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venerdì 1 marzo 2013

Liberarsi dei luoghi comuni/2


Claudio Martini

C'è un paese in Europa che ha sofferto, negli ultimi anni, di una vera e propria sindrome da bassa crescita. Un paese nel quale gli stipendi stagnano, quando non si riducono, e sopratutto perdono terreno rispetto alla produttività del lavoro. Un paese dove i lavoratori e i pensionati sono stati costretti a rinunciare a molto di quello che avevano conquistato. Un paese dove le disuguaglianze non fanno che aumentare, i ricchi sono sempre più ricchi e la povertà dilaga. Un paese sfortunato, il cui nome inizia per G.
Avete indovinato qual è?
Ma certo, era ovvio: si tratta della Germania!
Invito tutti a fare un piccolo esperimento.
Digitare su google parole come "poverty", "income distribution", social disparities" e aggiungetevi "in Germany".

lunedì 18 febbraio 2013

Liberarsi dei luoghi comuni



Questo blog ha, fra le sue tesi di fondo, quella secondo cui l'atteggiamento degli USA verso l'Euro e verso diversi soggetti internazionali (su tutti l'Iran) sia molto diverso da quello della vulgata (ecco un esempio). Parlo di "vulgata" proprio per chiarire che, per esempio, l'idea di un'America decisa a minare l'Euro è un luogo comune, una chiacchiera da bar, e non riflette quanto ci viene a far sapere la stampa mainstream ogni giorno. Non si tratta dunque di disinformazione da parte dei media, ma di un vero e proprio equivoco fondato su faciloneria e pregiudizi, e alimentato ad arte da alcune realtà intellettuali e politiche.

La questione di quale sia la reale strategia degli USA in questo momento storico rappresenta a mio avviso la vera questione politica di questi tempi, da cui discendono tutte le altre. Ciò prelude ad altre considerazioni, che saranno fatte a tempo debito in altri post. Per ora limitiamoci a segnalare due casi di plateale smentita della vulgata da parte di alcuni fatti diffusi dal mainstream e non contestati da nessuno, a nostra conoscenza.

Il primo non ha bisogno di particolari descrizioni: si tratta del viaggio di Napolitano a Washington, che fa il paio con il viaggio di Monti di un anno fa. L'interpretazione di questi viaggi è inequivocabile: gli USA sostengono con forza Napolitano e Monti perché vogliono che l'Italia resti nell'Euro e nell'UE, in quanto pilastro fondamentale di queste due organizzazioni. Questo almeno è chiaro per il Corriere.

Il secondo è rappresentato da un articolo di Maurizio Molinari di qualche giorno fa: fu lo stesso Obama a impedire che i ribelli siriani ricevessero armi. Alcuni membri dell'amministrazione proponevano, per opportunismo, di cavalcare la tigre della rivoluzione siriana e guadagnarsi credito presso quest'ultima con aiuti e rifornimenti; altri, la maggioranza, hanno invece scommesso sulla permanenza al potere di Bashar Assad, anche al costo di un genocidio.
Ciò è coerente con il quadro da noi delineato in questi mesi, e sopratutto combacia con l'evidenza di un occidente che, a due anni dalle prime manifestazioni, non ha mosso un dito per far cadere il tiranno siriano. (C.M)