Uno degli intellettuali più influenti nella sinistra internazionale, il celebre linguista Noam Chomsky, ha rilasciato questa intervista sulla Rivoluzione Siriana. Chomsky non può certamente essere sospettato di nutrire un pregiudizio anti-iraniano, e in questi anni ha espresso più volte vicinanza e solidarietà al movimento Hezbollah.
Eppure in questa intervista egli afferma:
1) che il regime di Assad è destinato a cadere
2) che la rivolta armata era inevitabile, visto che il regime ha risposto alle legittime istanze del popolo con una sanguinosa repressione
3) che l'intervento di Hezbollah sul terreno siriano è un errore ingiustificabile
4) Che né l'Occidente né Israele hanno fatto alcunché per favorire la caduta del regime
5) Che né l'Occidente né Israele hanno alcun interesse a far cadere il regime
6) che la "cospirazione imperialista" contro il regime di Assad è frutto della fantasia di persone che credono che gli USA sia onnipotenti, e di conseguenza vedono le loro mani dietro ogni cosa
Somiglia soprendentemente a quanto detto finora su questo blog, non trovate?
Qualche tempo fa, un simpatico commentatore affermò che io ero un salafita, e dei più pericolosi in circolazione. Per questo tipo di persone, dalla spiccata mentalità paranoica, l'unica spiegazione possibile delle parole di Noam Chomsky è che questi sia diventato, in tempi recenti, un agente della CIA. (C.M.)
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martedì 16 luglio 2013
sabato 6 aprile 2013
L'eccezione e la regola
Segnalo una interessante discussione
che potete trovare nel sito di Appello al popolo. La discussione parte da una intervista
a Moreno Pasquinelli e prosegue con un paio di commenti ad essa da
parte di “Correttore di Bozzi”, la risposta a questi commenti, e
un intervento di Fiorenzo Fraioli (“ecodellarete”). Trovate tutto
nel link sopra indicato. La discussione è interessante perché tutte
le persone coinvolte condividono la critica a euro e UE e la
necessità per l'Italia di uscire da entrambe. Si dividono sulle
prospettive da dare a questa uscita. Fraioli ha ben riassunto, mi
sembra, il punto del contrasto parlando di posizioni “rivoluzionarie”
contrapposte a posizioni “riformiste”, con Pasquinelli nel ruolo
del rivoluzionario e lui e “Correttore di Bozzi” in quello dei
riformisti. Mi permetto di commentare questo dibattito perché esso
tocca un punto che secondo me è molto importante.
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