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domenica 27 maggio 2012

Dedicato agli ellissoidi che sostengono Assad (ovvero la storia di un ravvedimento operoso)




Homs, Siria. Terroristi Wahabiti abbattuti dall'eroico esercito di Assad. Età compresa tra i 3 e gli 11 anni.
Claudio Martini
Ieri il regime siriano ha bombardato un sobborgo di Homs, città martire, uccidendo svariate decine di persone, molte delle quali bambini (qui sopra potete vederne le spoglie). Niente di così strano: il regime massacra i siriani da più di un anno con tale intensità e ferocia che quasi ci sfugge il motivo per cui il mainstream, solitamente silente su questo tema, abbia dedicato un poco della sua attenzione a quelle piccole vittime. Per una volta, sorprendentemente, il regime siriano non nega che l'eccidio ci sia stato, anche se ne addossa la responsabilità ai ribelli. Il che è ridicolo, dato che le vittime sono state colpite da bombe, e i ribelli non dispongono di aerei, cannoni o carri armati.

Ma c'è anche chi sta peggio dei cittadini siriani, e sono i locali adoratori di Assad. Costoro, da mesi, mettono in dubbio l'attendibilità delle notizie che descrivono il genocidio siriano, allo scopo, con le parole dell'ottimo Germano Monti, di "prevenire la nascita di un movimento di solidarietà con la rivoluzione siriana". Ora gli adoratori si trovano nel caos più completo, visto che il loro Idolo l'ha fatta decisamente troppo grossa, e si affannano nel cercare di tamponare la falla (un buon esempio del loro panico si può trovare qui).

giovedì 22 marzo 2012

Vittoria di Assad al Consiglio di Sicurezza

di Claudio Martini

Ecco il testo completo della risoluzione votato mercoledì 21 marzo dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu sui fatti siriani. In esso non si fa praticamente alcun cenno alle responsabilità del regime, e si auspica che le violenze cessino al più presto e si avvii una transizione negoziata alla democrazia. Leggere per credere. Naturalmente qualsiasi ipotesi di dialogo tra le parti è destinata a cadere, come del resto ha chiarito lo stesso Assad.

Questa risoluzione "all'acqua di rose", che rappresenta un'autentico schiaffo alla memoria delle vittime (più di novemila) del regime siriano, ha almeno il merito di liquidare l'allarmismo attorno ad un possibile attacco militare contro Damasco. Tale attacco militare non è mai stato nei piani della NATO, e non tanto per l'opposizione di Russia e Cina: è noto che gli USA non hanno bisogno dell'avallo ONU per fare la guerra. L'evidenza dei fatti ci dice che i dirigenti americani non hanno mai avuto intenzione di promuovere un regime change in Siria. Da quando la Clinton definì Assad un "riformatore", oppure da quando si è opposta a che le opposizioni siriane ricevessero armamenti, fino alla recente interferenza con le mosse turche, il comportamento del Dipartimento di Stato è stato chiaro e inequivocabile.
In realtà è probabile che tra Damasco e Washington vi siano numerose e sotteranee collaborazioni, risalenti almeno alla partecipazione della Siria alla Guerra del Golfo. Assad può sterminare anche 20000 siriani: il suo regime non ha nulla da temere dall'Occidente. Di fronte alle trame geopolitiche la pietà per le vittime innocenti è un ben povero argomento.

N.B. Sia l'autore dell'articolo sia i collaboratori del blog sono assolutamente contrari a qualsiasi intervento militare "umanitario", per le ragioni esposte qui.


N.B. 2 Sono debitore di gran parte delle informazioni contenute in quest'articolo dell'ottimo sito http://www.uruknet.info/. Se ne consiglia la consultazione a chi è in cerca di notizie sul Medio Oriente.