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domenica 13 ottobre 2013

Un cimitero europeo

Segnaliamo un ottimo intervento di Galli della Loggia sul Corriere. A volte il mainstream si rivela in grado di esprimere riflessioni interessanti. Il caso di Maria Pia Lorenzetti, che viene qui trattato, è un triste epifenomeno dell'incredibile degrado raggiunto dalla nostra classe politica (e accademica, e imprenditoriale). Un fenomeno che, con solare evidenza, non è addebitabile ai soli berlusconiani, o al solo berlusconismo. Vale la pena di notare come questi episodi facciano giustizia di uno dei più diffusi luoghi comuni di questo paese: l'esigenza dell'Europa come freno ai fenomeni di incivilità e corrutela, come salvaguardia degli italiani da sé stessi. Una versione etica e moraleggiante del Vincolo Esterno. Ebbene, come avevamo già evidenziato, l'argomento non sta in piedi, perché la classe politica che è all'origine della corruzione endemica che ci pervade è la stessa classe che in questi anni ha dato ogni sostegno politico al progetto europeo. L'euro e la UE in Italia stanno in piedi grazie ai voti delle Lorenzetti, e non sembrano davvero in grado di "neutralizzare" queste ultime. Galli della Loggia definisce l'Italia un "cimitero delle illusioni". Un cimitero che non perde la sua fede europeista.

giovedì 24 gennaio 2013

Contraddizioni in seno al mainstream

Claudio Martini


Wolfgang Munchau è un noto economista e commentatore tedesco, che ha già dimostrato di possedere notevole lucidità nell'analisi della crisi europea.
Il suo articolo sul Financial Times
ha rappresentato un colpo durissimo inferto alla credibilità tecnica di Mario Monti, ed è sintomo di un discreto quanto importante cambio di rotta di una delle "navi ammiraglie" del mainstream globale. Su questo torneremo tra poco. Ora non possiamo non notare come le tesi di Munchau confortino chi crede che alla fine, per quanto possa essere spessa la coltre della disinformazione, la verità venga sempre a galla. Nell'intervista al Corriere di oggi Munchau non fa che ripetere gli argomenti da sempre proposti anche da questo blog, e sintetizzabili nella frase: il problema è l'Euro, non il debito pubblico. Facile comprendere la reazione non esattamente composta di Mario Monti, nonché quella della premiata ditta Alesina&Giavazzi (comico il loro riferimento all'"evidenza empirica" per dimostrare che tagliando i redditi pubblici si aumenti il totale dei redditi nazionali, cioè il PIL. Per loro rimandiamo a Keynes Blog.
Naturalmente Munchau rimane un economista da Financial Times, e cioè un economista ortodosso, anche se non omodosso. Da qui il riferimento all'ineludibile (per loro) riforma del lavoro.
Parlavamo di un cambio di rotta. Basta leggere l'ultimo editoriale del FT in risposta alle polemiche suscitate da Munchau.  Fino a qualche tempo fa il consenso della comunità finanziaria internazionale, espresso dalla loro stampa, appariva granitico per Mario Monti. Adesso il giudizio è più sfumato, anche Bersani va bene. Probabilmente hanno pesato le interviste, rilasciate proprio al FT, dello stesso Bersani prima e di Stefano Fassina poi (da leggere, quest'ultima, solo per le enormità pronunciate dal responsabile economico del PD).
Possiamo concludere che le élite finanziarie internazionali conoscono perfettamente l'origine della crisi italiana ed europea; e che dal loro giudizio dipende, in questa fase, l'accesso al ruolo di Presidente del Consiglio .

mercoledì 14 novembre 2012

Cambia il vento?


di Fabrizio Tringali
In ossequio al nome del nostro blog, cerchiamo di darvi notizia dei momenti in cui all'interno del mainstream qualcuno rompe i "tabu" del pensiero unico. Di solito, infatti, quando questo succede, significa che tra le "alte sfere" cominciano a farsi strada idee ed opinione impensabili fino a poco tempo prima.
Ebbene: se pensavate che sul Corriere della Sera non avreste mai letto nulla di critico verso l'eurozona e se pensavate che il quotidiano di Via Solferino non si sarebbe mai sognato di mettere in discussione il fatto che dalla crisi usciremo grazie a "più Europa", leggetevi questo editoriale di Giovanni Sartori pubblicato lunedi 12 Novembre, in cui il noto scienziato politico definisce l'eurozona un "animale assurdo" e spiega le ragioni per cui ritiene assurdo pensare di risolvere i problemi con maggiore integrazione politica fra gli Stati.

Certo, l'articolo contiene molte cose non condivisibili, ma non è importante elencarle. Ciò che è importante è il fatto che l'editoriale di punta del Corriere della Sera sia un sostanziale "j'accuse" non solo contro l'euro e contro le misure politiche ed economiche che i vertici europei ci stanno imponendo, ma anche contro gli stessi pilastri del mercato unico!
Di quanto sia significativo tutto ciò, si accorge Gianluigi Paragone, da tempo attento a questi temi, che dalle colonne di Libero rilancia la discussione sul ruolo dello Stato nell'economia, che in tempi di crisi può azionare la leva della spesa pubblica in chiave anticlica, e sulla necessità di introdurre misure a protezione delle economie nazionali.
Non possiamo sapere quanto dureranno i countdown per l'euro e per l'Unione Europea. Ma di certo sono iniziati.