I fatti sono ben riassunti qui. Le vignette satiriche dovrebbero divertire e far riflettere, e spesso ci riescono, quando sono concepite con intelligenza e al fine di schernire un potente, ridicolizzare un pregiudizio, attaccare un dogma e gridare che il Re è nudo. Quando invece sono fatte per esaltare un sopruso e una prepotenza, oltraggiandone le vittime, producono soltanto disgusto.
E un po' dispiace di dover affiancare, per amor di battuta, il nome di un personaggio sì controverso e terribile, ma di di prima grandezza storica, a quello di un piccolo imbrattacarte di partito, il cui unico fine (da anni) è ricordare ai sempre meno numerosi militonti che la Linea è Giusta, e che i Capi hanno Ragione.
A ben guardare però la battuta ha una sua dignità "filologica": in effetti queste sono pure manifestazioni di stalinismo. Stalinismo in sedicesimo, certo, molto meno tragico e assai più grottesco dell'originale, ma pur sempre stalinismo; e tale è sempre stata l'ideologia di fondo del nostro Presidente della Repubblica (mai dimenticare che in Ungheria l'URSS portava la pace).
Quanto all'attuale ideologia del giornalista Eugenio Scalfari, confessiamo la nostra incertezza. Sarebbe troppo facile dedurla dai trascorsi giovanili del nostro (che risalgono a quando il padre della Spinelli marciva al confine, guarda che caso). Quel che è sicuro è che le frasi
Sono intrise di una tale indecente volgarità, oltre alla carica intimidatoria, da far impallidire qualsiasi cosa abbia mai detto e fatto Silvio Berlusconi. (C.M.)
Ti assicuro che da questo momento in poi cancello dalla mia memoria quanto ho ora ricordato. Voglio solo pensare il meglio di te a cominciare dal fatto che sei la figlia di Altiero Spinelli. Ricordalo sempre anche tu e sarà il tuo maggior bene
