sabato 22 settembre 2012

Vedere la proboscide ma non l'elefante/3. Il caso ENEL

 Claudio Martini

numero precedente

 Ragguaglio introduttivo

Quando parliamo dell'Unione Europea, parliamo innanzitutto di due cose assai concrete, e cioè del Trattato sull'unione Europea (TUE) e del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE). Nella loro forma attuale i due Trattati sono "rifacimenti" di alcuni trattati precedenti, e cioè, rispettivamente, il Trattato di Maastricht del 1992 e il Trattato di Roma del 1957. Quest'ultimo ha cambiato nome per ben due volte: nato come Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea (TCEE), nel 1992 è diventato il Trattato che istituisce la Comunità Europea (TCE), per poi assumere la forma attuale nel 2008, grazie al Trattato di Lisbona. Non si tratta di questioni puramente nominalistiche. Ad ogni passaggio, il Trattato di Roma ha visto crescere la propria importanza e arricchire le proprie disposizioni. Oggi questo testo fondamentale ci dà la base normativa essenziale del quadro istituzionale dell'UE, le regole per il funzionamento di quelle istituzioni, e moltissime norme di carattere economico e amministrativo che riguardano da vicino la vita delle imprese e dei cittadini europei. Dal canto suo il TUE, testo molto più breve, definisce in via generale l'identità e gli scopi dell'Unione Europea.

Le varie tappe della bollitura 
L'ultima volta ci siamo lasciati annunciando un excursus storico sulla giurisprudenza della Corte Costituzionale in tema di rapporti tra il diritto UE il diritto interno. Cominciamo dal principio, con un caso emblematico.

giovedì 20 settembre 2012

E adesso ci siamo giocati anche la Corte Costituzionale


di Fabrizio Tringali

Eh già, grazie al peggior presidente della Repubblica della storia d'Italia, sta per ricoprirsi di ridicolo anche l'ultima Istituzione che poteva godere di un qualche rispetto.
Del resto lo avevamo già anticipato: pur sapendo l'ovvio, e cioè che, nella vicenda delle intercettazioni telefoniche della procura di Palermo, Napolitano ha torto marcio, l'Alta Corte troverà il modo di dargli ragione.
In questo modo l'orrendo figuro che occupa il Colle completa la distruzione della Costituzione Italiana. Proprio lui, che dovrebbe esserne custode, ed invece si è reso protagonista di una incredibile serie di attacchi alla Carta che ne hanno sostanzialmente smantellato i fondamenti.

Dapprima Napolitano ha infranto il principio di divisione dei poteri, quando ha svuotato i poteri del Parlamento minacciando più volte lo scioglimento delle Camere nonostante il governo in carica avesse sempre ottenuto la fiducia. Nulla, nemmeno il fatto che in carica vi fosse un esecutivo disgustoso, giustifica la violazione della Carta.

Poi ha consegnato il Paese al commissariamento da parte dei tecnocrati europei, nominando Monti senatore a vita e quindi capo del governo, e dichiarando più volte che l'euro e la UE sono scelte dalle quali non è possibile tornare indietro (un'ovvia menzogna).

Ora costringe la Corte Costituzionale a perdere ogni credibilità (gettando grave discredito anche sulla Magistratura).

Infine proverà, ancora, a fare in modo che venga approvata una legge elettorale tagliata sulle esigenze del ceto dirigente più forte della UE, e che richiede che l'Italia continui ad essere governata da esecutivi di larghe intese, in modo da proseguire l'opera di distruzione delle condizioni di vita della stragrande maggioranza
della popolazione iniziata da Monti, Fornero e Passera, senza che una singola parte politica debba assumersi la responsabilità di dover fare i conti con il malcontento crescente. Del resto ormai, anche qual poco di democrazia che ci era rimasto, era diventato un fastidioso orpello, ostacolo alla realizzazione dei disegni dei governanti. Meglio, per loro, farne a meno. Non so quanto tempo occorrerà, ma prima o poi emergerà con drammatica chiarezza quanto grave sia ciò che sta accadendo.

Recensione di Ivan Boni a "La trappola dell'euro"

Segnaliamo la recensione a "La trappola dell'euro" pubblicata su storia.archeologia.com da Ivan Boni: http://storia.archeologia.com/202/la-trappola-delleuro

mercoledì 19 settembre 2012

Intellighentzia/2

Per proseguire il discorso sulla cultura  contemporanea, segnaliamo questo articolo di Luigi Cavallaro. Si tratta di un testo che mescola in modo caratteristico intuizioni interessanti e chiusure preconcette.

lunedì 17 settembre 2012

Due più due uguale ??

