“C'è stata una trasformazione dei
rapporti di forza a vantaggio della borghesia e a spese dei
lavoratori per tutto il periodo di avviamento del Mercato Comune.
Questo cambiamento dei rapporti di
forza deriva da tutta una serie di cause (…). Non ci soffermeremo
ad esaminarle una per una, ma ci limiteremo ad illustrare un fatto
fondamentale: l'internazionalismo dei padroni e delle loro
organizzazioni è risultato molto più concreto ed efficace di quello
dei lavoratori e delle loro organizzazioni.
D'altra parte, era facile prevederlo, e
chi, nel movimento operaio, ha cercato di tapparsi gli occhi e ha
predetto che la realizzazione del Mercato Comune avrebbe favorito la
lotta operaia e persino la lotta socialista contro il padronato non
ha fatto che nutrire pie illusioni. Era inevitabile che la borghesia
e il padronato, per la loro stessa tradizione, per il loro modo di
vivere, per l'ambiente in cui si muovono e i mezzi di cui dispongono,
fossero molto più pronti ad un'azione su scala europea che non la
classe operaia (…).In proposito, possiamo esprimere un moderato ottimismo. È innegabile che, a lungo andare, la realtà riuscirà a spuntarla sul pregiudizio, la lezione dell'esperienza insegnerà a tutti i settori sindacali che ancora non lo capiscono, che è indispensabile un'unità d'azione in seno al Mercato Comune.”
(E.Mandel, Neocapitalismo e crisi
del dollaro, Laterza 1973, pagg.92-93).
Ernest Mandel è stato un economista
marxista e dirigente politico trotskista. La citazione è tratta dalla relazione ad un convegno, originariamente pubblicata nel 1964.
Cinquant'anni fa, era chiarissimo ad una persona intelligente come
Mandel il succo del processo di integrazione europea, che in quel
momento si condensava nel Mercato Comune: i ceti dirigenti si
unificano, i ceti subalterni restano divisi, quindi i primi sono più
forti e simmetricamente i secondi sono più deboli. Cinquant'anni fa,
era certo ragionevole, o almeno non assurda, la speranza che questa
situazione potesse essere superata con una parallela unificazione dei
ceti subalterni. Cinquant'anni più tardi, queste illusioni non sono
più possibili, e chi ripete, parlando di euro e UE, le illusioni di
Mandel, non ha più nessuna scusante. Cinquant'anni non sono uno
scherzo. Se una visione strategica resta per cinquant'anni un
semplice slogan senza effetti, un flatus vocis, forse è il caso di
abbandonarla e di pensare strategie migliori.
(M.B.)