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mercoledì 10 ottobre 2012

Niente di (così) nuovo sul fronte siriano

Lo scorso 2 Ottobre la NATO avrebbe avuto un magnifico pretesto per attaccare la Siria, ma non lo ha sfruttato. Tale fatto non stupisce gli osservatori attenti della tragedia siriana. Già alcuni mesi fa si era verificato un evento simile, senza che non si sviluppasse alcuna rappresaglia, nemmeno da parte turca; senza contare il celebre abbattimento del caccia turco, di cui abbiamo a suo tempo parlato.
Ci sono state consultazioni tra i vertici NATO e il governo turco, ma è altamente improbabile che ne esca qualcosa. Certo, di fronte all'ennesima provocazione armata la Turchia ha deciso di reagire, ma non saranno certo alcuni colpi di rappresaglia a rovesciare il regime di Assad.
Pensiamo che non ci si debba far ingannare dai clamori degli ultimi eventi. Nonostante le apparenze, sembra che si stia avviando verso una fase di disimpegno da parte dei pochi attori internazionali che hanno fin qui sostenuto la rivoluzione siriana. Da un lato i vertici turchi, sembrano sempre più propensi a limitare gli aiuti ai ribelli e persino ai profughi; e il recente trasferimento in territorio siriano della leadership dell'ELS appare come un frutto delle pressioni turche. Dall'altro lato i paesi del Golfo Persico sembrano davvero decisi ad abbandonare la partita.

lunedì 25 giugno 2012

Ancora su Siria e NATO

di Fabrizio Tringali
L'abbattimento di un aereo turco da parte della Siria è un evento da non sottovalutare. Per un verso esso testimonia il crescere della tensione nella zona, dove certamente esistono Paesi che vorrebbero usare le maniere forti contro il regime di Assad. Per un altro verso questo evento può essere usato come cartina al tornasole per decifrare meglio le reali intenzioni della NATO.
In molti ritengono che gli USA stiano cercando di preparare un attacco militare contro la Siria, mentre noi, da tempo, riteniamo non fondata questa ipotesi. Si vedano, per esempio, le argomentazioni riassunte in questo post.
Vedremo come gli USA e la NATO risponderanno agli appelli della Turchia, che fa parte della NATO stessa, e che si presenterà alla prossima riunione dell'Alleanza invocando l'articolo 4 del Trattato atlantico, cioè dichiarando che la Siria rappresenta una minaccia alla sua sicurezza e alla sua integrità territoriale.
Se davvero gli USA vogliono arrivare all'attacco NATO, non mancheranno di sfruttare, in qualche modo, il casus belli che gli è stato servito su un piatto d'argento dallo stesso Assad. 
Se invece, come sosteniamo noi, sotto sotto essi non vogliono affatto smantellare il sistema di potere siriano, allora cercheranno un modo per gettare acqua sul fuoco della crisi che si è aperta fra Ankara e Damasco a causa all'abbattimento del velivolo turco. Vedremo, intanto l'Italia si appresta a dichiarare che lo scenario libico non può essere riprodotto in Siria....

Martedi 26 Giugno 2012
Aggiornamento 1: da Bruxelles si escludono azioni militari contro la Siria...
Aggiornamento 2: pare che la Turchia sia stata indotta a mettere in campo una risposta "razionale" (cioè non militare) all'abbattimento del proprio aereo....