Sul blog Badiale&Tringali
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lunedì 4 novembre 2019
martedì 8 aprile 2014
Ah, ecco come ci pagano gli 80 euro
Ma naturalmente è solo l'antipasto. Nei prossimi tre anni ci venderemo altri 30 miliardi di aziende pubbliche. A beneficio di chi ha i soldi, ossia i capitali esteri.
E le misure non risparmieranno, a quanto pare, nemmeno le ex-municipalizzate, cioè le società che erogano i servizi pubblici locali. Come a Firenze, tipo.
E noi che facciamo? Non reagiamo? Alle europee, tipo? (C.M.)
martedì 26 novembre 2013
TelePD
Tutti i genovesi che hanno vissuto (e sofferto) le cinque giornate di sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico (AMT) ricordano bene come, sia pur in un contesto di grande disagio, la solidarietà per la lotta degli autisti fosse assolutamente egemone. La pagina Facebook di sostengo ai lavoratori ha raggiunto le ventitremila adesioni. Le principali squadre di calcio cittadine hanno espresso la loro solidarietà.
Giovanni Floris, uno dei principali Marescialli del PUDE, decide di documentare la vicenda su Ballarò. Lo fa a modo suo. Manda un inviato, che trova per strada una vecchina. "Che ne pensa dello sciopero?" "È uno schifo". "È veramente una vergogna".
Ed ecco che, con una intervista assolutamente casuale (si fa per dire), i telespettatori di tutta Italia si sono fatti un'idea equilibrata dell'opinione pubblica genovese. La parola ora passa all'esperto. Chi intervisterà Ballarò per avere un'opinione sugli aspetti economici della vicenda AMT? Fra tutti, non trova di meglio che interrogare Carlo Stagnaro, che è di Genova, ma sopratutto è super-liberista. D'altronde Ballarò è una trasmissione di sinistra, è normale che i pareri li chieda ai fanatici delle privatizzazioni.
Gran finale: intervista al Mercato Orientale. Per chi non lo sapesse, un luogo storico della città, dedicato al commercio ortofrutticolo. L'inviato si avvicina ad una negoziante con un approccio assolutamente super-partes: "lo sciopero l'ha danneggiata?" "tantissimo, le vendite sono crollate del 70%. Le cose stavano andando meglio, ma lo sciopero è stato una vera mazzata". Segue una sommaria quanto commovente esposizione di tutte le magagne che rendono impossibile la vita dell'odierno commerciante; la signora non ce la fa più, e prorompe in lacrime a pochi centimetri dal microfono.
Riassumendo: i lavoratori AMT hanno commesso una vera porcata, facendosi odiare dalla cittadinanza, rovinando la vita della gente per bene, e tutto per difendere sprechi-inefficienze-ruberie ecc. che sono il portato inevitabile dell'intervento della mano pubblica in economia. Ecco come Floris ha pensato di raccontare le cinque giornate di Genova.
Ancora una volta, Rai 3 si dimostra l'epicentro dello schifo televisivo. Questo è il canale televisivo semi-ufficiale della sinistra di questo paese. Ridateci Emilio Fede, allora. (C.M.)
Giovanni Floris, uno dei principali Marescialli del PUDE, decide di documentare la vicenda su Ballarò. Lo fa a modo suo. Manda un inviato, che trova per strada una vecchina. "Che ne pensa dello sciopero?" "È uno schifo". "È veramente una vergogna".
Ed ecco che, con una intervista assolutamente casuale (si fa per dire), i telespettatori di tutta Italia si sono fatti un'idea equilibrata dell'opinione pubblica genovese. La parola ora passa all'esperto. Chi intervisterà Ballarò per avere un'opinione sugli aspetti economici della vicenda AMT? Fra tutti, non trova di meglio che interrogare Carlo Stagnaro, che è di Genova, ma sopratutto è super-liberista. D'altronde Ballarò è una trasmissione di sinistra, è normale che i pareri li chieda ai fanatici delle privatizzazioni.
Gran finale: intervista al Mercato Orientale. Per chi non lo sapesse, un luogo storico della città, dedicato al commercio ortofrutticolo. L'inviato si avvicina ad una negoziante con un approccio assolutamente super-partes: "lo sciopero l'ha danneggiata?" "tantissimo, le vendite sono crollate del 70%. Le cose stavano andando meglio, ma lo sciopero è stato una vera mazzata". Segue una sommaria quanto commovente esposizione di tutte le magagne che rendono impossibile la vita dell'odierno commerciante; la signora non ce la fa più, e prorompe in lacrime a pochi centimetri dal microfono.
