L'ultimo post di Claudio Martini sulla
situazione in Siria ha suscitato molte reazioni. Siamo lieti di aver ravvivato la discussione intorno a
questa delicato tema, tuttavia dispiace notare che alcune delle
critiche che ci sono state mosse sembrano non aver capito il senso
del discorso che stiamo proponendo. Certo, per capirlo è necessario leggere i vari post che abbiamo dedicato a questi temi, e si sa che il lettore
internettiano medio va piuttosto di fretta.
Vogliamo allora spiegare, più
chiaramente di quanto fatto finora, il senso di quello che stiamo
cercando di comunicare. Cominciamo con una affermazione utile,
ancorché banale: non abbiamo tesi precostituite, non vogliamo ad
ogni costo sostenere un punto preciso. Ci interessa capire quello che
sta succedendo.
mercoledì 30 maggio 2012
martedì 29 maggio 2012
Qualcosa si muove/4
In un post di qualche tempo fa abbiamo
criticato un articolo di Marco D'Eramo, che ci sembrava indicativo
dell'incapacità della sinistra di affrontare la questione della
riconquista della sovranità nazionale. La gravità della crisi che
stiamo attraversando la si vede dal fatto che il suo incalzare
costringe perfino “Il Manifesto” a confrontarsi con la realtà.
Così, Marco D'Eramo ha pubblicato due articoli
(questo e questo), appunto sul “Manifesto”, nei quali la fine dell'euro è
prospettata come il male minore rispetto alle politiche di austerità
portate avanti dai ceti dirigenti europei in difesa dell'euro. Certo,
i due articoli contengono molte affermazioni discutibili (una per
tutte: “In questi dieci anni di euro le sinistre si sono imbevute,
senza accorgersene, dei nazionalismi e dell'antieuropiesmo che la
dittatura dello spread ha alimentato”), ma si tratta ancora una
volta di un segnale chiaro: l'insostenibilità dell'euro e delle
politiche necessarie per la sua difesa si sta facendo strada un po'
dappertutto. Incrociamo le dita.
(M.B.)
(M.B.)
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domenica 27 maggio 2012
Dedicato agli ellissoidi che sostengono Assad (ovvero la storia di un ravvedimento operoso)
Homs, Siria. Terroristi Wahabiti abbattuti dall'eroico esercito di Assad. Età compresa tra i 3 e gli 11 anni.
Claudio Martini
Ieri il regime siriano ha bombardato un sobborgo di Homs, città martire, uccidendo svariate decine di persone, molte delle quali bambini (qui sopra potete vederne le spoglie). Niente di così strano: il regime massacra i siriani da più di un anno con tale intensità e ferocia che quasi ci sfugge il motivo per cui il mainstream, solitamente silente su questo tema, abbia dedicato un poco della sua attenzione a quelle piccole vittime. Per una volta, sorprendentemente, il regime siriano non nega che l'eccidio ci sia stato, anche se ne addossa la responsabilità ai ribelli. Il che è ridicolo, dato che le vittime sono state colpite da bombe, e i ribelli non dispongono di aerei, cannoni o carri armati. Ma c'è anche chi sta peggio dei cittadini siriani, e sono i locali adoratori di Assad. Costoro, da mesi, mettono in dubbio l'attendibilità delle notizie che descrivono il genocidio siriano, allo scopo, con le parole dell'ottimo Germano Monti, di "prevenire la nascita di un movimento di solidarietà con la rivoluzione siriana". Ora gli adoratori si trovano nel caos più completo, visto che il loro Idolo l'ha fatta decisamente troppo grossa, e si affannano nel cercare di tamponare la falla (un buon esempio del loro panico si può trovare qui).
venerdì 25 maggio 2012
Movimento 5 stelle. Casaleggio vale uno?
di Fabrizio Tringali
Il mainstream in questi giorni si sta occupando molto del Movimento 5 Stelle e della sua vittoria in una città importante come Parma.
