Nel Corriere di oggi, Aldo Cazzullo intervista l'ex ministro Fornero. Lettura interessante, rispetto alla quale mi limito a fare un rapido commento su due passaggi. Il primo è il seguente:
all'estero si guarda molto di più ai contenuti. E sono consapevoli del lavoro che abbiamo fatto: sono appena andata due settimane in Germania, dove ho presentato e discusso le nostre riforme. Sono cose che fanno piacere.
e il commento ovvio è: fanno piacere a chi? Ai ceti dirigenti tedeschi di sicuro, e al popolo italiano?
L'altro passaggio è una annotazione rispetto alla decisione di Monti di "salire in politica". Dice Fornero:
La decisione fu presa nella linea del servizio al Paese e, credo, anche tenendo conto delle aspettative all'estero.
E anche qui si potrebbero fare tanti commenti, del tipo "avevamo avuto il sospetto, in effetti" oppure "si dice estero, si intende Berlino (e Washington)". Ma la cosa migliore è mettere assieme i due passaggi per capire bene con chi abbiamo a che fare. Ministri che ci tolgono diritti e redditi e poi vanno a farsi fare i complimenti in Germania, e certo sono cose che fanno piacere. Capi di governo le cui scelte politiche tengono conto, certo, delle aspettative all'estero. Un bel quadretto. Un ministro del governo di Vidkun Quisling non avrebbe detto cose diverse, mi immagino.
(M.B.)
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mercoledì 23 ottobre 2013
domenica 15 settembre 2013
Letta difende la sovranità dell'italia
No non ho bevuto, mi sono limitato a leggere La Stampa. Ma tutti i quotidiani nazionali riportano le ultime dichiarazioni di Letta, che ultimamente si fanno via via più divertenti. Dunque, il fatto è il parlamento italiano (cioè i nostri rappresentanti, cioè tutti noi) non può sfiduciare il governo del Nipote di Suo Zio, perché altrimenti pagheremmo tutti l'IMU. E qui siamo nell'ambito degli squallidi ricattini politici. Nulla di così nefasto, abbiamo visto di peggio. Ma il bello viene dopo. Letta annuncia che ciò che rende davvero inaffondabile il suo governo è la legge di stabilità (la vecchia finanziaria): «se il governo cade la scriveranno a Bruxelles, per un motivo molto semplice, che abbiamo la stessa moneta».
Rileggiamo. Se il parlamento sfiducia il governo non può più formare e approvare la legge di stabilità, che pure è un atto che la costituzione gli riserva; né potrà concorrere a formarla un nuovo governo, o magari nuove camere scauturite dalla fine anticipata della legislatura, nè nulla che assomigli a qualcosa che ha a che fare con il processo democratico. No. Letta è l'unico in Italia che può sovraintendere alla formazione della legge di stabilità; se non c'è lui, subentra Olli Rehn. Tutto perché abbiamo la stessa moneta. Non è perciò assurdo che il giornalista riassuma il discorso di Letta in questi termini: "Mantenere la stabilità politica, insomma, diventa una ricetta per difendere la sovranità, nei limiti delle regole comuni che l’Europa s’è data nel nome dell’euro". Una storia che abbiamo già sentito, ricordate?
Queste dichiarazioni sono interessanti per comprendere quanto sia profondo il pozzo in cui siamo precipitati. Innanzitutto ci chiarisce la totale perdita di sovranità che abbiano subito, visto che non siamo liberi di sostituire un governo con un altro. Gli artefici di tale perdita di sovranità ci dicono poi che bisogna difenderla. Questo nei giorni pari; in quelli dispari ci ricordano che non ne abbiamo ceduta abbastanza.
Tale, demenziale deriva è resa possibile dal fatto che questi soggetti non trovano di fronte a loro un'opposizione vera e propria. In mancanza di questa, si possono permettere di dire quello che vogliono. E dicono quello che vogliono. Sono padroni del campo, e possono prendersi gioco di noi in un clima di assoluta impunità. (C.M.)
Rileggiamo. Se il parlamento sfiducia il governo non può più formare e approvare la legge di stabilità, che pure è un atto che la costituzione gli riserva; né potrà concorrere a formarla un nuovo governo, o magari nuove camere scauturite dalla fine anticipata della legislatura, nè nulla che assomigli a qualcosa che ha a che fare con il processo democratico. No. Letta è l'unico in Italia che può sovraintendere alla formazione della legge di stabilità; se non c'è lui, subentra Olli Rehn. Tutto perché abbiamo la stessa moneta. Non è perciò assurdo che il giornalista riassuma il discorso di Letta in questi termini: "Mantenere la stabilità politica, insomma, diventa una ricetta per difendere la sovranità, nei limiti delle regole comuni che l’Europa s’è data nel nome dell’euro". Una storia che abbiamo già sentito, ricordate?
Queste dichiarazioni sono interessanti per comprendere quanto sia profondo il pozzo in cui siamo precipitati. Innanzitutto ci chiarisce la totale perdita di sovranità che abbiano subito, visto che non siamo liberi di sostituire un governo con un altro. Gli artefici di tale perdita di sovranità ci dicono poi che bisogna difenderla. Questo nei giorni pari; in quelli dispari ci ricordano che non ne abbiamo ceduta abbastanza.