Riassumendo: i lavoratori AMT hanno commesso una vera porcata, facendosi odiare dalla cittadinanza, rovinando la vita della gente per bene, e tutto per difendere sprechi-inefficienze-ruberie ecc. che sono il portato inevitabile dell'intervento della mano pubblica in economia. Ecco come Floris ha pensato di raccontare le cinque giornate di Genova.
Ancora una volta, Rai 3 si dimostra l'epicentro dello schifo televisivo. Questo è il canale televisivo semi-ufficiale della sinistra di questo paese. Ridateci Emilio Fede, allora. (C.M.)
martedì 19 novembre 2013
Ore decisive per Genova/2
Oggi a Genova è sciopero a oltranza dei lavoratori del servizio di trasporto pubblico.
Questi lavoratori, che si oppongono all privatizzazione della loro Azienda, saranno oggi (ore 14) presenti alla seduta del consiglio comunale che dovrebbe decidere sulla loro sorte. Ci andranno in compagnia dei dipendenti della locale azienda di raccolta e trattamento dei rifiuti, di quella dedicata alla manutenzione e alla cura del verde cittadino, e di altre realtà economiche ancora a capitale pubblico.
L'ingresso dei privati nel servizio di trasporto è già avvenuto, a Genova, in anni passati, ed è già fallito; i privati si sono ritirati, lasciando una voragine nei conti dell'Azienda.
Siamo solidali con i lavoratori che, difendendo i propri diritti e le proprie condizioni di vita, tutelano i beni comuni e il patrimonio di tutta la cittadinanza.
Questi lavoratori, che si oppongono all privatizzazione della loro Azienda, saranno oggi (ore 14) presenti alla seduta del consiglio comunale che dovrebbe decidere sulla loro sorte. Ci andranno in compagnia dei dipendenti della locale azienda di raccolta e trattamento dei rifiuti, di quella dedicata alla manutenzione e alla cura del verde cittadino, e di altre realtà economiche ancora a capitale pubblico.
L'ingresso dei privati nel servizio di trasporto è già avvenuto, a Genova, in anni passati, ed è già fallito; i privati si sono ritirati, lasciando una voragine nei conti dell'Azienda.
Siamo solidali con i lavoratori che, difendendo i propri diritti e le proprie condizioni di vita, tutelano i beni comuni e il patrimonio di tutta la cittadinanza.
lunedì 28 ottobre 2013
Ore decisive per Genova
In queste ore, in questi giorni, le solite mani lunghe sono al lavoro.
Sono questi giorni cruciali per la nostra città. Stiamo per subire un danno difficilmente riparabile, ma è ancora possibile impedirlo.
NON LASCIAMOLI LAVORARE NELL'OMBRA
E' IL MOMENTO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE
Martedì 29 ottobre davanti a Palazzo Tursi (Via Garibaldi) dalle 17.30 alle 19.
PRESIDIO DEI MOVIMENTI CITTADINI
PER I BENI COMUNI
Sono all'opera dal 1992-3, hanno privatizzato tutto il nostro
enorme patrimonio pubblico distruggendo il tessuto industriale del
nostro paese, devastando l'ambiente e la salute dei cittadini,
trasferendo enormi ricchezze che erano di tutti nelle mani di pochi, le
loro.
Come tutti i rapinatori, per prendere 10 hanno distrutto 1.000.
Ora stanno mettendo a segno l 'ultimo colpo: la definitiva
sottrazione dal controllo democratico dei cittadini delle aziende che
gestiscono servizi indispensabili, perciò fonti di rendite sicure: i
rifuti (AMIU), la mobilità (AMT), le manutenzioni stradali, il verde
pubblico ecc. (ASTER), con il corollario dei bagni e delle farmacie
comunali.
Chi ha un'altra visione della società e dei valori umani e sa che un altro mondo è possibile ha oggi il diritto-dovere di farsi sentire.
