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giovedì 12 marzo 2015

Poche ma sentite parole

Maurizio Viroli ha pubblicato ieri, sul "Fatto Quotidiano", un breve commento alla decisione della minoranza PD di votare a favore della "riforma" renziana del Senato. Lo potete leggere qui:


http://giacomosalerno.com/2015/03/11/la-minoranza-dem-gente-senza-dignita-maurizio-viroli/


Non c'è davvero molto altro da aggiungere. Per leggere qualcosa di meno deprimente, consiglio un ulteriore intervento di Mimmo Porcaro, ospitato nel blog di Bagnai:


http://goofynomics.blogspot.it/2015/03/di-che-cosa-abbiamo-bisogno-appunti-per.html


Ammetto che sarei molto tentato di entrare nel partito/fazione/corrente di Mimmo Porcaro, se solo esistesse.
(M.B.)

sabato 20 aprile 2013

Ben detto

Dal sito "Appello al popolo"  riprendiamo questo intervento di Stefano D'Andrea, che condividiamo.
(M.B.)


Chi deve rendere conto? I dirigenti del PD o gli elettori?

Cari elettori del PD, adesso DOVETE RENDERE CONTO. VOI DOVETE RENDERE CONTO. NON I DIRIGENTI DEL PD.
Che il PD fosse più liberista del PDL era stato dimostrato dalle privatizzazioni, dalla confessione di D'Alema: "siamo più liberisti di voi" e dal sostegno convinto a Monti.
Che il PD fosse meno laico della DC era stato dimostrato, sotto il governo D'Alema (Berlinguer Ministro dell'istruzione), quando per la prima volta furono dati soldi alle scuole private (la DC non lo aveva mai fatto).
Che il PD fosse più filo-atlantico del PDL era stato dimostrato da D'Alema che andò ad Aviano a veder partire gli aerei USA che bombardavano la Serbia; e dalla politica energetica contro gli interessi italiani ma (senza ragione) anti Putin e Gheddafi, per non dispacere agli USA e anzi per realizzare gli interessi di questi ultimi.
Che Bersani, D'Alema e Veltroni assieme non facessero un buon politico della prima repubblica (non pensiamo nemmeno a uno statista), lo dimostrano le loro sconfitte, le depressioni, le dimissione immotivate e, plasticamente, l'esito comico dell'attività svolta da Bersani negli ultimi mesi.
Ora la posizione del PD su Rodota' VI SCONVOLGE.
SONO SCONVOLTO CHE VI SCONVOLGA: a me non ha sconvolto e fin dal primo momento ho dichiarato ad amici e parenti: "il PD non ha nulla a che vedere con Rodotà".
Sono veramente sconvolto: IN CHE MONDO SIETE VISSUTI?
Non è il PD che deve rendere conto a voi delle sue scelte.
Siete VOI che DOVETE RENDERE CONTO. DOVETE SPIEGARE, PRIMA DI TUTTO A VOI STESSI: COME MAI ERAVATE DEL TUTTO INCAPACI DI CAPIRE IL MONDO IN CUI VIVEVATE E CHE AVETE SOSTENUTO?
SD'A

venerdì 19 aprile 2013

Perché Bersani si suicida? (con addendum)