Non è difficile rispondere, non è difficile capire: non occorre avere la banca dati di Assange o penetrare in archivi super custoditi appesi per aria come Tom Cruise in non so più quale film.
Basta mettere assieme alcune cose esposte con chiarezza sui media.

sabato 15 settembre 2012

Vedere la proboscide ma non l'elefante/2

L'integrazione europea ha dovuto scontare, nel nostro paese più che in altri, le carenze storiche, le rigidità, i ritardi e i problemi strutturali del sistema, come pure la lenta ed esitante maturazione delle forze politiche, economiche e sociali, degli apparati pubblici, della società civile e, diremmo, della coscienza stessa della collettività nazionale. (..) Col tempo, tuttavia, la situazione è progressivamente migliorata (..). Come un fiume carsico che correva al di sotto dei clamori mediatici, quel processo è andato avanti con progressione lenta ma costante, ed ha via via indebolito le resistenze degli organismi nazionali.
(Roberto Adam e Antonio Tizzano, Lineamenti di Diritto dell'Unione Europea-Giappichelli 2010)

Claudio Martini

Cos'è l'Unione Europea? È uno Stato, una federazione di Stati, una semplice organizzazione internazionale? La dottrina costituzionale si è assestata su una definizione che vede la UE come "un'organizzazione di tipo nuovo", una strana "cosa" che si caratterizza per regolare non solo i rapporti tra gli Stati che ne fanno parte, ma anche tra i cittadini di quegli stati. In altre parole, l'UE è un'organizzazione a cui gli Stati hanno delegato il compito creare diritto; soggetti di quel diritto non sono solo gli Stati, come può capitare nelle organizzazioni internazionali classiche, ma anche i singoli individui (o le loro "formazioni sociali": ad esempio le imprese). Forse per cogliere meglio il carattere sui generis dell'UE è utile richiamarsi alla nozione di Ordinamento, così come definita dal fascista Santi Romano (autore nel 1918 di un'opera chiamata appunto l'Ordinamento giuridico): un'insieme di norme proveniente da una pluralità di fonti, destinate ad una pluralità di soggetti. La concezione ordinamentale del diritto si contrappone a quella statualistico/borghese, dove la fonte è una (la Legge) e il destinatario uno soltanto (il Cittadino). L'UE, in quanto ordinamento, si sovrappone alle (ma si portebbe dire che compenetra le) leggi degli Stati, e mano a mano che si sviluppa il suo diritto si estende a sempre maggiori campi, a sempre più varie situazioni.

giovedì 13 settembre 2012

Prese di coscienza


Non manca, nei media più noti, qualche segnale di presa di coscienza dei problemi che stanno al fondo dell'attuale crisi dell'euro. Segnaliamo per esempio questo articolo di Galli della Loggia, sul Corriere della Sera del 12 agosto.

Galli della Loggia coglie uno degli aspetti fondamentali dell'attuale crisi. Occorre infatti partire dalla coscienza che non esistono “soluzioni tranquille”. Ogni possibile “soluzione” presenta dei costi e dei rischi, che oltretutto, a seconda delle diverse possibili scelte politiche, graveranno in misura diversa sui diversi Stati (e, aggiungiamo noi, sulle diverse classi sociali). Tutto questo non può che generare tensioni, conflitti, spinte centrifughe. Per arginare queste tensioni e impedire che esse abbiano effetti distruttivi sulla tenuta dell'Unione Europea, sono necessari vari elementi, ed uno di tali elementi è, inevitabilmente, la nascita, in tutti i cittadini UE, di un forte sentimento di appartenenza alla stessa nazione. Solo una autentica Nazione Europea può resistere a crisi come l'attuale.
Fin qui Galli della Loggia. Ci sembra difficile contestare le tesi del suo articolo. È chiaro che Galli della Loggia mantiene una posizione favorevole all'UE, e il suo articolo cerca di indicare possibili soluzioni alla sua crisi attuale. Il punto è che, sviluppando il suo ragionamento, si arriva facilmente a conclusioni opposte a quelle che immaginiamo a lui gradite. Basta infatti rilevare, come abbiamo fatto nei testi scritti assieme a Tringali (si vedano: il breve saggio pubblicato nel 2011, il libro attualmente in libreria e anche questo stesso blog ) che in questo momento non esiste nessuna Nazione Europea, e che il lavoro di creazione di una tale nazione appare un progetto impossibile da realizzare nel breve periodo e destinato eventualmente a tempi molto lunghi. 
Ma poiché la crisi è adesso e poiché per risolvere veramente la crisi occorre una solidarietà nazionale europea della quale non si vede l'ombra, la conclusione è inevitabile: la crisi economica e politica attuale continuerà e porterà a tali tensioni e scontri da far crollare sia l'euro sia, probabilmente, la stessa UE.

(M.B.)