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mercoledì 13 novembre 2013
L'idea della moneta comune fa proseliti/5
Enrico Grazzini, autore certo non nuovo a sortite anti-euro, scritte in uno stile tale da ingenerare il sospetto che tra le sue lettura più assidue vi sia proprio questo blog, sposa l'idea della moneta comune. Lo fa su Micromega, organo della sinistra liberal e da sempre ferreamente anti-berlusconiana. Fatti come questi dimostrano il potere di "penetrazione" nel campo dell'opinione di sinistra di cui è dotata la proposta della moneta comune. Sarebbe il caso di rifletterci. Ricordate il sondaggio di Scenari Economici? Quello che mostra come il consenso all'Euro si aggiri tra l'80 e il 90% dell'elettorato di sinistra? Ebbene, bisognerebbe interrogarsi sulle modalità pratiche di sfaldamento di un consenso apparentemente inscalfibile. La proposta della moneta comune è in grado di "fare breccia" in quell'ambiente, portando su posizioni razionali e condivisibili gran parte di quelli che non si decidono ad aprire gli occhi sulla situazione attuale, e che tuttavia votano. Pensiamoci. (C.M.)
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venerdì 12 luglio 2013
Il demenziale liberoscambismo della Sinistra: Brancaccio VS Revelli
All'indomani delle elezioni europee del 2009, la rivista Micromega organizzò una tavolta rotonda sulle sorti di una sinistra radicale che non riusciva ad eleggere nemmeno un deputato. Partecipavano il sociologo Alessandro Dal Lago, il politologo Marco Revelli, e l'economista Emiliano Brancaccio. A quest'ultimo si deve lo spostamento della discussione attorno a temi concreti, più che su rimpianti e vane formule ideologiche. La sua proposta di una concreta politica economica per la Sinistra, imperniata sul blocco dei movimento di capitale, viene respinta da Revelli con soprendente fermezza. Chi conosce Revelli sa che certi toni non gli appartengono. Eppure la semplice proposta di Brancaccio viene bollata di nazionalismo, di ritorno al passato, di essere di destra, di occhieggiare a valori e simbologie razziste... insomma, se sei per il blocco dei movimenti di capitale sei xenofobo.
Questa chiusura a riccio, da parte di un intellettuale che ha avuto e ha una non trascurabile influenza negli ambienti della Sinistra, aiuta a capire perché quest'ultima è morta e sepolta. Queste persone hanno completamente perduto ogni riferimento "di classe". Non sono in grado di percepire cosa minaccia i lavoratori (nel caso, l'apertura dei mercati), non sono comunque disposti a farvi fronte, e di conseguenza i lavoratori non li votano più. As simple as that. Al posto dell'analisi dei rapporti di forza tra le classi, e della difesa politica degli interessi dei ceti di riferimento, la Sinistra ha abbracciato vuoti concetti, parole d'ordine astratte, dimostrando anche una sorprendente rigidità (per non dire pigrizia) intellettuale.
Ha vinto Revelli insomma, e la Sinistra è morta. Si vede che era destino. Certo, se avesse "vinto" Brancaccio... ma ora godetevi questo scambio. Vi assicuro, è imperdibile. Ho ritagliato le parti più interessanti. Chi vuole leggere l'originale lo trova qui. (C.M.)
Questa chiusura a riccio, da parte di un intellettuale che ha avuto e ha una non trascurabile influenza negli ambienti della Sinistra, aiuta a capire perché quest'ultima è morta e sepolta. Queste persone hanno completamente perduto ogni riferimento "di classe". Non sono in grado di percepire cosa minaccia i lavoratori (nel caso, l'apertura dei mercati), non sono comunque disposti a farvi fronte, e di conseguenza i lavoratori non li votano più. As simple as that. Al posto dell'analisi dei rapporti di forza tra le classi, e della difesa politica degli interessi dei ceti di riferimento, la Sinistra ha abbracciato vuoti concetti, parole d'ordine astratte, dimostrando anche una sorprendente rigidità (per non dire pigrizia) intellettuale.
Ha vinto Revelli insomma, e la Sinistra è morta. Si vede che era destino. Certo, se avesse "vinto" Brancaccio... ma ora godetevi questo scambio. Vi assicuro, è imperdibile. Ho ritagliato le parti più interessanti. Chi vuole leggere l'originale lo trova qui. (C.M.)
mercoledì 22 maggio 2013
mercoledì 1 maggio 2013
Piccole verità crescono...
Nel sito di Micromega, un articolo di Enrico Grazzini riassume in maniera chiara le principali tesi contro l'euro che molti, e noi fra quelli, stanno cercando di diffondere. A quanto pare, la forza delle nostre ragioni riesce a ottenere ascolto. Bene.
(M.B.)
(M.B.)
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