mercoledì 27 febbraio 2013

Seppellire i morti

Fra i tanti aspetti interessanti, e degni di commento, di questa tornata elettorale, vi è il risultato della lista di Ingroia, che non riesce ad entrare in Parlamento. Come ha già detto Fabrizio, ne siamo davvero contenti. E' da tempo ormai che giudichiamo la cosiddetta “sinistra radicale” nient'altro che un fattore di confusione, di oscuramento della realtà, di ostacolo alla costruzione di una vera opposizione. Si tratta in sostanza di piccoli frammenti di ceto politico che devono necessariamente allearsi col centrosinistra per avere posti e cariche, il che è tutto ciò a cui si riduce il loro fare politica. E poiché l'alleanza col centrosinistra, in un modo o nell'altro, non può essere realmente messa in discussione, essi devono in sostanza oscurare la verità di ciò che è il centrosinistra oggi.

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni: ecco il bivio di fronte al Movimento 5 Stelle

di Fabrizio Tringali
Il primo commento al voto che mi viene in mente è il seguente: il Movimento 5 Stelle si trova già di fronte al primo bivio di importanza vitale. I numeri al Senato sono chiari, non c'è una maggioranza che possa sostenere un governo Bersani-Monti (che era il vero obiettivo di entrambi già da prima delle elezioni).
Quindi cercheranno di imbarcare il M5S. Non tutto, ovviamente, ma proveranno a spaccarlo e a tirar dentro 20 senatori a sostegno di un governo pro-euro supino di fronte ai diktat di Bruxelles e Francoforte.
Lo stesso faranno coi senatori del centrodestra. La campagna acquisti sarà condotta direttamente dal Quirinale, e appoggiata dalla UE.

Se riescono a far fare il salto della quaglia a qualche eletto del M5S, quel movimento nasce morto. Se non ce la fanno, allora inizierà ad essere davvero possibile discutere di come organizzare nel Paese l'opposizione al ceto politico che ci sta devastando. Le contraddizioni interne alle coalizioni scoppierebbero in tutta la loro evidenza, e probabilmente si tornerebbe presto al voto.
Io spero di sbagliarmi, ma temo che gli emissari di Bersani, Monti e Napolitano possano riuscire nell'intento, dato che il M5S non implementa meccanismi interni di piena democrazia diretta, e quindi finisce, anch'esso, per selezionare arrivisti. Offriranno loro mari e monti. Le pressioni saranno fortissime. E nella condizione attuale del M5S anche una piccola percentuale di arrivisti può togliere credibilità e sbriciolare l'intero movimento.

Possiamo aggiungere, poi, che questo voto sancisce la rinascita di Berlusconi, cosa che in questo blog era stata ampiamente prevista, e la fine della cosiddetta "sinistra radical-istituzionale" e dell'IDV, il che, sinceramente, è un gran bene. Speriamo di non sentire mai più parlare di Ferrero, Diliberto, Di Pietro, cespugli verdi, etc..
Su SEL non vale la pena di spendere troppe parole: è ormai chiaro che Vendola non rappresenta altro che una minuscola fetta di elettorato piddino che ancora spera di "spostare a sinistra" l'asse di governi che hanno come primo obiettivo la distruzione delle condizioni di vita e di lavoro dei ceti sociali più deboli. Il suo misero 3% servirà a dare un po' di poltrone all'entourage del presidente della giunta pugliese, nulla più.
Quanto a Monti e alla sua coalizione, possiamo dire che presto ne vedremo delle belle. La percentuale ottenuta dalla sua lista non è malvagia (purtroppo), ma i suoi amichetti Fini e Casini non accetteranno in silenzio un risultato elettorale da "prefisso telefonico".
La partita è aperta, vedremo gli sviluppi.

lunedì 25 febbraio 2013

giovedì 21 febbraio 2013

Andare a votare? Per chi? Annullare la scheda? Difficile decidere...