Tale, demenziale deriva è resa possibile dal fatto che questi soggetti non trovano di fronte a loro un'opposizione vera e propria. In mancanza di questa, si possono permettere di dire quello che vogliono. E dicono quello che vogliono. Sono padroni del campo, e possono prendersi gioco di noi in un clima di assoluta impunità. (C.M.)
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lunedì 5 agosto 2013
La sinistra non capisce nulla
Francesco De Gregori, l'autore di tante bellissime canzoni che hanno segnato la nostra “educazione sentimentale”, ci ha fatto sapere alcune sue opinioni politiche in un'intervista al Corriere della Sera del 31 luglio. Si tratta di un documento interessante per capire la realtà del nostro paese, e in particolare di quella parte dell'opinione pubblica che qualifichiamo “sinistra”. De Gregori infatti è una persona colta e intelligente, sa parlare bene, non aggredisce e non insulta. Non è uno studioso, ma è sicuramente un rappresentante della parte migliore dell'opinione pubblica di sinistra. Ebbene, che cosa emerge da questa intervista? Emerge, per esempio, che De Gregori alle ultime elezioni ha votato Monti e Bersani e che nutre “un certo rispetto per il lavoro non facile di Letta e Alfano”. Opinioni rispettabilissime e condivise da molti. La cosa che turba leggermente la mia mente razionalistica è che De Gregori, dopo queste affermazioni, aggiunge
Sono convinto che vadano tutelate le fasce sociali più deboli, gli immigrati, i giovani (..). Sono convinto che bisogna lavorare per rendere i poveri meno poveri, che la ricchezza debba essere redistribuita; anche se non credo che la ricchezza in quanto tale vada punita. E sono a favore della scuola pubblica (...)
Ora, il problema che si pone è ovvio: come fa una persona intelligente e onesta a tenere assieme le due cose? La risposta è abbastanza facile: De Gregori non ha capito nulla. Non ha la minima idea di quale sia la realtà sociale, economica e politica dell'Italia e del mondo. Ovviamente, questa affermazione deve essere presa cum grano salis. Intendo cioè dire che una persona come De Gregori non ha capito le cose fondamentali, non ha uno strumento di lettura corretto della realtà, e quindi non sa in nessun modo comprendere la realtà stessa. Poi in mezzo a questa fondamentale incomprensione vi possono essere tante singole osservazioni sensate e analisi ragionevoli. Ma nella sostanza l'incomprensione è totale.
Ovviamente non si tratta di un limite personale (fosse questo, non varrebbe la pena parlarne). Il punto è quello che dicevamo sopra: De Gregori è un ottimo rappresentante dell'opinione pubblica di sinistra (delle sue parti migliori, aggiungiamo). Questo ci permette di definire cosa è la sinistra oggi: è la parte di opinione pubblica nella quale è possibile sostenere di votare per Monti affermando allo stesso tempo di voler tutelare le fasce più deboli, senza che questa strabiliante affermazione venga accolta, come meriterebbe, da fischi e pernacchie. La domanda allora è la stessa vista sopra: come è possibile? E la risposta è pure la stessa: è possibile perché la sinistra non ha capito nulla di quello che è successo negli ultimi trent'anni, in Italia e nel mondo (mi riferisco qui, ovviamente, alle persone oneste come De Gregori, escludendo i mascalzoni). E qui per “sinistra” intendo ovviamente quella sua parte che ne struttura il ragionare e il sentire, cioè il ceto politico, gli intellettuali, i giornali e gli studiosi. L'intero mondo della sinistra non capisce nulla della realtà contemporanea. Questo dovrebbe essere ormai un punto fermo. Occorre assumerlo con chiarezza, per metabolizzarlo e andare, si spera, oltre la sinistra. Come esercizio di metabolizzazione, si può cominciare a sostituire alla astrazione “sinistra” la concretezza di alcune singole persone. Provate: Rossanda non ha capito nulla. Tronti non ha capito nulla. Asor Rosa non ha capito nulla. Fassina non ha capito nulla. E così via. E' un esercizio salutare.
(M.B.)
Sono convinto che vadano tutelate le fasce sociali più deboli, gli immigrati, i giovani (..). Sono convinto che bisogna lavorare per rendere i poveri meno poveri, che la ricchezza debba essere redistribuita; anche se non credo che la ricchezza in quanto tale vada punita. E sono a favore della scuola pubblica (...)
Ora, il problema che si pone è ovvio: come fa una persona intelligente e onesta a tenere assieme le due cose? La risposta è abbastanza facile: De Gregori non ha capito nulla. Non ha la minima idea di quale sia la realtà sociale, economica e politica dell'Italia e del mondo. Ovviamente, questa affermazione deve essere presa cum grano salis. Intendo cioè dire che una persona come De Gregori non ha capito le cose fondamentali, non ha uno strumento di lettura corretto della realtà, e quindi non sa in nessun modo comprendere la realtà stessa. Poi in mezzo a questa fondamentale incomprensione vi possono essere tante singole osservazioni sensate e analisi ragionevoli. Ma nella sostanza l'incomprensione è totale.