QUESTO E' IL MOMENTO, DOPO NON SERVIRA' MUGUGNARE
venerdì 27 settembre 2013
Ancora su Telecom e Alitalia
Segnaliamo un ottimo commento di Giorgio Cremaschi. Il quadro, purtroppo, è veramente fosco.
lunedì 16 settembre 2013
Genova, la lotta continua
Domani, martedì 17 settembre, alle 17:30, i militanti del Forum dei beni comuni e i lavoratori delle aziende interessate formeranno un presidio di fronte a Palazzo Tursi, sede del Consiglio Comunale e della Giunta, contro la delibera che autorizza la privatizzazione integrale delle società partecipate dal Comune. La discussione di tale documento è stata rinviata a data da destinarsi, ma rimane sempre latente. Riportiamo qui l'ottimo comunicato di uno dei sindacati più attivi sulla vicenda.
UNIONE
SINDACALE DI BASE
LAVORO PRIVATO
LIGURIA
PRIVATIZZAZIONE
AMT, ASTER, AMIU, FARMACIE, BAGNI :
NESSUNA
ILLUSIONE
DORIA
E IL PD NON MOLLANO
FERMIAMOLI
!!!
La
discussione in corso sulla privatizzazione delle aziende partecipate
non deve far dimenticare che i processi di .privatizzazione sono in
corso ormai da anni nel solco delle politiche liberiste di
esternalizzazione e svendita del patrimonio pubblico imposte dall’
europa e pienamente condivise dai governi di qualunque colore
succedutisi in questi anni.
Queste
politiche, i cui effetti deleteri i lavoratori delle partecipate e i
cittadini genovesi utenti dei servizi sperimentano quotidianamente,
sono state IN QUESTI ANNI DI FATTO CONDIVISE E FATTE DIGERIRE AI
LAVORATORI DA CGIL CISL E UIL.
Lo
stop temporaneo alla delibera di privatizzazione delle partecipate è
stato imposto dalla reazione dei lavoratori e dalla intrinseca
debolezza della giunta Doria e del suo partito di maggioranza, il PD.
In
alcun modo è dovuto a CGIL CISL e UIL, che sono state costrette a
muoversi (poco e malvolentieri) dalla reazione e dalla mobilitazione
dei lavoratori.
Deve
quindi essere chiaro a tutti che non c’è nessuna volontà da parte
della giunta, del Pd e tantomeno di CGIL CISL e UIL di accantonare le
privatizzazioni e imboccare una strada alternativa.
Il
patto che CGIL CISL e UIL firmano (qui a Genova e non a caso sul
palco della festa PD !!!) con un governo che annuncia trionfante una
nuova massiccia ondata di privatizzazioni, è l’ennesima prova
delle loro reali intenzioni e della loro credibilità.
Considerato
che a breve deflagrerà in modo drammatico anche il problema di AMT,
con la prospettiva della vendita sempre più concreta, sulla vicenda
delle partecipate non sono più accettabili ambiguità o illusioni.
Deve
essere respinta con forza qualsiasi ipotesi, che sicuramente DORIA
CGIL CISL e UIL proporranno, di scambio tra privatizzazioni, rilancio
dell’azienda e promessa della tutela dei livelli occupazionali che
verrà disattesa alla prima inevitabile difficoltà di bilancio
Nessuna
illusione o ambiguità è più ammissibile sulla giunta Doria. O si è
contro le privatizzazioni o si è a favore. Vie di mezzo non
esistono. Doria ha proposto di privatizzare AMT due mesi dopo essere
stato eletto, rimangiandosi senza colpo ferire le sue promesse
elettorali e ha minacciato di licenziare i lavoratori del Carlo
Felice. A questo punto non vedere da che parte sta significa essere
complici.
USB,
insieme a tutte le forze che coerentemente si sono battute in questi
giorni contro le privatizzazioni, contrasterà qualunque ipotesi di
accordo che permetta la svendita o la dismissione seppur parziale
anche di una sola azienda.
Federazione
reg.le USB Liguria
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mercoledì 4 settembre 2013
Siamo ai saldi
Letta annuncia che in autunno partono le privatizzazioni, e che ad esse seguirà un "Road Show". L'espressione dovrebbe significare che il nostro Premier andrà in giro per le capitali del mondo facendo, da buon piazzista, pubblicità per le nostre imprese in vendita. Quindi il piano non è soltanto di azzerrare la presenza dello Stato nell'economia, ma di svendere quest'ultima agli investimenti esteri. Non si pensa di vendere all'esangue capitale nazionale, come avvenne negli anni '90; si cede direttamente ai capitali internazionali.
