di Fabrizio Tringali
In ossequio al nome del nostro blog, cerchiamo di darvi notizia dei momenti in cui all'interno del mainstream qualcuno rompe i "tabu" del pensiero unico. Di solito, infatti, quando questo succede, significa che tra le "alte sfere" cominciano a farsi strada idee ed opinione impensabili fino a poco tempo prima.Ebbene: se pensavate che sul Corriere della Sera non avreste mai letto nulla di critico verso l'eurozona e se pensavate che il quotidiano di Via Solferino non si sarebbe mai sognato di mettere in discussione il fatto che dalla crisi usciremo grazie a "più Europa", leggetevi questo editoriale di Giovanni Sartori pubblicato lunedi 12 Novembre, in cui il noto scienziato politico definisce l'eurozona un "animale assurdo" e spiega le ragioni per cui ritiene assurdo pensare di risolvere i problemi con maggiore integrazione politica fra gli Stati.
Certo, l'articolo contiene molte cose non condivisibili, ma non è importante elencarle. Ciò che è importante è il fatto che l'editoriale di punta del Corriere della Sera sia un sostanziale "j'accuse" non solo contro l'euro e contro le misure politiche ed economiche che i vertici europei ci stanno imponendo, ma anche contro gli stessi pilastri del mercato unico!
Di quanto sia significativo tutto ciò, si accorge Gianluigi Paragone, da tempo attento a questi temi, che dalle colonne di Libero rilancia la discussione sul ruolo dello Stato nell'economia, che in tempi di crisi può azionare la leva della spesa pubblica in chiave anticlica, e sulla necessità di introdurre misure a protezione delle economie nazionali.
Non possiamo sapere quanto dureranno i countdown per l'euro e per l'Unione Europea. Ma di certo sono iniziati.