Si legge un po' di tutto. Certamente sono in molti ad avere interesse a screditare il M5S, e a ingigantirne le debolezze e le contraddizioni. E questo si riflette non poco nel modo in cui le varie testate affrontano l'argomento.
Al netto di tutto ciò, non si può comunque omettere che ciò che sta accadendo sollevi questioni reali di grande importanza.
Nel nostro piccolo, lo avevamo anticipato. Basta leggere qui e qui.
Certe dinamiche sono assolutamente prevedibili, dato che si attivano inevitabilmente in qualsiasi gruppo politico che non implementi forme decisionali veramente partecipazioniste.
Senza una decisa correzione di rotta, non potremo che assistere alla morte del M5S, oppure alla sua veloce trasformazione in parte del medesimo ceto politico che gli aderenti al movimento vogliono giustamente combattere (questa degenerazione ha già colpito molte altre forze politiche che erano nate con idee genuinamente anti-oligarchiche ed alternative, perché esse non sono state capaci di dotarsi né di proposte politiche effettivamente alternative, né di meccanismi di funzionamento interno anti-oligarchici e partecipazionisti).
Sta agli aderenti al M5S aprire una discussione franca e trasparente sulle modalità decisionali interne al movimento e sul ruolo di Beppe Grillo, del suo staff e del suo blog.
Noi non possiamo che auspicare che lo facciano, dato che da sempre speriamo nella nascita di un soggetto politico unitario, capace di riunire tutti coloro che vogliono opporsi ai diktat europei, recuperare la sovranità popolare che è stata ceduta, e realizzare una democrazia partecipata libera dai vincoli del liberismo e dal dogma dell' aumento infinito di produzione di merci.
Di certo abbiamo bisogno anche del M5S.
Il mainstream in questi giorni si sta occupando molto del Movimento 5 Stelle e della sua vittoria in una città importante come Parma.
Si legge un po' di tutto. Certamente sono in molti ad avere interesse a screditare il M5S, e a ingigantirne le debolezze e le contraddizioni. E questo si riflette non poco nel modo in cui le varie testate affrontano l'argomento.
Al netto di tutto ciò, non si può comunque omettere che ciò che sta accadendo sollevi questioni reali di grande importanza.
Nel nostro piccolo, lo avevamo anticipato. Basta leggere qui e qui.
Certe dinamiche sono assolutamente prevedibili, dato che si attivano inevitabilmente in qualsiasi gruppo politico che non implementi forme decisionali veramente partecipazioniste.
Senza una decisa correzione di rotta, non potremo che assistere alla morte del M5S, oppure alla sua veloce trasformazione in parte del medesimo ceto politico che gli aderenti al movimento vogliono giustamente combattere (questa degenerazione ha già colpito molte altre forze politiche che erano nate con idee genuinamente anti-oligarchiche ed alternative, perché esse non sono state capaci di dotarsi né di proposte politiche effettivamente alternative, né di meccanismi di funzionamento interno anti-oligarchici e partecipazionisti).
Sta agli aderenti al M5S aprire una discussione franca e trasparente sulle modalità decisionali interne al movimento e sul ruolo di Beppe Grillo, del suo staff e del suo blog.
Noi non possiamo che auspicare che lo facciano, dato che da sempre speriamo nella nascita di un soggetto politico unitario, capace di riunire tutti coloro che vogliono opporsi ai diktat europei, recuperare la sovranità popolare che è stata ceduta, e realizzare una democrazia partecipata libera dai vincoli del liberismo e dal dogma dell' aumento infinito di produzione di merci.
Di certo abbiamo bisogno anche del M5S.
giovedì 24 maggio 2012
Legere Aude!