Quasi in contemporanea giunge notizia della possibile privatizzazione dell'ente pubblico greco che sovrintende alle privatizzazioni. In termini più seri: siccome il Taiped (questo il nome dell'ente) non riesce a privatizzare o a porre sul mercato abbastanza beni pubblici nei tempi richiesti dai funzionari della Troika (UE, FMI e BCE), gli stessi funzionari della Troika potrebbero essere messi a dirigere l'ente. In questa maniera avremmo funzionari stranieri che vendono beni greci a investitori stranieri per recuperare i soldi necessari a ripagare debiti contratti con creditori stranieri. Un processo completamente e limpidamente greek-free, visto l'animo levantino e inaffidabile che connota quel popolo (almeno agli occhi dei tedeschi).
Il Taiped è autorizzato alla "valorizzazione" del patrimonio immobiliare greco, in cui sono comprese anche alcune isole dell'Egeo. Gradualmente fuoriesce dal mondo dell'ironia e della satira, per entrare in quello della triste realtà, la proposta finlandese di utilizzare il Partenone come garanzia reale per i debiti contratti da Atene. (C.M.)
Quasi in contemporanea giunge notizia della possibile privatizzazione dell'ente pubblico greco che sovrintende alle privatizzazioni. In termini più seri: siccome il Taiped (questo il nome dell'ente) non riesce a privatizzare o a porre sul mercato abbastanza beni pubblici nei tempi richiesti dai funzionari della Troika (UE, FMI e BCE), gli stessi funzionari della Troika potrebbero essere messi a dirigere l'ente. In questa maniera avremmo funzionari stranieri che vendono beni greci a investitori stranieri per recuperare i soldi necessari a ripagare debiti contratti con creditori stranieri. Un processo completamente e limpidamente greek-free, visto l'animo levantino e inaffidabile che connota quel popolo (almeno agli occhi dei tedeschi).
Il Taiped è autorizzato alla "valorizzazione" del patrimonio immobiliare greco, in cui sono comprese anche alcune isole dell'Egeo. Gradualmente fuoriesce dal mondo dell'ironia e della satira, per entrare in quello della triste realtà, la proposta finlandese di utilizzare il Partenone come garanzia reale per i debiti contratti da Atene. (C.M.)
giovedì 29 agosto 2013
Il Comune di Genova privatizza tutto
La giunta del Comune di Genova, guidata da un Sindaco eletto con poco più di un quinto dei voti degli aventi diritto, ha proposto al Consiglio comunale una delibera con cui, in buona sostanza, si delega l'amministrazione ad avviare percorsi di privatizzazione delle società partecipate dal Comune stesso; società che erogano servizi estremamente importanti, non enti inutili. La delibera avrebbe dovuto essere votata il 29 luglio, ma la mobilitazione dei lavoratori ha costretto il Consiglio al rinvio.
Pubblichiamo di seguito un appello di varie associazioni e sindacati per organizzare una qualche forma di resistenza, in vista dell'imminente votazione. Ecco un chiaro esempio di cosa intendiamo per anticapitalismo "concreto" (tesi 7). Una lotta spontanea e da appoggiare con ogni mezzo disponibile. Una lotta che ci riguarda tutti.
Il 10 settembre il Consiglio Comunale si troverà di fronte ad una scelta strategica:
dare via libera a sindaco e Giunta per privatizzare definitivamente servizi essenziali (rifiuti, bus e metropolitana, verde pubblico, manutenzione strade...)
Con questa delibera, seppure “emendata”, l'amministrazione comunale genovese non solo respinge ogni richiesta di discutere come rendere pubblico il servizio idrico, secondo la volontà espressa dalla maggioranza assoluta del popolo italiano nel 2011, ma si assume la responsabilità di privatizzare i servizi ancora pubblici.
Diciamo un deciso NO A NUOVE PRIVATIZZAZIONI, SI' A UN CAMBIAMENTO DI ROTTA insieme con i lavoratori di AMIU, AMT, ASTER, FARMACIE COMUNALI, BAGNI, a cui va tutta la nostra solidarietà
IL VOTO DEL 10 SETTEMBRE METTERA' FINE A OGNI AMBIGUITA':
CHI VOTA LA DELIBERA SOSTIENE GLI INTERESSI DI CHI HA BENEFICIATO DELLA CRISI E CONTINUA AD ARRICCHIRSI A SPESE NOSTRE (E DELL'AMBIENTE), TAGLIANDO POSTI DI LAVORO, SALARI, PENSIONI, SERVIZI PUBBLICI
L’unico cambiamento oggi possibile per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire ai cittadini servizi adeguati è la trasformazione delle società per azioni Amiu, Amt, Aster e altre analoghe in enti di diritto pubblico (aziende speciali), governate con la partecipazione e il controllo della cittadinanza attiva e dei lavoratori.