Ovviamente non si tratta di un limite personale (fosse questo, non varrebbe la pena parlarne). Il punto è quello che dicevamo sopra: De Gregori è un ottimo rappresentante dell'opinione pubblica di sinistra (delle sue parti migliori, aggiungiamo). Questo ci permette di definire cosa è la sinistra oggi: è la parte di opinione pubblica nella quale è possibile sostenere di votare per Monti affermando allo stesso tempo di voler tutelare le fasce più deboli, senza che questa strabiliante affermazione venga accolta, come meriterebbe, da fischi e pernacchie. La domanda allora è la stessa vista sopra: come è possibile? E la risposta è pure la stessa: è possibile perché la sinistra non ha capito nulla di quello che è successo negli ultimi trent'anni, in Italia e nel mondo (mi riferisco qui, ovviamente, alle persone oneste come De Gregori, escludendo i mascalzoni). E qui per “sinistra” intendo ovviamente quella sua parte che ne struttura il ragionare e il sentire, cioè il ceto politico, gli intellettuali, i giornali e gli studiosi. L'intero mondo della sinistra non capisce nulla della realtà contemporanea. Questo dovrebbe essere ormai un punto fermo. Occorre assumerlo con chiarezza, per metabolizzarlo e andare, si spera, oltre la sinistra. Come esercizio di metabolizzazione, si può cominciare a sostituire alla astrazione “sinistra” la concretezza di alcune singole persone. Provate: Rossanda non ha capito nulla. Tronti non ha capito nulla. Asor Rosa non ha capito nulla. Fassina non ha capito nulla. E così via. E' un esercizio salutare.
(M.B.)
sabato 20 aprile 2013
Ben detto
Dal sito "Appello al popolo" riprendiamo questo intervento di Stefano D'Andrea, che condividiamo.
(M.B.)
Chi deve rendere conto? I dirigenti del PD o gli elettori?
Cari elettori del PD, adesso DOVETE RENDERE CONTO. VOI DOVETE RENDERE CONTO. NON I DIRIGENTI DEL PD.
Che il PD fosse più liberista del PDL era stato dimostrato dalle privatizzazioni, dalla confessione di D'Alema: "siamo più liberisti di voi" e dal sostegno convinto a Monti.
Che il PD fosse meno laico della DC era stato dimostrato, sotto il governo D'Alema (Berlinguer Ministro dell'istruzione), quando per la prima volta furono dati soldi alle scuole private (la DC non lo aveva mai fatto).
Che il PD fosse più filo-atlantico del PDL era stato dimostrato da D'Alema che andò ad Aviano a veder partire gli aerei USA che bombardavano la Serbia; e dalla politica energetica contro gli interessi italiani ma (senza ragione) anti Putin e Gheddafi, per non dispacere agli USA e anzi per realizzare gli interessi di questi ultimi.
Che Bersani, D'Alema e Veltroni assieme non facessero un buon politico della prima repubblica (non pensiamo nemmeno a uno statista), lo dimostrano le loro sconfitte, le depressioni, le dimissione immotivate e, plasticamente, l'esito comico dell'attività svolta da Bersani negli ultimi mesi.
Ora la posizione del PD su Rodota' VI SCONVOLGE.
SONO SCONVOLTO CHE VI SCONVOLGA: a me non ha sconvolto e fin dal primo momento ho dichiarato ad amici e parenti: "il PD non ha nulla a che vedere con Rodotà".
Sono veramente sconvolto: IN CHE MONDO SIETE VISSUTI?
Non è il PD che deve rendere conto a voi delle sue scelte.
Siete VOI che DOVETE RENDERE CONTO. DOVETE SPIEGARE, PRIMA DI TUTTO A VOI STESSI: COME MAI ERAVATE DEL TUTTO INCAPACI DI CAPIRE IL MONDO IN CUI VIVEVATE E CHE AVETE SOSTENUTO?
SD'A
(M.B.)
Chi deve rendere conto? I dirigenti del PD o gli elettori?
Cari elettori del PD, adesso DOVETE RENDERE CONTO. VOI DOVETE RENDERE CONTO. NON I DIRIGENTI DEL PD.
Che il PD fosse più liberista del PDL era stato dimostrato dalle privatizzazioni, dalla confessione di D'Alema: "siamo più liberisti di voi" e dal sostegno convinto a Monti.
Che il PD fosse meno laico della DC era stato dimostrato, sotto il governo D'Alema (Berlinguer Ministro dell'istruzione), quando per la prima volta furono dati soldi alle scuole private (la DC non lo aveva mai fatto).
Che il PD fosse più filo-atlantico del PDL era stato dimostrato da D'Alema che andò ad Aviano a veder partire gli aerei USA che bombardavano la Serbia; e dalla politica energetica contro gli interessi italiani ma (senza ragione) anti Putin e Gheddafi, per non dispacere agli USA e anzi per realizzare gli interessi di questi ultimi.
