Ha fatto molto bene Moreno Pasquinelli
a prendersi la briga di leggere e esaminare il programma elettorale
del Fronte Nazionale francese. Credo ci dia la possibilità di
renderci conto di cosa abbiamo a che fare. In questo post avanzerò
un'ipotesi su quale siano gli autentici obiettivi di questa forza
politica. Come ogni congettura è chiaramente opinabile, e inviatiamo
tutti a opinarla nei commenti.
Ai miei occhi è abbastanza evidente
una cosa: il cuore del programma di Marine Le Pen non è l'economia,
e di conseguenza non è l'euro. Questo potrà apparire piuttosto
azzardato a molti lettori. Dopotutto, nel nostro angolo di blogosfera
si sta sviluppando, da mesi, un acceso dibattito sull'opportunità o
meno di sostenere questa forza politica. Trattandosi di un dibattito
tra elettori italiani la discussione ha come oggetto, in pratica,
l'espressione di un moto di simpatia (o di avversione). Nell'ambito
di tale discussione, e nella stragrande maggioranza dei casi, le
simpatie al FN sono determinate dalla dichiarata ostilità all'euro e
alla UE tipiche di questo partito. Anche persone con un trascorso di
sinistra, convinte che l'euro sia la questione essenziale e dirimente
dei nostri tempi, sono ora pronti a “sostenere” (virtualmente) Le
Pen in virtù delle sue posizioni economiche. Ora, la mia ipotesi
parte dall'assunzione che, tra i veri elettori potenziali del FN, e
cioè tra i cittadini francesi, che parlano il francese e che seguono
quotidiniamente la vita politica di quel paese, non sia la posizione
sull'euro quella che genera consenso, e che la stessa Marine Le Pen
non si aspetti di essere votata principalmente in virtù di tale
posizione.
Facciamo per un attimo astrazione dalla
questione dell'euro. L'insieme del programma economico che stiamo
esaminando è correttamente inserito da Pasquinelli nel filone del
keynesismo moderato. Esso non implica scelte molto
rivoluzionarie, specie se teniamo presente il contesto sociale nel
quale è calato: in Francia l'intervento dello Stato nell'economia è
una realtà ben viva e operante, lo stato sociale francese è con
tutta probabilità il più avanzato tra quelli dei grandi paesi
europei, e le misure protezionistiche non sono certo un fenomeno
inedito nel panorama politico d'Oltralpe (basta pensare al complesso
di tutele di cui gode in Francia il settore agricolo). A colpo
d'occhio, buona parte di queste misure sono attuabili già oggi, a
Trattati vigenti. Nulla di sensazionale, e sopratutto nulla che possa
scatenare ondate di consenso.
A mio avviso il vero fulcro della
proposta politica del FN, il motivo per cui i francesi lo
votano, si ritrova nella seconda parte dell'articolo di
Pasquinelli, quando il nostro passa in rassegna le proposte di
riforma nell'ambito del diritto penale. Mi spiego meglio.
Cio che rende popolare l'opzione FN
nell'elettorato francese è il richiamo all'identità nazionale.
In un mondo in cui si sono smarriti molti dei tradizionali punti di
riferimento, l'Idea di Francia può rappresentare un valido
“ancoraggio” per molte persone.
Come si realizza l'Idea? Con scelte
concrete che riaffermino il potere dell'ente che la incarna, lo
Stato. Lo Stato riafferma la sua sovranità in primo luogo mostrando
la sua efficiacia punitiva. Se il tipico programma liberista consiste
nel sostituire lo Stato Sociale con quello Penale, Le Pen vuole tener
fermo il primo ed espandere enormemente il secondo. Non è
contraddittorio: è la tradizione dei fascismi.