privilegiata- partnership che comunque è stata accettata, nell'ambito dello stesso vertice, da Georgia e Moldavia. Ma il punto politico rimane. L'Ucraina, paese strategico come pochi in Europa, tra Est e Ovest ha optato per il primo, invertendo una tendenza ultra-ventennale. L'ottima Adriana Cerrettelli, sul Sole24Ore, parla di "fine della capacità magnetica dell'Europa", e mette in connessione l'evento con la perdita di consenso alla costruzione eurounitaria anche all'interno degli stessi paesi UE. L'Europa ha perso appeal, come ha ammesso Enrico Letta. Non è così stupefacente, se si considera che oggi il biglietto da visita della UE nel mondo è la Grecia.
L'Unione ha probabilmente perduto la sua capacità espansiva. Ha, a suo tempo, sbattuto la porta in faccia alla Turchia (per fortuna dei Turchi). Sta vedendo allontanarsi sempre di più il Regno Unito. La Russia preme ai suoi confini, ed esercita una forza attrattiva che fino a qualche tempo non aveva. Il sistema UE ha raggiunto il suo limite estremo. È arrivato il tempo dell'implosione? (C.M.)
Oggi, tuttavia, ha avuto luogo un episodio di una certa importanza. L'Ucraina ha scelto di non associarsi all'UE. Non si discuteva dell'adesione di questo paese all'Unione, ma solo di una partnership bilaterale privilegiata- partnership che comunque è stata accettata, nell'ambito dello stesso vertice, da Georgia e Moldavia. Ma il punto politico rimane. L'Ucraina, paese strategico come pochi in Europa, tra Est e Ovest ha optato per il primo, invertendo una tendenza ultra-ventennale. L'ottima Adriana Cerrettelli, sul Sole24Ore, parla di "fine della capacità magnetica dell'Europa", e mette in connessione l'evento con la perdita di consenso alla costruzione eurounitaria anche all'interno degli stessi paesi UE. L'Europa ha perso appeal, come ha ammesso Enrico Letta. Non è così stupefacente, se si considera che oggi il biglietto da visita della UE nel mondo è la Grecia.
L'Unione ha probabilmente perduto la sua capacità espansiva. Ha, a suo tempo, sbattuto la porta in faccia alla Turchia (per fortuna dei Turchi). Sta vedendo allontanarsi sempre di più il Regno Unito. La Russia preme ai suoi confini, ed esercita una forza attrattiva che fino a qualche tempo non aveva. Il sistema UE ha raggiunto il suo limite estremo. È arrivato il tempo dell'implosione? (C.M.)
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