Scalfari mescola critiche legittime (anche se iperboliche) all'autoritarismo di Grillo, con "argomenti" che dovrebbero far arrossire chi li adotta, come quando accusa Grillo di opporsi a tutti i partiti, a tutte le istituzioni, a tutti i ministri. E cosa dovrebbe fare un partito di opposizione, secondo il fondatore di Repubblica?
Il nostro poi si impegola in una riflessione (piuttosto sghemba) della "fine della privacy" nell'era di Internet, e poi arriva finalmente all'unico punto che veramente gli preme:
Se per concludere andiamo dal più grande al meno grande, deriva da questa analisi la vitale importanza che l’Europa divenga al più presto uno Stato federale, l’euro non sia in nessun caso messo a rischio, gli strumenti politici europei si trasformino in strutture federali alle quali i governi, i Parlamenti, le Corti costituzionali, la Difesa, la politica estera dei singoli Stati trasferiscano i loro poteri.
Un colossale Non Sequitur: siccome Grillo è cattivo e le "reti interconnesse" hanno cancellato la privacy, bisogna fare gli Stati Uniti d'Europa. Un'inferenza paragonabile a quella che facesse derivare la necessità di uscire con l'ombrello dal fatto che c'è un terremoto in Cornovaglia. Ovviamente la conclusione dell'editoriale non ha quasi nessun legame con il corpo dello stesso, ma poco importa; si dice che Catone concludesse qualsiasi ragionamento con il leitmotiv "e comunque Cartagine deve essere distrutta". Per Scalfari vale lo stesso. Gli Stati Uniti d'Europa si devono fare, al di là di qualsiasi argomentazione e plausibilità; la loro necessità è autoevidente, e se non sei d'accordo giù insulti. Ed ecco illustrato cosa intende Scalfari per dialettica democratica.
Un simile, vergognoso atteggiamente ha fatto alzare il sopracciglio persino ad Angelo Panebianco, che ha risposto, quasi punto per punto, allo sproloquio scalfariano (e il primo ad accorgersene è stato Marco Cattaneo, mi sembra). Panebianco è lucido e lapidario:
È inutile, e controproducente, continuare a spendere vuota retorica a favore di una ipotesi di super Stato — gli Stati Uniti d’Europa — che probabilmente non nascerà mai e che, comunque, in questa fase storica, non interessa alla maggioranza degli europei.
E ancora:
(...) chi vuole mettere in sicurezza l’euro (e bisognerebbe fare il possibile per metterlo in sicurezza) ha l’onere di individuare soluzioni realistiche, accettabili per i diversi Stati nazionali, rinunciando alle solite fughe in avanti, rinunciando a perorare l’idea di un impossibile Stato sovranazionale.
Se ne sono accorti! Alla lunga, non è possibile rimuovere il problema del crescente euroscetticismo con l'insulsa etichetta di "populismo". L'editorialista del Corriere sembra comprendere che se il mainstream continuerà a non degnare del minimo rispetto i propri oppositori, alla fine verrà coinvolto in una vera crisi di legittimità.
Putroppo però per chi, come Panebianco, sostiene nonostante tutto il progetto eurista, gli euro-fanatici alla Scalfari, nella loro tracotanza, almeno una ragione ce l'hanno: mentre gli argomenti a favore di Euro e UE sono pochi e gracili, quelli contro traboccano, sono tali e tanti da ricomprendere in essi l'intero spettro delle possibili posizioni politiche, potendo addirittura restituire senso a termini come Destra e Sinistra. In un confronto dialettica onesto e serrato, è facile prevedere chi avrebbe la meglio. Ecco perché gli euro-fanatici di Repubblica sono costretti a rifugiarsi nei Non Sequitur, abbandonando la lucidità che evidentemente al Corriere ancora conservano. (C.M.)