Che Bersani, D'Alema e Veltroni assieme non facessero un buon politico della prima repubblica (non pensiamo nemmeno a uno statista), lo dimostrano le loro sconfitte, le depressioni, le dimissione immotivate e, plasticamente, l'esito comico dell'attività svolta da Bersani negli ultimi mesi.
Ora la posizione del PD su Rodota' VI SCONVOLGE.
SONO SCONVOLTO CHE VI SCONVOLGA: a me non ha sconvolto e fin dal primo momento ho dichiarato ad amici e parenti: "il PD non ha nulla a che vedere con Rodotà".
Sono veramente sconvolto: IN CHE MONDO SIETE VISSUTI?
Non è il PD che deve rendere conto a voi delle sue scelte.
Siete VOI che DOVETE RENDERE CONTO. DOVETE SPIEGARE, PRIMA DI TUTTO A VOI STESSI: COME MAI ERAVATE DEL TUTTO INCAPACI DI CAPIRE IL MONDO IN CUI VIVEVATE E CHE AVETE SOSTENUTO?
SD'A
giovedì 28 marzo 2013
L'idea di Democrazia che muove l'Unione Europea
Che le opinioni del popolo, quando
siano ragionevoli e mature, debbano dirigere la condotta di
coloro a cui ha affidato i suoi affari, è ciò che risulta
naturalmente dallo stabilimento di una Costituzione repubblicana; ma
i principi repubblicani non esigono affatto che ci si lasci
impressionare dal minimo vento delle passioni popolari, né
che si debba obbedire a tutti gli impulsi momentanei che la massa può
ricevere dalla mano artificiosa di coloro che ne accarezzano i
pregiudiziper tradirne gli interessi. Il popolo generalmente non
desidera altro che il bene pubblico, questo è vero; ma sbaglia
spesso nel cercarlo. (…)
Quando i veri interessi del
popolo sono contrari ai suoi desideri, il dovere di quelli che esso
ha posto alla guida dei suoi interessi è di combattere l'errore di
cui esso è momentaneamente vittima,
per dargli tempo di riconoscersi e di vedere le cose a sangue freddo.
Ed è avvenuto più di una volta che il popolo, salvato così dalle
fatali conseguenze dei suoi errori, abbia voluto elevare monumenti a
uomini che avevano avuto il coraggio di dispiacergli per servirlo.
Alexander
Hamilton, Federalist Paper n. 71. Citato in La
Democrazia in Europa, di
Monti e Goulard, a pp. 38. (C.M.)
mercoledì 6 marzo 2013
Quando il Nobel è dalla tua
Leggere l'ultimo articolo di Paul Krugman regala strane sensazioni. In particolare dà l'impressione di essere prigionieri in una galera dove i secondini sono matti: una sorta di manicomio criminale all'incontrario. Tutto ciò che ci viene presentato come ovvietà (il problema sono i deficit eccessivi, l'austerità è indispensabile, la svalutazione è MALE, il commercio internazionale è un bene in sé) viene sbriciolato di riga in riga. Mostri stupidi come Olli Rehn e Mario Monti ci tengono incatenati, mentre l'intellighenzia internazionale, ben incarnata da Paul Krugman, sorride di fronte alla stravaganza del fenomeno. Un bel crepuscolo per la civiltà europea. (C.M.)
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lunedì 18 febbraio 2013
Liberarsi dei luoghi comuni
Questo blog ha, fra le sue tesi di fondo, quella secondo cui l'atteggiamento degli USA verso l'Euro e verso diversi soggetti internazionali (su tutti l'Iran) sia molto diverso da quello della vulgata (ecco un esempio). Parlo di "vulgata" proprio per chiarire che, per esempio, l'idea di un'America decisa a minare l'Euro è un luogo comune, una chiacchiera da bar, e non riflette quanto ci viene a far sapere la stampa mainstream ogni giorno. Non si tratta dunque di disinformazione da parte dei media, ma di un vero e proprio equivoco fondato su faciloneria e pregiudizi, e alimentato ad arte da alcune realtà intellettuali e politiche.
La questione di quale sia la reale strategia degli USA in questo momento
storico rappresenta a mio avviso la vera questione politica di questi
tempi, da cui discendono tutte le altre. Ciò prelude ad altre
considerazioni, che saranno fatte a tempo debito in altri post. Per ora limitiamoci a segnalare due casi di plateale smentita della
vulgata da parte di alcuni fatti diffusi dal mainstream e non contestati
da nessuno, a nostra conoscenza.
Il primo non ha bisogno di particolari descrizioni: si tratta del viaggio di Napolitano a Washington, che fa il paio con il viaggio di Monti di un anno fa. L'interpretazione di questi viaggi è inequivocabile: gli USA sostengono con forza Napolitano e Monti perché vogliono che l'Italia resti nell'Euro e nell'UE, in quanto pilastro fondamentale di queste due organizzazioni. Questo almeno è chiaro per il Corriere.