Segnaliamo questo breve quanto efficace paper degli economisti greci Theodore Mariolise Apostolis Katsinos. Lo abbiamo scovato tra i commenti dell'ottimo blog di Alberto Bagnai, e ci
sembrava il caso di porlo in maggiore evidenza. Sappiamo ormai che il
catastrofismo sulle sorti dell'Italia dopo l'ingresso nella Lira (suona
meglio di uscita dall'Euro, no?) non ha alcun fondamento pratico e
teorico, e costituisce pura propaganda di guerra (quella che combattono
contro di noi). Ma a molti lo stesso catastrofismo appare giustificato,
solo se all'Italia si sostituisce la Grecia. In fondo quest'ultima è una
piccola e marginale contrada, si dice, che importa quasi tutto ed è
priva di una propria base industriale. Una valuta che rispecchiasse i
poveri fondamentali economici della Grecia, si conclude, getterebbe i
suoi cittadini nella miseria. Eppure i due economisti, al termine della
loro ricerca, scrivono:
Utilizzando semplici modelli di prezzo input-output , è stato stimato che una svalutazione del 50% della dracma
non implica, direttamente o indirettamente, grandi "pressioni" inflazionistiche,
come comunemente si crede, e che in effetti potrebbe aumentare la
competitività internazionale dell'economia di circa il 37% e ridurre il deficit
del saldo di beni e servizi di circa l' 89%.
Forse sarebbe il caso di mantenere la calma e fermarsi a riflettere, prima di arrendersi ad un panico immotivato. Conoscere un po' meglio la scienza economica, ed i contenuti di lavori come questo ci aiuta a dissipare le sciocchezze e il terrorismo dei ceti dominanti e dei loro media. (Claudio Martini)
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mercoledì 23 maggio 2012
Chi odia la Costituzione
di Fabrizio Tringali
Come previsto, il peggior presidente della storia della Repubblica continua a infischiarsi dei limiti ai suoi poteri dettati dalla Carta Fondamentale e del rispetto delle prerogative del Parlamento, ed a spingere perché vangano realizzate modifiche costituzionali ed elettorali capaci di azzerare quel poco di democrazia che ancora conserviamo.
Altro che non sentire il "boom" del Movimento 5 Stelle.
Napolitano sente bene, e vede ancora abbastanza per leggere i dati elettorali.
Ha capito perfettamente che la stragrande maggioranza di cittadini non ne può più di lui e dell'intera casta che lui degnamente rappresenta. E se ha un'alternativa esterna ad essa, la vota.
Vogliono cambiare la Costituzione e la legge elettorale per impedirlo, o quantomeno per permettere alla casta di continuare a governare anche senza il consenso dei cittadini.
Come previsto, il peggior presidente della storia della Repubblica continua a infischiarsi dei limiti ai suoi poteri dettati dalla Carta Fondamentale e del rispetto delle prerogative del Parlamento, ed a spingere perché vangano realizzate modifiche costituzionali ed elettorali capaci di azzerare quel poco di democrazia che ancora conserviamo.
Altro che non sentire il "boom" del Movimento 5 Stelle.
Napolitano sente bene, e vede ancora abbastanza per leggere i dati elettorali.
Ha capito perfettamente che la stragrande maggioranza di cittadini non ne può più di lui e dell'intera casta che lui degnamente rappresenta. E se ha un'alternativa esterna ad essa, la vota.
Vogliono cambiare la Costituzione e la legge elettorale per impedirlo, o quantomeno per permettere alla casta di continuare a governare anche senza il consenso dei cittadini.
martedì 22 maggio 2012
Altre voci
A poco a poco stanno emergendo voci di
critica a euro e UE. Oggi vi proponiamo quella di Paolo Becchi,
docente di filosofia del diritto all'Università di Genova. Lo potete
ascoltare in questo video.
Vi segnaliamo anche un suo intervento sulla situazione politica dopo le amministrative e un suo commento sull'attentato di Brindisi.
(M.B.)
Vi segnaliamo anche un suo intervento sulla situazione politica dopo le amministrative e un suo commento sull'attentato di Brindisi.
(M.B.)
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