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domenica 14 luglio 2013

C'è chi ha il dono della sintesi

Questo articolo di Alberto Bagnai riassume nel migliore dei modi le conseguenze della nostra permanenza nell'euro, e le misure adottate dal PUDE per impedire che i cittadini italiani mettano in salvo il proprio paese. Il nostro futuro, nell'euro, è diventare colonia. Ma come sa chi ha minime nozioni di storia del colonialismo, il dominio dei paesi colonizzatori si è sempre fondato, in primo luogo, sulla collaborazione di una parte della popolazione colonizzata; la parte più servile e degradata, e spesso anche la più ricca, grazie ai servigi resi al dominatore. Ecco cos'è il PUDE: è l'élite coloniale che conserva le sue rendite di posizione trasformandosi in maggiordomo (e spesso secondino) delle potenze colonizzatrici.
Per questo dobbiamo rovesciare euro e UE, per riconquistare la nostra libertà e la nostra dignità; e ciò vale anche al di là della discussione tra uscita "da destra" oppure "da sinistra" dall'euro (benché io sia convinto che l'uscita "da sinistra", oltre che preferibile, sia anche necessaria; ma sull'argomento tra poco interverrà Marino Badiale, con un suo importante articolo).
L'ottimo articolo di Bagnai non dice ovviamente nulla di nuovo ai nostri lettori, molti dei quali sono abituali frequentatori del suo blog. Esso rappresenta invece un prezioso insegnamento per i tanti nostri concittadini che ancora, purtroppo, non hanno ancora compreso la situazione nella quale tutti ci troviamo. E' nostro preciso dovere far sì che queste nozioni e questi ragionamenti siano diffuse anche al di fuori delle nostre cerchie abituali. La conoscenza è l'arma più importante nella lotta contro l'oppressione, che nel nostro caso specifico consiste in una lotta di liberazione nazionale. Prepariamoci. (C.M.)

martedì 9 luglio 2013

L'Italia è un gigante economico. Lo sapevate?

 Claudio Martini

Qualche giorno fa abbiamo denunciato lo spudorato terrorismo di due marescialli del PUDE, Eugenio Scalfari e Giovanni Floris. Costoro spaventavano il pubblico dicendo che fuori dall'euro l'Italia avrebbe perso qualsiasi peso economico.  Usarono espressioni come "finiremmo come il Marocco, o l'Egitto, quei posti lì". Sorvoliamo sul retroguso razzistoide di frasi del genere, e andiamo alla sostanza.

Questo genere di argomenti può fare presa solo su chi ha una totale ignoranza della realtà economica del nostro tempo, e in particolare sul peso specifico del nostro paese nel contesto internazionale. L'Italia è un paese molto importante, lo sappiamo. Ma è sopratutto un paese molto ricco. Tuttavia, nell'immaginario di tanti suoi cittadini l'Italia è una provincia piccola e marginale, che presto sarà scalzata dalla Thailandia (sentito con le mie orecchie), che comunque non può reggere il peso dell'avanzata dei paesi emergenti, e che perciò deve "fare gruppo" con i cugini europei per resistere alla preoccupante ascesa dei negri membri dell'ex "terzo mondo". Corollario: se si esce dall'esclusivo club euro si finisce come il Nord Africa.
Qui non c'è di mezzo solo il classico auto-razzismo degli italiani. Qui gioca un ruolo la mancata consapevolezza dell'incredibile divario che separa i paesi ricchi da quelli poveri.

Prendiamo il Marocco. Utilizzando i dati del Fondo Monetario Internazionale aggiornati al 2012, si può affermare che il reddito nazionale lordo del Marocco è di 97 miliardi e mezzo di dollari, mentre quello italiano assomma a 2014 miliardi.
Avete letto bene. Il Pil marocchino è meno di un ventesimo di quello italiano. E non pesa qui il divario di popolazione, visto che i residenti in Marocco sono grosso modo i 3/5 di quelli in Italia (38 milioni contro 59).