Perché Bersani si suicida? 
Perché va contro il volere di gran parte del suo partito, della schiacciante maggioranza dei suoi elettori, della sensibilità diffusa nel paese?
Perché fa questo enorme regalo, in termini di immagine, a Renzi, e in termini politici, a Vendola?
Perché si rimangia tutte le sue aperture al M5S, e si gioca tutta la carriera su una personalità ampiamente screditata?
Perché resuscita Berlusconi, conferendogli il ruolo di King Maker?
Perché?
La risposta più ovvia è che Bersani sia un deficiente. Un povero idiota.  Un miserabile cretino.
Una risposta appena più smaliziata fa riferimento all'ambizione personale di Bersani: Marini con ogni probabilità lo nominerà a Palazzo Chigi, così l'uomo di Bettola passerebbe storia come il primo "comunista" che, in Europa, sia mai andato al governo dopo aver vinto delle elezioni.
Ancora, si può indicare come ragione l'appetito della classe dirigente PD, che ragiona col minimax: il massimo risultato (le prime quattro cariche dello stato) col minimo delle risorse (meno di un terzo dei voti espressi). E il fine dopotutto giustifica i mezzi.
Ma tutto ciò fatica a convincermi. 
Non dico che questi elementi non esistano e non siano rilevanti. Dico che non mi sembrano sufficienti da soli a giustificare tanta incredibile protervia.
Noi dobbiamo sempre ragionare tendendo d'occhio il contesto in cui ci muoviamo. Il contesto è la dittatura della Troika. La Troika vuole un governo che faccia tagli e riforme neoliberiste. I partiti che hanno scommesso tutto sull'euro non possono che obbedire ai desiderata della Troika. E l'unico governo che può accontentare la Troika, oggi, è un governo di "larghe intese" tra i sabotatori dell'economia e della dignità nazionale.
Ecco perché Rodotà non va bene. 
Oltre ai suoi indiscutibili demeriti agli occhi della Troika (la critica al Fiscal Compact, la vicinanza con la FIOM) il giurista calabrese non va bene perché il suo nome è la negazione stessa di qualsiasi ipotesi di larghe intese. La sua sola presenza al Colle sposterebbe gli equilibri politici italiani in un senso incompatibile con i voleri della Troika. 
Ora, se per caso qualche piddino legge queste righe, vorrei che si fermasse a riflettere. A riflettere su come l'euro costringa la sinistra italiana a suicidarsi.
Perché questo ultimo atto è la fine della sinistra in Italia, questo è chiaro.
La sinistra come l'abbiamo conosciuta muore oggi, in Italia (curiosamente, nel 65esimo anniversario della sconfitta elettorale che consegnò il PCI al suo eterno ruolo di minorità*).
Mi chiedo che sensazioni possa provare il piddino. Delusione? Scorno? Sorpresa?
Sorge una considerazione che fa sorridere, anche perché sembra il frutto di un delirio di onnipotenza: se la sinistra italiana ci avesse ascoltato oggi non assisterebbe al suo stesso tracollo.
Dementat deus quos perdere vult. (C.M.)
Addendum del venerdì mattina: è ufficiale, dopo il tremendo flop di Marini il candidato del PD è Prodi. Il danno di immagine rimane, anche se sembra circoscritto più alla figura di Bersani che a quella del PD. Prodi al Quirinale significa la fine delle ipotesi di "larghe intese". E significa elevare alla massima carica dello stato uno dei maggiori responsabili diretti del disastro economico attuale. Il PD non si smentisce.

Addendum 2 (scritto da Fabrizio): Una possibile chiave di lettura dell'atteggiamento di Bersani, integrativa a quanto finora scritto in questo pezzo, è che questa era l'unica strada per arrivare a portare D'Alema al colle. Prima bisognava tentare un accordo col PDL ben sapendo che non sarebbe andato in porto (figuriamoci se Bersani non aveva sentore del flop di Marini, che ha preso ben 200 voti in meno delle attese). 

Poi ciccia fuori Prodi, il quale ovviamente può farcela, ma solo se tutto il centrosinistra vota compatto, perché l'ex premier che ci ha portato nell'euro, di voti esterni a pd-sel ne prenderà pochini. E' quindi tutto nelle mani dei possibili franchi tiratori dalemiani.... e se Prodi non passa, una candidatura come quella di D'Alema può diventare vincente: eventuali franchi tiratori renziani saranno silenziati dallo stesso Renzi (che probabilmente è già d'accordo con D'Alema) e dal "soccorso azzurro" cioè dai voti provenienti dal centrodestra, con un Berlusconi che ufficialmente protesterà, ma sotto sotto gradisce avere al Colle l'uomo dell'inciucio.


*questo commento è stato scritto giovedì 18 aprile.