Il secondo è rappresentato da un articolo di Maurizio Molinari di qualche giorno fa: fu lo stesso Obama a impedire che i ribelli siriani ricevessero armi. Alcuni membri dell'amministrazione proponevano, per opportunismo, di cavalcare la tigre della rivoluzione siriana e guadagnarsi credito presso quest'ultima con aiuti e rifornimenti; altri, la maggioranza, hanno invece scommesso sulla permanenza al potere di Bashar Assad, anche al costo di un genocidio.
Ciò è coerente con il quadro da noi delineato in questi mesi, e sopratutto combacia con l'evidenza di un occidente che, a due anni dalle prime manifestazioni, non ha mosso un dito per far cadere il tiranno siriano. (C.M)
Il primo non ha bisogno di particolari descrizioni: si tratta del viaggio di Napolitano a Washington, che fa il paio con il viaggio di Monti di un anno fa. L'interpretazione di questi viaggi è inequivocabile: gli USA sostengono con forza Napolitano e Monti perché vogliono che l'Italia resti nell'Euro e nell'UE, in quanto pilastro fondamentale di queste due organizzazioni. Questo almeno è chiaro per il Corriere.
Il secondo è rappresentato da un articolo di Maurizio Molinari di qualche giorno fa: fu lo stesso Obama a impedire che i ribelli siriani ricevessero armi. Alcuni membri dell'amministrazione proponevano, per opportunismo, di cavalcare la tigre della rivoluzione siriana e guadagnarsi credito presso quest'ultima con aiuti e rifornimenti; altri, la maggioranza, hanno invece scommesso sulla permanenza al potere di Bashar Assad, anche al costo di un genocidio.
Ciò è coerente con il quadro da noi delineato in questi mesi, e sopratutto combacia con l'evidenza di un occidente che, a due anni dalle prime manifestazioni, non ha mosso un dito per far cadere il tiranno siriano. (C.M)
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giovedì 24 gennaio 2013
Contraddizioni in seno al mainstream
Claudio Martini
Wolfgang Munchau è un noto economista e commentatore tedesco, che ha già dimostrato di possedere notevole lucidità nell'analisi della crisi europea.
Il suo articolo sul Financial Times ha rappresentato un colpo durissimo inferto alla credibilità tecnica di Mario Monti, ed è sintomo di un discreto quanto importante cambio di rotta di una delle "navi ammiraglie" del mainstream globale. Su questo torneremo tra poco. Ora non possiamo non notare come le tesi di Munchau confortino chi crede che alla fine, per quanto possa essere spessa la coltre della disinformazione, la verità venga sempre a galla. Nell'intervista al Corriere di oggi Munchau non fa che ripetere gli argomenti da sempre proposti anche da questo blog, e sintetizzabili nella frase: il problema è l'Euro, non il debito pubblico. Facile comprendere la reazione non esattamente composta di Mario Monti, nonché quella della premiata ditta Alesina&Giavazzi (comico il loro riferimento all'"evidenza empirica" per dimostrare che tagliando i redditi pubblici si aumenti il totale dei redditi nazionali, cioè il PIL. Per loro rimandiamo a Keynes Blog.
Naturalmente Munchau rimane un economista da Financial Times, e cioè un economista ortodosso, anche se non omodosso. Da qui il riferimento all'ineludibile (per loro) riforma del lavoro.
Parlavamo di un cambio di rotta. Basta leggere l'ultimo editoriale del FT in risposta alle polemiche suscitate da Munchau. Fino a qualche tempo fa il consenso della comunità finanziaria internazionale, espresso dalla loro stampa, appariva granitico per Mario Monti. Adesso il giudizio è più sfumato, anche Bersani va bene. Probabilmente hanno pesato le interviste, rilasciate proprio al FT, dello stesso Bersani prima e di Stefano Fassina poi (da leggere, quest'ultima, solo per le enormità pronunciate dal responsabile economico del PD).
Possiamo concludere che le élite finanziarie internazionali conoscono perfettamente l'origine della crisi italiana ed europea; e che dal loro giudizio dipende, in questa fase, l'accesso al ruolo di Presidente del Consiglio .
domenica 23 dicembre 2012
Monti non si candida. Ecco perché
Mario Monti non sarà candidato alle prossime elezioni politiche.
Chi l'avrebbe mai detto? Be'... noi. Ecco qua, lo scrivevamo già a Settembre: http://il-main-stream.blogspot.it/2012/09/ecco-perche-napolitano-nomino-monti.html
I motivi sono quelli che riportavamo in quell'articolo: se si candidasse il voto si trasformerebbe in una sorta di referendum sul governo tecnico.
E i "NO" (cioè i voti a formazioni diverse da quella pro-Monti di Casini-Fini-Montezemolo-Riccardi) sarebbero molti più dei "SI".
Il che renderebbe difficile consegnare anche la prossima legislatura nelle mani del "rispettabile" servo dei potenti d'Europa, che della volontà degli italiani se ne fottono. E lo dicono pubblicamente: http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_mondo/12/22/Van-Rompuy-agenda-Monti-unica-strada_7991559.html
Durante la conferenza stampa di oggi Monti ha anche sottolineato di essere disponibile ad essere "punto di riferimento" per chi glielo chiederà e di essere pronto a formare un nuovo governo dopo le elezioni.