E l'Egitto? Inserire questo paese nel novero di quelli "che crescono" sembra davvero improprio, visto che il caos politico seguito ai fatti del febbraio 2011, unitamente all'illuminata amministrazione dei Fratelli Musulmani, ha portato alla rovina l'economia egiziana, tanto che forse è il caso di parlare di "paese sprofondante" più che di "paese emergente"... In ogni caso, il Pil egiziano nel 2012 era di 256 miliardi di dollari. Grosso modo un decimo del Regno Unito, e un ottavo dell'Italia- con una popolazione che, secondo stime recenti, supera i 90 milioni.

Il divario tra le due sponde del mediterraneo rimane abissale. Ma il discorso si può generalizzare. Ora facciamo una serie di confronti "Paese europei VS Paesi emergenti".

venerdì 28 giugno 2013

La violenza del PUDE

Giuro che non mi invento nulla.

Appena sentito dalla trasmissione televisiva di Lilli Gruber, Otto e Mezzo. Ospiti Eugenio Scalfari e Giovanni Floris. Entrambi sono chiamati a commentare le parole di Francesco Gaetano Caltagirone, il quale ha affermato il giorno prima (giovedì 26 giugno) che o la BCE si mette a "stampare denaro", oppure all'Italia conviene uscire dall'euro. Scalfari si stupisce che una persona di quel calibro non sappia certe cose, e cioè che senza l'euro diventeremmo come il Marocco e l'Egitto, perché la speculazione internazionale "giocherebbe a palla con la nostra moneta nazionale". Floris rincara la dose, affermando che noi staremmo peggio del Marocco e dell'Egitto, perché quelli "sono paesi che crescono", e quindi noi uscendo dall'euro SPARIREMMO DALL'ECONOMIA GLOBALE (sic), e diventeremmo un paese dal quale i giovani scappano molto più che adesso, e nessuno lavora più. E ancora, il conduttore di Ballaro' chiarisce che l'euro non è responsabile della crisi italiana, in quanto l'Italia non sta male per colpa dell'euro, ma perche "non cresce" e "ha diversi problemi". Che è un po' come dire che l'Italia sta male perché sta male.

 Tutti e tre giornalisti convengono che purtroppo la critica all'euro è molto popolare, e che starà agli italiani determinare la nostra permanenza. Scalfari sottolinea l'importanza dell'informazione, che non deve limitarsi a dare la voce alla gente, ma deve educare la gente. Il che, detto nel contesto suddescritto, fa semplicemente rabbrividire.

Scontata la malafede dei giornalisti in questione, preme evidenziare come queste parole dimostrino chiaramente la natura dello scontro in atto. Lo scontro non è tra diverse opinioni, ma tra la ragione e la disinformazione, la verità e la menzogna, e infine la libertà e l'oppressione. Suona esagerato e enfatico? Si rilegga quanto riportato sopra. Abbiamo a che fare con delinquenti che spargono, scientemente, terrorismo tra i cittadini. I quali cittadini possono cadere nella trappola solo se pesantemente sprovveduti (in questo senso è significativo il riferimento a Egitto e Marocco, perché dimostra che il terrorismo si fonda sulla totale ignoranza dei dati economici, in questo caso le dimensioni comparate delle varie economie; ci ritorneremo).

Non si tratta dunque di normale dialettica politica. È in atto una guerra di classe (contro di noi!) che si avvale di tutti gli strumenti più abietti e distorsivi dell'arsenale della propaganda. Non dobbiamo farci spaventare, e non dobbiamo rinunciare a combattere
. (C.M.)

martedì 12 marzo 2013

Finalmente un TG onesto e credibile


Il Partito Unico dell'Euro si è dotato di un nuovo mezzo di informazione. Non che non ne avesse, ma questo non teme confronti in termini di professionalità ed efficacia. Ecco una piccola antologia del TG PUDE.


Le conseguenze dell'uscita dall'Euro

 



                                              Sconvolgenti rivelazioni



Edizione straordinaria sulle dimissioni di Oscar Giannino