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giovedì 13 giugno 2013

JP Morgan lo dice a chiare lettere: il problema dell'euro sono le costituzioni antifasciste


Ho trovato su questo blog una notizia molto interessante: JP Morgan ha emesso un documento, nel quale viene presentata un'analisi del processo di aggiustamento degli squilibri macro-economici dei paesi del sud. Ma il documento non si limita a parlare di inflazione o di partite correnti. Entra nel merito dei "difetti" dei paesi del sud. A proposito dei limiti tipici di questi paesi, si dice:
 Quando la crisi è iniziata era diffusa l'idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell'area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico.
 è singolare che si tracci questo parallelo tra ciò che è scaturito dalla lotta antifascista e ciò che non ci permette di integrarci adeguatamente nel sistema dell'euro. Il problema è chiaramente individuato nelle costituzioni. Per fortuna i politici tedeschi lo sanno. Ma andiamo avanti.

mercoledì 23 maggio 2012

Chi odia la Costituzione

di Fabrizio Tringali


Come previsto, il peggior presidente della storia della Repubblica continua a infischiarsi dei limiti ai suoi poteri dettati dalla Carta Fondamentale e del rispetto delle prerogative del Parlamento, ed a spingere perché vangano realizzate modifiche costituzionali ed elettorali capaci di azzerare quel poco di democrazia che ancora conserviamo.
Altro che non sentire il "boom" del Movimento 5 Stelle. 
Napolitano sente bene, e vede ancora abbastanza per leggere i dati elettorali
Ha capito perfettamente che la stragrande maggioranza di cittadini non ne può più di lui e dell'intera casta che lui degnamente rappresenta. E se ha un'alternativa esterna ad essa, la vota.
Vogliono cambiare la Costituzione e la legge elettorale per impedirlo, o quantomeno per permettere alla casta di continuare a governare anche senza il consenso dei cittadini.

giovedì 5 aprile 2012

Un'analisi sulle riforme Costituzionali e sulla nuova legge elettorale


di Fabrizio Tringali


I dibattiti sulle riforme della Costituzione e sulla nuova legge elettorale sembrano giunti ad uno stadio molto avanzato.
Le bozze di modifica dell'assetto istituzionale in discussione, che godono dell'appoggio dei principali partiti, mirano a ridisegnare i poteri dello Stato, aumentando i poteri del premier, ed in generale rafforzando il ruolo dell'esecutivo a scapito del legislativo.
Analizziamo le proposte sul tappeto, e le loro conseguenze.