Queste dichiarazioni esprimono con chiarezza un totale disprezzo per la democrazia, per la Costituzione e per i cittadini italiani.
mercoledì 28 novembre 2012
Contributi pubblicati su Byoblu.com
Vi segnalo due contributi pubblicati da byoblu, con il quale ho il piacere di collaborare:
1) Un esempio di come cambiano gli aspetti della nostra vita concreta "grazie" ai vincoli europei: http://www.byoblu.com/post/2012/11/24/Il-patto-di-stabilita-Serve-a-privatizzare!.aspx
2) Un commento al recente documento ufficiale pubblicato da Palazzo Chigi in occasione del primo "compleanno" del governo Monti. L'esecutivo esplicita alcune semplici, ma inquietanti verità....
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venerdì 2 novembre 2012
Mario Draghi tra serio e faceto
Claudio Martini
L'uomo più potente d'Europa ha parlato, e come sempre ha detto cose profonde e importanti. Cose da leggere e ricordare.
Il punto politico innanzitutto: Draghi dà ragione a Merkel e Schauble e torto a Hollande e Monti. O almeno è questa la conclusione a cui approdare, se non si crede che il "dibattito" di queste settimane intorno alle nuove misure per "salvare l'Euro" non fosse una scadente recita, con Monsieur Croissance e il Signor Rigore a recitare la parte degli avversari dell'avidità tedesca, e che in realtà tutti gli attori fossero ben consci di come terminava il copione.
giovedì 25 ottobre 2012
Divertirsi leggendo l'ANSA
Nella homepage la notizia è presentata così: "Atene BRINDA".
E c'è proprio da festeggiare. Tra le importanti conquiste strappate dai negoziatori greci, brilla la seguente, che riguarda i dipendenti pubblici: "il periodo di preavviso in caso di licenziamento diventa di quattro mesi invece dei tre richiesti." Il Vendola greco, Fotis Kouvelis, sembra molto soddisfatto.
Monti: 'Io non sono indispensabile. Riforme radicali, no a moderazione'E poi:
Il titolo non rende giustizia al nostro primo ministro. "Sua Eccellenza" ha infatti dichiarato: "qualunque governo ci sia in Italia" dopo il voto, "sarà un governo che come gli altri dovrà muoversi all'interno delle regole e delle politiche decise nell'ambito dell'Ue, che impegnano i governi italiani, di qualunque colore essi siano, così come impegnano altri Paesi"
L'idea che il governo italiano vada vincolato, o che si trovi già nella posizione di chi non può "cambiare rotta" (come da Monti), è senz'altro un indiscutibile avanzamento della nostra società sulla via della modernizzazione, nonché un giusto ripudio dei vecchi miti e delle ammuffite ideologie del '900. Una questione però, anche correndo il rischio di passare per choosy: se le così stanno così, a che scopo dovremmo andare a votare, esattamente? (C.M.)
lunedì 8 ottobre 2012
Sorpresi?
Mettiamo in evidenza alcune notizie circolate nei giorni scorsi. In primo luogo, il Presidente della Corte dei Conti, in una situazione ufficiale, ha formulato critiche molto dure alle scelte economiche del governo (si veda anche, a questo proposito, l'analisi di V. Giacché). In secondo luogo, la manovra economica recentemente varata dal governo francese mostra come sia del tutto futile la distinzione destra/sinistra: finché si resta all'interno di euro e UE, i governi e i parlamenti non hanno nessuna reale scelta. Infine, la conseguenza logica delle politiche imposte dalle oligarchie europee è la crescita di movimenti violenti e poco democratici.
Tutto ciò non dovrebbe sorprendere i lettori di questo blog. Dovrebbe essere ormai chiaro quale sia, nella sua essenza, il meccanismo euro/UE: si tratta di impoverire i popoli con manovre economiche delle quali si sa già l'inutilità, per sottrarre diritti e democrazia, lasciando come unica possibilità ai popoli spaventati e impoveriti le reazioni estreme, che si possono comodamente incasellare e stigmatizzare sotto la rubrica "populismo". Tutto ciò è inevitabile se non sorge un movimento politico radicato sul terreno della democrazia e capace di mettere in primo piano la necessità di combattere euro e UE per quello che sono: nemici dei popoli europei.
(M.B.)
Tutto ciò non dovrebbe sorprendere i lettori di questo blog. Dovrebbe essere ormai chiaro quale sia, nella sua essenza, il meccanismo euro/UE: si tratta di impoverire i popoli con manovre economiche delle quali si sa già l'inutilità, per sottrarre diritti e democrazia, lasciando come unica possibilità ai popoli spaventati e impoveriti le reazioni estreme, che si possono comodamente incasellare e stigmatizzare sotto la rubrica "populismo". Tutto ciò è inevitabile se non sorge un movimento politico radicato sul terreno della democrazia e capace di mettere in primo piano la necessità di combattere euro e UE per quello che sono: nemici dei popoli europei.
