Diritto, in termini concreti, non significa altro che la possibilità di ricorrere ad una istanza giurisdizionale indipendente, la quale abbia il potere di tutelare le ragioni del debole anche a scapito dell'arroganza dei forti; e che ponga alla base delle proprie decisioni non l'arbitrio o valutazioni di convenienza, ma un'argomentazione razionale.
Questa possibilità di ricorrere ad un giudice è un diritto costituzionale:
Art. 24
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
La giurisdizione, cioè l'attività di protezione del debole attraverso il diritto, è esercitata nel nostro ordinamento da un ordine indipendente e imparziale. Naturalmente i membri di tale organo non potranno risolvere le controversie secondo il loro orientamento preferito, senza controllo; dovranno partire sempre dal dato legislativo:
Art. 101
La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 104
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Spiegata per sommi capi cos'è la giustizia, e a chi serve, è facile arrivare alla risposta della seconda domanda: chi ha bisogno di indebolirla? I forti e i potenti.
C'è una strada di sicuro successo per indebolire la giustizia: mettere in scacco i giudici.
Ed è quello che fa, o tenta di fare, la cosidetta riforma della responsabilità civile da errore giudiziario.
Per comprendere il motivo, basta leggere con attenzione questo prezioso intervento.
Senza dimenticare un ultimo dato, che è anche un invito alla riflessione su chi sarà la vera vittima di questa riforma: i giudici sono già tutti assicurati... (C.M.)
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
La giurisdizione, cioè l'attività di protezione del debole attraverso il diritto, è esercitata nel nostro ordinamento da un ordine indipendente e imparziale. Naturalmente i membri di tale organo non potranno risolvere le controversie secondo il loro orientamento preferito, senza controllo; dovranno partire sempre dal dato legislativo:
Art. 101
La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 104
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Spiegata per sommi capi cos'è la giustizia, e a chi serve, è facile arrivare alla risposta della seconda domanda: chi ha bisogno di indebolirla? I forti e i potenti.
C'è una strada di sicuro successo per indebolire la giustizia: mettere in scacco i giudici.
Ed è quello che fa, o tenta di fare, la cosidetta riforma della responsabilità civile da errore giudiziario.
Per comprendere il motivo, basta leggere con attenzione questo prezioso intervento.
Senza dimenticare un ultimo dato, che è anche un invito alla riflessione su chi sarà la vera vittima di questa riforma: i giudici sono già tutti assicurati... (C.M.)