L'assemblea deciderà le azioni da intraprendere per informare la cittadinanza, divulgare le alternative alle privatizzazioni dei beni comuni, estendere e consolidare l'organizzazione dei movimenti per i beni comuni e l'alleanza con i lavoratori delle aziende interessate.
Comitato genovese gestione corretta rifiuti
Comitato genovese No debito
Attac Genova
Comitato genovese per una nuova finanza pubblica e sociale
Movimento No Tav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde
Amici del Parco di Villa Rosazza
Medici per l'Ambiente
Voce di S. Teodoro
Coordinamento Comitati no gronda
Confederazione Unitaria di Base
Confederazione Cobas
Medicina Democratica
Pubblichiamo di seguito un appello di varie associazioni e sindacati per organizzare una qualche forma di resistenza, in vista dell'imminente votazione. Ecco un chiaro esempio di cosa intendiamo per anticapitalismo "concreto" (tesi 7). Una lotta spontanea e da appoggiare con ogni mezzo disponibile. Una lotta che ci riguarda tutti.
Il 10 settembre il Consiglio Comunale si troverà di fronte ad una scelta strategica:
dare via libera a sindaco e Giunta per privatizzare definitivamente servizi essenziali (rifiuti, bus e metropolitana, verde pubblico, manutenzione strade...)
oppure
respingere
questa proposta e dare il via a un nuovo corso economico e sociale,
per un'economia rispettosa dell'ambiente, dei diritti e del reddito
di cittadini e lavoratori.Con questa delibera, seppure “emendata”, l'amministrazione comunale genovese non solo respinge ogni richiesta di discutere come rendere pubblico il servizio idrico, secondo la volontà espressa dalla maggioranza assoluta del popolo italiano nel 2011, ma si assume la responsabilità di privatizzare i servizi ancora pubblici.
Diciamo un deciso NO A NUOVE PRIVATIZZAZIONI, SI' A UN CAMBIAMENTO DI ROTTA insieme con i lavoratori di AMIU, AMT, ASTER, FARMACIE COMUNALI, BAGNI, a cui va tutta la nostra solidarietà
ASSEMBLEA
CITTADINA
movimenti
- lavoratori
MARTEDI'
3 SETTEMBRE ORE 17.30
PRESSO
IL CIRCOLO DEL CAP
VIA
ALBERTAZZI 9R (DAVANTI ALLA CASERMA DEI POMPIERI)
IL VOTO DEL 10 SETTEMBRE METTERA' FINE A OGNI AMBIGUITA':
CHI VOTA LA DELIBERA SOSTIENE GLI INTERESSI DI CHI HA BENEFICIATO DELLA CRISI E CONTINUA AD ARRICCHIRSI A SPESE NOSTRE (E DELL'AMBIENTE), TAGLIANDO POSTI DI LAVORO, SALARI, PENSIONI, SERVIZI PUBBLICI
L’unico cambiamento oggi possibile per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire ai cittadini servizi adeguati è la trasformazione delle società per azioni Amiu, Amt, Aster e altre analoghe in enti di diritto pubblico (aziende speciali), governate con la partecipazione e il controllo della cittadinanza attiva e dei lavoratori.
L'assemblea deciderà le azioni da intraprendere per informare la cittadinanza, divulgare le alternative alle privatizzazioni dei beni comuni, estendere e consolidare l'organizzazione dei movimenti per i beni comuni e l'alleanza con i lavoratori delle aziende interessate.
Primi
promotori:
Comitato
genovese acqua bene comune
Comitato genovese gestione corretta rifiuti
Comitato genovese No debito
Attac Genova
Comitato genovese per una nuova finanza pubblica e sociale
Movimento No Tav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde
Amici del Parco di Villa Rosazza
Medici per l'Ambiente
Voce di S. Teodoro
Coordinamento Comitati no gronda
Confederazione Unitaria di Base
Confederazione Cobas
Medicina Democratica
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