(M.B.)
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giovedì 27 settembre 2012
Ecco perché Napolitano nominò Monti senatore a vita
di Fabrizio Tringali
Il mio ultimo post ha riscosso un certo successo ed è stato ripreso da molti altri siti e blog.
Qualcuno mi ha fatto notare che nella lista di colpi assestati alla Carta Costituzionale dal peggior presidente della Repubblica della storia d'Italia, mancava la nomina a senatore a vita di Mario Monti, avvenuta poco prima dell'investitura come premier.
Non mi ero dimenticato di questo fatto, anzi, per la sua importanza, esso va trattato a parte, ed il momento più adatto per farlo è questo, dato che Monti ha appena fatto outing: alle prossime elezioni non sarà candidato, dato che non ne ha bisogno, avendo diritto di essere membro del Parlamento a vita.
lunedì 17 settembre 2012
Due più due uguale ??
Non è difficile rispondere, non è difficile capire: non occorre avere la banca dati di Assange o penetrare in archivi super custoditi appesi per aria come Tom Cruise in non so più quale film.
Basta mettere assieme alcune cose esposte con chiarezza sui media.
Basta mettere assieme alcune cose esposte con chiarezza sui media.
venerdì 6 luglio 2012
Ancora una volta. Prendiamone atto.
E così il peggior governo nella storia della Repubblica Italiana ha portato a termine anche la cosiddetta “riforma del lavoro” cioè, senza virgolette, la sistematica distruzione dei diritti del lavoro, la riduzione del lavoratore ad una condizione di tipo ottocentesco. Un altro durissimo colpo alla civiltà del nostro paese, un altro passo verso l'imbarbarimento, che è l'unico progetto che hanno in mente i ceti dirigenti di questo disgraziato paese. È stupefacente come nessuno sembri più ricordare che quando si attaccano i diritti del lavoro si stanno attaccando i diritti di tutti, e che, di conseguenza, un arretramento su questo piano è un arretramento per tutti. Pagheremo tutti il prezzo di questo imbarbarimento. Tutti, s'intende, tranne uno strato sottilissimo di privilegiati.
Per capire il senso di quanto è
successo, segnaliamo questo articolo di Piergiovanni Alleva e quest'altro di Giorgio Cremaschi.
lunedì 2 luglio 2012
Timidamente, Il Sole 24 Ore....
di Fabrizio Tringali
Timidamente, con questo articolo, Il Sole 24 Ore fa un piccolo passo fuori dal coro unanime del mainstream, che festeggia la "vittoria" di Monti al recente vertice di Bruxelles.
Il pezzo non è un gran che, ma almeno spiega qualcuno dei motivi per cui a cantare vittoria è Berlino e non Roma (né Parigi).
Per quanto riguarda il secondo punto indicato nell'articolo, è falso che la condizionalità non ci sia. Quello che non c'è, per il momento, è il coinvolgimento del FMI, ma la condizionalità c'è eccome, altrimenti non avrebbero scritto nell'accordo che il Paese che accede al fondo deve firmare e rispettare un "memorandum". Inoltre le regole di accesso ai fondi FESF/MES sono congegnate in modo tale che è il fondo stesso a poter imporre quel che vuole....
Vedremo le decisioni che verranno prese all'Eurogruppo del prossimo 9 luglio, dove è probabile che la vittoria della Merkel sarà resa ancor più evidente.
P.s. in questo periodo siamo molto indaffarati, tutti e tre per lavoro, studio e famiglia, Marino ed io anche per finire il nostro prossimo saggio, che uscirà presto. Probabilmente diraderemo un po' le pubblicazioni sul blog.
venerdì 29 giugno 2012
Chi esce vittorioso dal vertice del 28-29 giugno?
di Fabrizio Tringali
Se al vertice di Bruxelles appena concluso ha davvero vinto la linea Monti-Hollande, come strombazzano i quotidiani nostrani, perché la Merkel giudica l'accordo un successo?Il motivo è semplice: perché la Germania continua, tranquillamente, a mantenere le proprie posizioni, senza spostarle di una virgola. E a ottenere quello che vuole.
Basta leggere il breve testo dell'accordo di oggi per capirlo. L'intesa prevede che le banche possano essere ricapitalizzate direttamente dal cosiddetto fondo salva-stati (che attualmente è il FESF, e presto diventerà il MES), e che i fondi stessi possano acquistare i titoli di stato dei Paesi in difficoltà, a patto che: "rispettino le raccomandazioni specifiche per paese e gli altri impegni, tra cui i rispettivi calendari, nell'ambito del semestre europeo, del patto di stabilità e crescita e delle procedure per gli squilibri eccessivi. Tali condizioni dovranno figurare in un memorandum d'intesa." (Alleghiamo qui sotto il testo completo dell'accordo).
