di Fabrizio Tringali
Da settimane, ormai, Beppe Grillo
lamenta continui tentativi di boicottaggio, il cui obiettivo sarebbe
quello di impedire la partecipazione del M5S alle elezioni, o almeno
ridimensionarne il probabile successo elettorale.
Gli suggerirei maggiore prudenza. Non
solo per amore di verità, ma anche, anzi soprattutto, per evitare
effetti disastrosi nel prossimo futuro.
Secondo Grillo gli attacchi al M5S si
sarebbero concretizzati, dapprima, nel tentativo di cambiare la legge
elettorale per impedire al M5S di vincere, poi nell'anticipo della
data del voto, che avrebbe reso difficile la raccolta delle firme
necessarie per la presentazione delle liste, e infine con lo “scippo”
del simbolo elettorale che si è verificato in questi giorni al
Viminale.
In realtà, è abbastanza evidente che
nessuno di questi casi ha rappresentato una seria minaccia al M5S.
Dati gli accordi di coalizione tra i
partiti, la possibilità che il M5S conquisti la maggioranza dei voti
è quasi nulla. Ed anche se alla Camera avvenisse il miracolo, al
Senato la vittoria sarebbe comunque impossibile, proprio a causa
della legge elettorale attuale. E in Italia vige ancora il
bicameralismo perfetto, quindi la probabilità che dopo le elezioni
il M5S possa formare un governo è pari a zero (il che non è
ovviamente un demerito, un consenso a due cifre sarebbe già un
risultato notevole per un movimento così giovane).
Il punto è che Napolitano voleva che
fosse cambiata la legge elettorale per garantirsi il Monti-bis, non
per sbarrare la strada ad una ipotetica vittoria del M5S. Ma quando
Berlusconi ha tolto la fiducia al governo, tutti hanno capito che non
avrebbe accettato una legge elettorale costruita ad arte per
determinare il Monti-bis, così la stessa idea di cambiare il porcellum è decaduta, nonostante gli inviti del PDL a proseguire nel
tentativo di riforma.
Anche l'anticipo della data delle
elezioni è stata una decisione presa indipendentemente da
valutazioni relative al M5S, tanto che il governo, su sollecitazione
di Napolitano, si è apprestato a ridurre drasticamente il numero di
firme necessarie per presentare le liste. E' vero che una tale misura
serviva anche a tanti partitini della casta, ma se il governo avesse
voluto, avrebbe potuto agevolmente tagliar fuori il M5S dai benefici
del provvedimento: sarebbe bastano fare come nel 2008, quando una
norma ad-hoc permise di presentare liste a chiunque fosse sostenuto
da almeno due parlamentari (tutti i partitini sarebbero stati salvi,
mentre il M5S sarebbe rimasto fuori).
Infine la questione del simbolo. Questo
è in effetti un attacco al movimento, e bene ha fatto
byoblu.com
a pubblicare il materiale ricevuto da Anonymous: qualcuno che sta
tentando di rompere le uova nel paniere al M5S c'è.
Ma probabilmente non si tratta della
“casta”, bensì di qualche personaggio improbabile e non molto
rilevante. Il quale non ha grandi possibilità di raggiungere i suoi
scopi, qualunque essi siano, dato che non ha le migliaia di firme
autenticate che servono a presentare il simbolo sulla scheda
elettorale. Il M5S invece le ha raccolte tutte quante. Ed ha già
registrato quel simbolo per consultazioni elettorali importanti a
livello comunale e regionale.
Rivolgo quindi un invito ai miei tanti
amici del M5S a smettere di gridare al boicottaggio contro il M5S.
Siamo in campagna elettorale, e capisco
che far credere che il movimento sia vittima di un'aggressione da
parte del “sistema”, aiuti a “compattare le truppe”, e ciò
può essere molto utile per massimizzare i consensi elettorali.
Ma un movimento che ambisce a
rappresentare l'alternativa alla casta ha il dovere morale di dire la
verità, indipendentemente dalle convenienze.
Inoltre, i numerosi consensi raccolti,
rischiano di disperdersi facilmente, sciogliendosi ben presto come
neve al sole, se ottenuti grazie alla diffusione della falsa idea che
vi sia in corso un boicottaggio che non c'è. L'elettorato, infatti,
viene indotto a pensare che il “sistema” si sia reso conto del
terremoto politico che una forte presenza in Parlamento del M5S
determinerebbe. E che quindi stia cercando in ogni modo di mettergli
i bastoni fra le ruote.
Ora, una volta celebrate le elezioni, e
ottenuta una buona affermazione, se il M5S non dovesse riuscire a
scatenare lo sconquasso promesso, la sua credibilità verrebbe
immediatamente meno.
E data la complessità del
funzionamento delle Istituzioni, e soprattutto dato il fatto che le
Camere hanno progressivamente perso molto del loro potere a vantaggio
dell'esecutivo, è improbabile che il M5S riesca ad ottenere
risultati importanti nel breve periodo dal suo ruolo di opposizione
parlamentare.
Costruire ad arte “attese” troppo
impegnative è un'arma a doppio taglio. Dapprima può far crescere il
consenso, ma se poi non si riesce a tener fede alle aspettative
create, il consenso raccolto svanisce d'un fiato.
Consiglio quindi ai miei amici del M5S
di concentrarsi un po' meno sui complotti, e un po' di più nella
discussione e nel confronto interno, per capire cosa debba fare, dal
giorno dopo le elezioni, un movimento di alternativa per essere
davvero efficace, una volta ottenuto un nutrito gruppo di
parlamentari.