di Fabrizio Tringali
Andare a votare? Per chi? Annullare la scheda? Difficile decidere... chi mi conosce e legge il blog può facilmente intuire i motivi per i quali, per quanto mi riguarda, la scelta può essere solo fra annullamento della scheda e voto al Movimento 5 Stelle.

mercoledì 20 febbraio 2013

Un articolo sull'Università

Segnaliamo questo articolo di Giorgio Israel sui problemi dell'Università:

http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2013/02/02SIT6148.PDF

E' un pezzo che spiega molto bene, nei limiti di un articolo giornalistico, alcuni dei problemi di fondo creati dalla riforma Berlinguer.
Scuola e Università sono temi centrali per un paese civile, ovviamente. Finora ne abbiamo parlato poco, cercheremo di tornarci sopra in futuro.
(M.B.)

lunedì 18 febbraio 2013

Liberarsi dei luoghi comuni



Questo blog ha, fra le sue tesi di fondo, quella secondo cui l'atteggiamento degli USA verso l'Euro e verso diversi soggetti internazionali (su tutti l'Iran) sia molto diverso da quello della vulgata (ecco un esempio). Parlo di "vulgata" proprio per chiarire che, per esempio, l'idea di un'America decisa a minare l'Euro è un luogo comune, una chiacchiera da bar, e non riflette quanto ci viene a far sapere la stampa mainstream ogni giorno. Non si tratta dunque di disinformazione da parte dei media, ma di un vero e proprio equivoco fondato su faciloneria e pregiudizi, e alimentato ad arte da alcune realtà intellettuali e politiche.

La questione di quale sia la reale strategia degli USA in questo momento storico rappresenta a mio avviso la vera questione politica di questi tempi, da cui discendono tutte le altre. Ciò prelude ad altre considerazioni, che saranno fatte a tempo debito in altri post. Per ora limitiamoci a segnalare due casi di plateale smentita della vulgata da parte di alcuni fatti diffusi dal mainstream e non contestati da nessuno, a nostra conoscenza.

Il primo non ha bisogno di particolari descrizioni: si tratta del viaggio di Napolitano a Washington, che fa il paio con il viaggio di Monti di un anno fa. L'interpretazione di questi viaggi è inequivocabile: gli USA sostengono con forza Napolitano e Monti perché vogliono che l'Italia resti nell'Euro e nell'UE, in quanto pilastro fondamentale di queste due organizzazioni. Questo almeno è chiaro per il Corriere.

Il secondo è rappresentato da un articolo di Maurizio Molinari di qualche giorno fa: fu lo stesso Obama a impedire che i ribelli siriani ricevessero armi. Alcuni membri dell'amministrazione proponevano, per opportunismo, di cavalcare la tigre della rivoluzione siriana e guadagnarsi credito presso quest'ultima con aiuti e rifornimenti; altri, la maggioranza, hanno invece scommesso sulla permanenza al potere di Bashar Assad, anche al costo di un genocidio.
Ciò è coerente con il quadro da noi delineato in questi mesi, e sopratutto combacia con l'evidenza di un occidente che, a due anni dalle prime manifestazioni, non ha mosso un dito per far cadere il tiranno siriano. (C.M)

venerdì 15 febbraio 2013

Le argomentazioni deboli di Michele Salvati

In un articolo sull'inserto domenicale del Corriere della Sera del 3 febbraio Michele Salvati interviene per sostenere la permanente validità dell'opposizione categoriale destra/sinistra. Lo fa però in modo piuttosto confuso e privo di consequenzialità. Spieghiamo perché.
 L'argomento principale che Salvati svolge nel suo articolo è poco convincente perché nasce dal confondere due questioni diverse: egli dice in sostanza che la distinzione destra/sinistra funziona, nel senso che ci permette di capire in maniera ragionevole la storia politica occidentale degli ultimi due secoli, e anche la realtà politica contemporanea.