Cosa significa tutto ciò? Semplice: che l'eurozona continuerà a mantenere i propri squilibri interni e che quindi nei PIIGS la crisi continuerà a peggiorare. Così essi dovranno necessariamente rivolgersi al fondo salva-stati (il quale ha, peraltro, una disponibilità di fondi che molti analisti giudicano troppo limitata). A quel punto saranno spogliati degli ultimi brandelli di sovranità ancora rimasti, dato che le istituzioni europee sono autorizzate a commissariarli in cambio degli "aiuti". Il che è esattamente quello che vuole la Germania, che come Paese-guida dell'eurozona prenderà, per tutti, le decisioni che convengono a lei.
Allora, secondo, voi, chi esce vittorioso dal vertice del 28-29 giugno?
DICHIARAZIONE DEL VERTICE DELLA ZONA EURO
- 29 giugno 2012 -
• Insistiamo affinché sia concluso celermente il memorandum d'intesa allegato al sostegno finanziario a favore della Spagna per la ricapitalizzazione del suo settore bancario. Riaffermiamo che l'assistenza finanziaria sarà fornita dal FESF fino a quando il MES non sarà disponibile, meccanismo al quale sarà in seguito trasferita senza ottenere status preferenziale.
• Affermiamo il nostro forte impegno a compiere quanto necessario per assicurare la stabilità finanziaria della zona euro, in particolare facendo ricorso, in modo flessibile ed efficace, agli strumenti FESF/MES esistenti al fine di stabilizzare i mercati per gli Stati membri che rispettino le raccomandazioni specifiche per paese e gli altri impegni, tra cui i rispettivi calendari, nell'ambito del semestre europeo, del patto di stabilità e crescita e delle procedure per gli squilibri eccessivi. Tali condizioni dovranno figurare in un memorandum d'intesa. Ci compiacciamo che la BCE abbia convenuto di fungere da agente per conto del FESF/MES nel condurre operazioni di mercato in modo effettivo ed efficace.
• Incarichiamo l'Eurogruppo di attuare tali decisioni entro il 9 luglio 2012.
sabato 16 giugno 2012
Che dire?
Non si sa davvero che dire di fronte ad articoli come questo. Dalle pagine del Corriere della Sera ci viene spiegato che conviene rassegnarsi al goveno Monti, sennò arriverebbero i "tecnici" dell'FMI.
E cosa ci viene detto a proposito di questi ultimi? Che
la loro "assistenza generalizzata" equivarrebbe a un governo vuoto,
costretto ad assecondare dinamiche destinate a non andare tanto per il
sottile, imponendo l'agenda economica senza pietà.
Ma questa non è la descrizione esatta del governo Monti? Il messaggio del "Corriere" è dunque che dobbiamo accettare le misure economiche distruttive del governo Monti per evitare che arrivi l'FMI a fare le stesse politiche. Che tutto questo venga chiamato "percorso obbligato per salvaguardare la sovranità nazionale" susciterebbe solo una risata, se non mostrasse l'estrema confusione e smarrimento in cui sono caduti i ceti dirigenti e i loro ideologi. Confusione e smarrimento testimoniati anche dal fatto che l'articolista non ha nessuna proposta reale ma può solo aggrapparsi alla speranza di un ammorbidimento della Germania, e di una ripresa della "crescita".
Purtroppo i ceti medi e popolari e i loro rappresentanti non sembrano avere, mediamente, le idee più chiare.
La crisi è davvero profonda, più di quanto il cittadino medio sospetti.
(M.B.)
E cosa ci viene detto a proposito di questi ultimi? Che
la loro "assistenza generalizzata" equivarrebbe a un governo vuoto,
costretto ad assecondare dinamiche destinate a non andare tanto per il
sottile, imponendo l'agenda economica senza pietà.
Ma questa non è la descrizione esatta del governo Monti? Il messaggio del "Corriere" è dunque che dobbiamo accettare le misure economiche distruttive del governo Monti per evitare che arrivi l'FMI a fare le stesse politiche. Che tutto questo venga chiamato "percorso obbligato per salvaguardare la sovranità nazionale" susciterebbe solo una risata, se non mostrasse l'estrema confusione e smarrimento in cui sono caduti i ceti dirigenti e i loro ideologi. Confusione e smarrimento testimoniati anche dal fatto che l'articolista non ha nessuna proposta reale ma può solo aggrapparsi alla speranza di un ammorbidimento della Germania, e di una ripresa della "crescita".
Purtroppo i ceti medi e popolari e i loro rappresentanti non sembrano avere, mediamente, le idee più chiare.
La crisi è davvero profonda, più di quanto il cittadino medio sospetti.
(M.B.)
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martedì 8 maggio 2012
Ci sono o ci fanno?
Si parla molto, in questi giorni, della gente che si suicida per "disperazione economica". Se ne ricorda anche l'attuale Presidente del Consiglio, che ne parla per sostenere la bontà delle scelte economiche dell'attuale governo. Scelte che sono del tutto analoghe a quelle portate avanti dalla Grecia, e che in quel paese hanno portato, ci dice lo stesso Presidente del Consiglio, ad un elevato numero di suicidi.
La domanda "ma ci sono o ci fanno?" è inevitabile.
(M.B.)
La domanda "ma ci sono o ci fanno?" è inevitabile.
(M.B.)
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