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martedì 15 maggio 2012

Qualcosa si muove/3

Daniele Taino, sul Corriere di oggi ci spiega che la prospettiva di uscita della Grecia dall'euro è ormai una possibilità concreta della quale discutono i ceti dirigenti europei. Il blog di Gad Lerner ci informa che anche Brunetta comincia a pensare che l'abbandono dell'euro sia una opzione ragionevole. Del resto, se Alemanno arriva a dichiarare che i comuni sono pronti a violare il patto di stabilità, ciò significa che le politiche devastanti degli ultimi governi stanno facendo saltare ogni equilibrio.
Come abbiamo detto più volte, la destra si sta apprestando ad occupare lo spazio politico del rifiuto dell'euro, gentilmente messo a disposizione da una sinistra che da decenni ha abbandonato i propri ceti sociali di riferimento alle devastazioni del capitalismo assoluto. L'acido commento di Lerner alle dichiarazioni di Brunetta sintetizza perfettamente la nullità del ceto politico, intellettuale, giornalistico che occupa lo spazio politico "progressista". D'altra parte, la sinistra cosiddetta "radicale", e la quasi totalità del variegato mondo "antisistemico" (in Italia come in Grecia, vedi Syriza) spreca il proprio tempo, e lo spazio politico offerto da un sistema in evidente crisi, baloccandosi con la futile idea di "altra Europa". Nel frattempo la crisi avanza e l'estrema destra entra nel Parlamento di Atene. Forse c'è ancora del tempo per scenari diversi, ma sicuramente non molto.
(M.B.)