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domenica 27 maggio 2012

Dedicato agli ellissoidi che sostengono Assad (ovvero la storia di un ravvedimento operoso)




Homs, Siria. Terroristi Wahabiti abbattuti dall'eroico esercito di Assad. Età compresa tra i 3 e gli 11 anni.
Claudio Martini
Ieri il regime siriano ha bombardato un sobborgo di Homs, città martire, uccidendo svariate decine di persone, molte delle quali bambini (qui sopra potete vederne le spoglie). Niente di così strano: il regime massacra i siriani da più di un anno con tale intensità e ferocia che quasi ci sfugge il motivo per cui il mainstream, solitamente silente su questo tema, abbia dedicato un poco della sua attenzione a quelle piccole vittime. Per una volta, sorprendentemente, il regime siriano non nega che l'eccidio ci sia stato, anche se ne addossa la responsabilità ai ribelli. Il che è ridicolo, dato che le vittime sono state colpite da bombe, e i ribelli non dispongono di aerei, cannoni o carri armati.

Ma c'è anche chi sta peggio dei cittadini siriani, e sono i locali adoratori di Assad. Costoro, da mesi, mettono in dubbio l'attendibilità delle notizie che descrivono il genocidio siriano, allo scopo, con le parole dell'ottimo Germano Monti, di "prevenire la nascita di un movimento di solidarietà con la rivoluzione siriana". Ora gli adoratori si trovano nel caos più completo, visto che il loro Idolo l'ha fatta decisamente troppo grossa, e si affannano nel cercare di tamponare la falla (un buon esempio del loro panico si può trovare qui).