Il vice-presidente del Senato dice che il primo ministro di colore della storia d'Italia gli ricorda un orango, mentre il commissario giudiziario degli stabilimenti ILVA di Taranto afferma che i tumori non sono stati provocati dalle polveri tossiche, ma dal tabacco e dall'alcol e il ministro dell'economia annuncia all'estero (e in inglese!) che ora ci vendiamo ENI, ENEL, Finmeccanica e le Poste. L'ambasciatore del Kazakhstan (c'è da chiedersi di quale potere disponga quello USA) entra negli uffici del ministero degli Interni e fa il bello e il cattivo tempo, volgendo le iniziative della polizia alla cattura di un dissidente politico di quel paese, e ottenendo la cattura della moglie e della figlia di questi (ora ostaggi in Kazakhstan). Il ministro responsabile dice di non essersi accorto di nulla, tre quarti del Senato gli credono, e durante le dichiarazioni di voto il presidente dell'assemblea Grasso intimidisce il 5 stelle Morra, proibendogli anche soltanto di nominare Giorgio Napolitano.
Non è uno scenario da Basso Impero, ma da avvenuta calata degli Unni. Ormai ogni ritegno, ogni pudore è stato superato. Questo l'unico vantaggio del vincolo esterno: messo sotto pressione, il sistema è costretto a mostrare il suo vero volto. La classe dirigente di questo paese mostra tutta la sua inadeguatezza, la sua codardia, la sua perfidia verso i deboli, la sua violenza, la sua schifosa mediocrità. È la notte della Repubblica. Speriamo arrivi preso l'alba. (C.M.)
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sabato 20 luglio 2013
mercoledì 3 ottobre 2012
Arriva la nuova legge elettorale, scritta ancora da Calderoli!
di Fabrizio Tringali
Pare proprio che le forze politiche stiano trovando l'accordo per la nuova legge elettorale..... e sapete grazie alla mediazione di chi? di Calderoli! Si proprio lui, il padre del porcellum, sembra essere riuscito a mettere d'accordo tutti, o quasi.
Come? con una proposta di legge elettorale alla "spagnola": proporzionale con collegi molto piccoli, cioè con soglia di sbarramento "di fatto" altissima.
Ogni collegio infatti eleggerebbe pochi deputati (la media in Spagna è di sette, ma in Italia potrebbero
essere meno) quindi, indipendentemente dall'eventuale sbarramento stabilito dalla legge, i partiti o le coalizioni sotto al 15 - 20% dei voti sarebbero gravemente penalizzati (leggi: Movimento 5 Stelle), a
meno che non siano radicati su territori specifici e quindi capaci, nei loro collegi di riferimento, di superare quella soglia (leggi: la Lega).
A tutto ciò si unirebbe un premio di maggioranza alla coalizione che supera il 45% dei voti, che otterrebbe il 55% dei seggi. Se nessuno dovesse raggiungere quel risultato, cosa che attualmente appare molto improbabile, il premio si limiterebbe ad un 5% in più alla lista più votata (leggi: via libera al governo Monti bis di larghe intese).
Non c'è che dire, al peggio non c'è mai fine.
Per conoscere meglio il sistema elettorale spagnolo:
- Scheda 1: http://www.astrid-online.it/dossier--r1/documenti/scheda-sistema-elett.-spagna.pdf
- Scheda 2: http://www.termometropolitico.it/12150_il-sistema-elettorale-spagnolo-e-le-conseguenze-per-litalia.html
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