giovedì 24 gennaio 2013

Contraddizioni in seno al mainstream

Claudio Martini


Wolfgang Munchau è un noto economista e commentatore tedesco, che ha già dimostrato di possedere notevole lucidità nell'analisi della crisi europea.
Il suo articolo sul Financial Times
ha rappresentato un colpo durissimo inferto alla credibilità tecnica di Mario Monti, ed è sintomo di un discreto quanto importante cambio di rotta di una delle "navi ammiraglie" del mainstream globale. Su questo torneremo tra poco. Ora non possiamo non notare come le tesi di Munchau confortino chi crede che alla fine, per quanto possa essere spessa la coltre della disinformazione, la verità venga sempre a galla. Nell'intervista al Corriere di oggi Munchau non fa che ripetere gli argomenti da sempre proposti anche da questo blog, e sintetizzabili nella frase: il problema è l'Euro, non il debito pubblico. Facile comprendere la reazione non esattamente composta di Mario Monti, nonché quella della premiata ditta Alesina&Giavazzi (comico il loro riferimento all'"evidenza empirica" per dimostrare che tagliando i redditi pubblici si aumenti il totale dei redditi nazionali, cioè il PIL. Per loro rimandiamo a Keynes Blog.
Naturalmente Munchau rimane un economista da Financial Times, e cioè un economista ortodosso, anche se non omodosso. Da qui il riferimento all'ineludibile (per loro) riforma del lavoro.
Parlavamo di un cambio di rotta. Basta leggere l'ultimo editoriale del FT in risposta alle polemiche suscitate da Munchau.  Fino a qualche tempo fa il consenso della comunità finanziaria internazionale, espresso dalla loro stampa, appariva granitico per Mario Monti. Adesso il giudizio è più sfumato, anche Bersani va bene. Probabilmente hanno pesato le interviste, rilasciate proprio al FT, dello stesso Bersani prima e di Stefano Fassina poi (da leggere, quest'ultima, solo per le enormità pronunciate dal responsabile economico del PD).
Possiamo concludere che le élite finanziarie internazionali conoscono perfettamente l'origine della crisi italiana ed europea; e che dal loro giudizio dipende, in questa fase, l'accesso al ruolo di Presidente del Consiglio .

lunedì 26 novembre 2012

Le stesse cose ritornano

Riprendiamo una intervista a Vendola di qualche tempo fa. Ci pare che essa rappresenti bene il tipo di operazione che sta tentando il leader di SEL: da una parte si dicono “cose di sinistra” contro il liberismo, l'austerità, la politica di Monti e così via, dall'altra si cerca un accordo elettorale con il PD (cioè con il ceto politico che da decenni è alfiere di politiche antipopolari e oggi sostiene l'austerità del governo Monti), non si esclude la possibilità di Monti al  Quirinale e si accetta l'idea di accordi con Casini per “gli  Stati Uniti d'Europa”, cioè per rafforzare quella mostruosa UE  che ci impone l'austerità, lo stravolgimento della Costituzione e la cancellazione di quel poco di sovranità e democrazia che ancora possediamo.
Si prova davvero un certo sgomento a veder ripetere una serie di meccanismi che già hanno portato ai disastri operati da Rifondazione, e che già avevo analizzato, assieme al compianto Massimo Bontempelli, ne “La sinistra rivelata”. Per non dilungarmi, ripeterò in forma schematica: SEL non ha ovviamente la minima possibilità di far passare dei contenuti alternativi in un futuro governo Bersani. Il suo ruolo, se il gioco di Vendola riesce, sarà solo quello di decorare con chiacchiere di sinistra una politica ferocemente antipopolare. La funzione di SEL è una sola, la stessa di Rifondazione ai tempi dei governi di centrosinistra: raccattare un po' di voti “di sinistra” per politiche feroci e distruttive, e in generale “coprire a sinistra” governi il cui scopo è la distruzione di diritti e redditi dei ceti subalterni e la regressione civile del paese, in modo da rendere più difficile la creazione di un'opposizione vera a tali governi. Questo ruolo, che fu di Rifondazione e oggi è di SEL (e del PdCI) è totalmente negativo. Non si può che augurarsi che tali realtà politiche spariscano dalla faccia della terra. Quando succederà, sarà sempre troppo tardi.
(M.B.)


martedì 24 aprile 2012

Esercizi di memoria



Da parte del governo e dei partiti di maggioranza il coro è
assordante: il massacro sociale che ci ha preparato il governo Monti
serve a "non farci finire come la Grecia". Noi siamo invece convinti
che queste misure ci porteranno proprio nella situazione della Grecia:
la quale, come è noto, ha fatto esattamente, tempo fa, quello che stiamo
facendo noi. Nel mondo contemporaneo si dimentica facilmente. Abbiamo
aperto questo blog anche per fare un esercizio di memoria. Facciamo
uno sforzo per non dimenticare quello che i Monti, i Bersani e tutti gli altri oggi ci dicono.
(M.B.)